LANGHORNE SLIM
S/T

15 Aprile 2008

[ratings]

E’ notizia recente l’assegnazione del premio Pulitzer alla carriera per Bob Dylan. Il menestrello per eccellenza, Mr. Tambourine Man, l’uomo che ha segnato un’epoca ed influenzato quelle a venire, ha visto riconosciuto l’enorme impatto della sua musica e delle sue parole sulla cultura americana. Quasi preveggendo l’onoreficenza, Langhorne Slim, ventisettenne della Pennsylvania di stanza a New York, lo omaggia con un album che è una sincera dichiarazione d’amore a quel mondo fatto di musica e parole decisive.

Senza trucchetti sentimentali il disco è l’affresco di un folk duro e puro venato di veemenza rock’n'roll. L’abilità chitarristica di Langhorne non si discute, veloce com’è a pizzicare e scuotere corde incandescenti; esuberante, preciso, sudato come la polvere dell’ultimo bar di provincia, Sean Scolnick (vero nome di langhorne) è un esteta della tradizione, un vagabondo con in mente solo strade battute da sognatori con in mano una chitarra, devoto ad un folk da battaglia, tirato a lucido e studiato per infiammare dal vivo.

L’eco di Dylan è più di una ingombrante presenza, ma al di là di ciò quello che mi fa rimettere da capo il disco per l’ennesima volta è il sangue ribollente che scorre in queste canzoni, quei giri di chitarra che sono una sgasata roboante nella notte silenziosa. Nel pancia dell’album, quasi una rivendicazione del potere decisivo delle viscere, rotolano i brani migliori. Su tutte svetta ‘Diamonds and Gold’, ballata che s’avvita sulla voce grattuggiata di Langhorne, trascinandosi dietro organetti, contrabbassi, atmosfere spirituali a la Ben Harper ed un sapore da “Delta del Mississisipi”. Langhorne è uno a cui piace andare di fretta, bruciare chilometri, facce, birre, sigarette, posti nuovi, suonare ovunque e comunque, ma sa anche prendersi il tempo di scandire tramonti affollati di ricordi e rimpianti con melodie tonde e ruvide allo stesso modo. Questo disco non aggiunge nulla di nuovo, non vi farà sobbalzare sulla sedia, non cambierà di una virgola le vostre esistenze, ma ha il potere di nutrire un genere musicale che è in fin dei conti uno stile di vta, rivitalizza e definisce i bordi di una musica che morirà solo quando scomparirà il genere umano.
Un applauso ed un posto nello scaffale se lo merita comunque.

Cover Album
Band Site
MySpace
Langhorne Slim [ Kemado - 2008 ] - BUY HERE
Similar Artist: Bob Dylan, Ben Harper, The Felice Brothers, T. Rex
Rating:

1. Spinning Compass
2. Rebel Side Of Heaven
3. Restless
4. Sometimes
5. She’s Gone
6. Colette
7. Hello Sunshine

8. Diamonds And Gold
9. The Honeymoon
10. Tipping Point
11. Oh Honey
12. Worries
13. Hummingbird

5 commenti »

Ultime recensioni

THE BLACK ANGELS
Directions To See A Ghost

Un colpo del tuo dito sul tamburo scatena tutti i
suoni e dà inizio alla…

LARS HORNTVETH
Kaleidoscopic

C’erano una volta i Jaga Jazzist, poi si sono invasati col post-rock e si son…

JOSEPH ARTHUR & THE LONELY ASTRONAUTS
Temporary People

Ok, il mondo è pieno di ingustizie e questa è sicuramente la minore, ma qualcuno…

THE MATTHEW HERBERT BIG BAND
There’s Me And There’s You

Iniziare a scrivere una recensione gia’ presuppone un atteggiamento mentale predisposto alla bisogna ed una…

OUTPUTMESSAGE
Resurface [EP]

Dietro il moniker Outputmessage si nasconde il giovane newyorchese Bernard Emmanuel Farley, poliedrico artista e…

THE STILLS
Ocean Will Rise

The Stills atto terzo. A distanza di due anni dall’incerto “Without Feathers” ritorna la formazione…

KIMYA DAWSON
Aplhabutt

Voglio parlare di “Alphabutt” rimandando subito il lettore ad un altro lavoro cioè “Adriana Partimpim”…

ESSIE JAIN
In Between

È molto bello ascoltare un disco nella stagione giusta. Secondo me tutti dovrebbero avere a…