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JOY DIVISION
Unknown Pleasures

11 aprile 2008

Genere: ,

Questa è la stanza, l’ inizio di tutto…dove finirà tutto? è il primo verso di “Day Of The Lords” seconda canzone di questo disco. Dopo l’ apertura di “Disorder” che pare un inno alla gioia con il suo ritmo dance e il riff iperattivo, è subito un tuffo nel vuoto che ci indica la strada verso il centro delle città dove tutte le speranze sono affondate, aspettando te con Ian Curtis che esplora gli abissi oscuri della mente umana, delle relazioni interpersonali, del fallimento, della paranoia…guardandosi dal di fuori. E siamo in mezzo alla strada lì con lui.

“There Is No Room For The Weak“ non c’è spazio per il debole, continua sempre in “Day Of The Lords” ed era iniziata la parabola inarrestabile della sua discesa che lo porterà al suicidio nel bagno di casa sua il 18 Maggio 1980, a soli 23 anni. Il tutto documentato dai suoi testi. Probabilmente è tutto più semplice di quello che si pensa, c’è chi passa velocemente sopra le cose, e c´è chi ci si perde dentro, per sempre. C’è chi non riesce a staccare. Ed a un certo punto rimane solo una via di fuga. Tutto è perduto.

Da un punto di vista musicale i Joy Division sono post-punk, dal punk prendono l’attitudine a non volere imparare per davvero a suonare gli strumenti, la fook-off attitude che si sente in qualunque registrazione dal vivo, con errori ogni due battute, con basso chitarra batteria che suonano linee semplicissime dettate dall’inesperienza ed efficaci per dare spazio alla voce baritonale di Curtis a dipingere i suoi quadri di disperazione urbana (To the center of the city where all hopes sank, waiting for you (“Shadowplay”). Le sue storie sono successe per davvero, non sono metafore o generiche. Tutto per davvero.

È uno di quei dischi perfetti, quelli che contengono canzoni da ascoltare fino allo sfinimento, perfette nella loro maestosa rassegnazione, rabbia, distacco e passione come quando Curtis si spezza la voce in “New Dawn Fades”. Poi aggiungete la produzione di Martin Hannet (il tschk-tschk in “She’s Lost Control” sembra un campionamento ma è il rumore di una bomboletta spray), le copertine di Peter Saville (la copertina rappresenta le prime 100 pulsazioni della prima pulsar scoperta e, sul primo vinile non c’era il lato A ed il lato B ma un “Outside” ed un “Inside” e sul retro alla fine dei solchi vi era inciso I’ve been waiting for a guide. Tutto pensato nel minimo dettaglio, perfetto per un capolavoro di rassegnazione. Quando Ian Curtis ci parla era tutto già successo, con un sottile e flebile filo di speranza che poi si spezzerà. Ovviamente capolavoro assoluto, attuale per sempre per come ti parla e come suona.

Cover Album
Unknown Pleasures [ Qwest - 1979 ]
BUY HERE
Similar Artist: The Sound, Wire, Echo & The Bunnymen
Rating:
1. Disorder
2. Day Of The Lords
3. Candidate
4. Insight
5. New Dawn Fades
6. She’s Lost Control
7. Shadowplay
8. Wilderness
9. Interzone
10. I Remember Nothing

 

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