CHRISTIAN RAINER
Turn Love To Hate
| Tweet |
|
[ratings]
![]() |
||||||
|
Spesso, quando vuoi fare troppe cose finisci col mancare il tuo obiettivo e disperdere le tue capacità. Quello di Christian Rainer è un percorso eterogeneo in quanto lavora da anni come artista visivo, muscista, scrittore, regista e l’ambizione di questo ultimo progetto non è corrisposta da risultati all’altezza. Per intenderci, non si tratta certo di un fallimento, ma si avverte odore di manierismo a distanza di chilometri. “Turn Love To Hate” è un disco di tredici tracce intrise di noir-pop stile Nick Cave, in cui convive un cantato alla Mark Lanegan e tratti di barocchismo stilistico alla Neil Hannon. La somma delle influenze non fa di questo disco un capolavoro, anzi, a riascoltarlo diverse volte lo si trova piuttosto pretenzioso e arrivare a fine scaletta può rivelarsi un’impresa non troppo facile. Anche la presunta complessità d’intenti delle liriche, che come la cartella stampa ci vuole far credere sono volti ad un “tentativo di andare a fondo nell’animo umano e a ciò che lo muove” si rivela essere più fumo che arrosto. In poche parole manca la sostanza. Più interessante il dvd annesso al progetto intitolato “Turn The Love To Video”, dove per i tredici brani del disco sono stati realizzati altrettanti video, tre dei quali dallo stesso Rainer, mentre i restanti dieci da altrettanti artisti europei. In definitiva un lavoro che trova la sua collocazione migliore nella video-arte applicata alla musica in musei e gallerie, non certo in un lettore cd, perché è proprio nelle canzoni, per quanto curate ed eleganti, che manca quella scintilla per rendere il tutto qualcosa in più che un mero e presuntuoso esercizio di stile. |
||||||
|
Articoli Correlati:









15 aprile 2008 @ 12:37
Trovo decisamente più presuntuoso questo articolo che il disco di Rainer, che al contrario mi sembra uno splendido lavoro.
Il fatto è che come sempre è facile esercitare il proprio insignificante potere quando se ne ha l’occasione, anche a costo di aggredire gratuitamente progetti che non lo meritano. Vi sembra davvero che nel panorama contemporaneo ci sia di così tanto meglio? mah….
15 aprile 2008 @ 16:06
Sinceramente si, poi de gustibus. Io cerco di essere obiettivo per quanto posso, e il lavoro di rainer mi sembra molto manieristico. Molto più interessante il progetto nel suo insieme, con annessa la parte visiva. Ma il disco, preso così com’è, è fatto molto bene ma mi sembra un poco vuoto nei contenuti. Presuntuosi gli intenti secondo me, quel”voler andare a fondo nell’animo umano” ecc ecc. Massimo rispetto per l’artista ma si, nel panorama contemporaneo esiste molto di meglio credimi. Se leggi i miei articoli precedenti capirai che non mi diverto ad esercitare il mio “insignificante parere” ed aggredire gratuitamente progetti che non lo meritano. E ti ripeto, se dovessi fermarmi ai gusti personali al disco dare una stella e mezzo, ma proprio perchè cerco di andare oltre i miei umori ho cercato di analizzare la faccenda da un’angolazione diversa. magari non ci sarò riuscito, magari avrai ragione tu, ma insomma tutto è opinabile, anche se gli avessi dato cinque stelle sarebbe stato lo stesso. Il tutto lo faccio in buona fede, qui nessuno mi paga per scrivere male dei dischi, e anzi, questo e lo hanno anche spedito gratuitamente quelli della promozione. Per cui sarebbe stato più facile scrivere il mio bell’articolo e dargli 4 stelle non trovi?
Ciao Clara
Sachiel
15 aprile 2008 @ 20:27
clara, sachiel sara’ anche un mezzo criminale ma sicuramente non manca di obiettivita’ musicale credimi. Calcola che arrivano talmente tanti dischi che dobbiamo/vogliamo recensire per il sito che spesso le recensioni dei dischi cosi’ detti “brutti”, quelli che oggettivamente non sono granche’ non le pubblichiamo neanche per tantissime ragioni (di tempo soprattutto, perche’ se hai 5 artisti che vuoi far conoscere al pubblico e uno che fa cagare, e il rapporto veramente fortunatamente e’ quello adesso, preferisci scrivere di quei dischi che meritano) poi anche per una questione di rispetto verso l’artista che preferisce non vedere la sua rece pubblicata piuttosto che una rece con scritto “il tuo disco fa schifo”. MA ogni tanto ci sta che si pubblicano rece di dischi che non ci sono proprio piaciuti o che ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Io sto disco non l ho ascoltato e non so com’e’ pero’ non mi sembra che il buon sachiel abbia ucciso st’artista esercitando il suo insignificante potere
insomma boh…
cioe’ se non ti trovi d’accordo col parere di un recensore e’ piu’ che ok, pero’ magari fatti due risate (tipo vai sulla recensione dei the killers e guarda quello che ne e’ uscito fuori da vari commenti “brutal” che magari si potevano anche risparmiare).
15 aprile 2008 @ 20:57
Ma poi due stelle e mezzo non è nemmeno come dire che fa schifo, insomma p così così. Credevo comunque l’artista meritevole di una segnalazione per l’intero progetto proposto. Tutto qua
15 aprile 2008 @ 21:06
ma si, tranquilli le risate me le faccio.
In nome però della più volte citata obiettività vi inviterei a risentirvi di quel disco brani come april woods, stranger, schneeberg e a love who lives alone (per citarne alcuni) che trovo decisamente toccanti e di inequivocabile spessore. scusate se la prendo come una questione personale, ma sono molto legata a quel disco e poi non sono dell’avviso che fare delle canzoni significhi fare della maniera. la vera maniera mi sembra più di chi si lancia in improbabili improvvisazioni, rumorismi vari, sterili sperimentazioni o di quei gruppettini ammiccanti e per fortuna destinati a sparire in fretta per cui i giornalisti amano sprecare espressioni come “gruppo dell’anno”, “nuovo fenomeno” e bla bla bla. o no?
Bene, mi arresto qui. Grazie per l’attenzione e per la viva conversazione. A presto. Clà.
15 aprile 2008 @ 21:29
a presto clara e grazie a te per il “proprio insignificante potere” appioppato a sachiel
e’ stato fantastico….ahahahahahah veramente!
continua a leggerci.
ciao
15 aprile 2008 @ 21:32
Magari i nostri gusti su questo disco non coincideranno ma permettimi di dire che sulla questione dei rumorismi o dei presunti dischi dell’anno la vedo esattamente come te. In questi ultimi mesi non c’è un disco che sia uno, di quelli ritenuti dalle webzines o dalle riviste di settore la “next big thing” che per me sia meritevole di ascolti. I miei dischi di questo scorcio del 2008 sono delle certezze mainstream tipo i rem oppure delle piccole realtà che nessuno si caga. Tutta roba di stampo americano, folk e affini.
15 aprile 2008 @ 21:36
sachiel e’ perche’ non segui le mie segnalazioni il venerdi cazzo. Benedetto ragazzo… c’e’ parecchia roba interessante invece secondo me dentro questo 2008, ma va cercata bene. Oggi ho ascoltato per la prima volta il nuovo degli Sky Parade (bellissimo) e di Evan Voytas, e degli I See Rowboats, e di un gruppo chiamato The Lazy Darlings. Tutta gente che non la conosce neanche la loro zia probabilmente ma valida.
15 aprile 2008 @ 21:40
….e comunque sono rtornato un secondo sulla recensionedel disco dei the killers (che e’ arrivata a quota 77 commenti!) e mi sono fatto un’altra risata di quelle pazzesche. Ci sono i migliori commenti mai apparsi su indieforbunnies. fantastico.
Helmut, Sachiel, Just e Lord P spiccano su tutti.
16 aprile 2008 @ 11:45
Hey andro’ a leggermi questi divertenti interventi sui killers….
Ho comprato una settimana fa il dsco di Christian Rainer e appoggio completamente Clara. E’ un disco bellissimo!
Tra l’altro ho appena trovato questa recensione su rockit direi quasi diametralmente opposta alla vostra.
http://www.rockit.it/pub/r.php?x=00008187
Va bene che il mondo sarebbe bello perchè vario, ma qui si esagera. Capisco che il dsco turn love to hate possa non piacere a chi vive un momento di cinismo adolescenziale per cui si fanno smorfie di disgusto appena si nasa qualcosa di sentimentale, ma tolto questo trovo difficile non esserne per nulla toccati.
Bellissimo anche il video April Woods che ho visto al museo Pecci qualche mese fa…
A presto. Vale.
16 aprile 2008 @ 14:58
Credo di essermi spiegato prima, ho letto recensioni del disco fredde come le mia su riviste di settore, ma non fa niente. I guti sono guti, non ho nemmeno molta voglia di spiegarmi nuovamente
16 aprile 2008 @ 15:30
I guti sono guti, e i raul sono raul, e i robinho sono robinho….dovrei rileggero ciò che scrivo mi sa
16 aprile 2008 @ 16:50
Soprattutto i Van Nistelrooy sono i Van Nisterlrooy…
Il giudizio e’ tale perche’ discrezionale,previa mala fede.
Ma non credo proprio che Sachiel sia in malafede con Rainer…
17 aprile 2008 @ 10:47
…”un momento di cinismo adolescenziale per cui si fanno smorfie di disgusto appena si nasa qualcosa di sentimentale” —> un perfetto ritratto del dramma che vive quotidianamente “il giovane Sachiel”, uahahahaha
17 aprile 2008 @ 11:00
Caro Soft, dal tuo lessico si evince che ti nutri esclusivamente di bietole bollite. Non accetto critiche da chi mantiene un tale regime alimentare. Non sono giovne dal almeno 12 anni comunque.
17 aprile 2008 @ 12:14
i giovani non esistono
17 aprile 2008 @ 16:58
non e’ vero io una volta ne ho visto uno…diceva di chiamarsi just. E’ successo all’incirca 58 anni fa.
17 aprile 2008 @ 17:25
Uahahahahah, io l’ho visto solo in foto, ma sicuramente era un’immagine ritoccata.
20 aprile 2008 @ 14:24
TURN LOVE TO HATE
In questa Opera liquida del Rainer vivono con sicurezza impressionante i demoni senza dio che si raccolgono in questi nostri tempi di facile eloquio.
Romanzo musicale non necessariamente facile da interpretare perché altro rispetto ai nostri Tempi.
Ricordarsi che i Tempi del Musico sono sempre e solo esclusivamente i suoi, ci compiace nell’invece godere i video del quale il CD è dotato.
Anche queste opere per immagini in sequenza si sciolgono, e così devono fare in questo ambiente liquido, in interpretazioni sul tema musicale che raggirano il Tema. In modo onesto.
Gratia plena, si disse, a colui che mai riuscisse nell’incognito, sudato e impavido impegno di chiarire i movimenti del destino suo ai propri contemporanei.
Potrebbe esserci riuscito il C. Rainer.
Aspettiamo Primavera!
27 aprile 2008 @ 20:41
A noi è piaciuto molto, finalmente un disco italiano all’altezza delle migliori produzioni indies straniere.
Nicola
http://www.martinrecs.com