banner

PORTISHEAD
Third

17 aprile 2008

Genere:

[ratings]

Ritorna dopo un tempo che sembrava ormai interminabile quella che probabilmente si è rivelata come la realtà più affascinante di quella scena musicale, affermatasi durante gli anni Novanta, che verrà denominata “trip-hop”.
“Third” è il titolo semplice semplice dell’opera che sancisce il ritorno dei Portishead sul mercato discografico.
Ci si era accontentati di ascoltare le fragili (in senso buono) interpretazioni di Beth Gibbons nell’ottimo “Out Of Season”, incantevole disco dalle tinte autunnali composto assieme a Paul Webb (ex-bassista dei Talk Talk), perse ormai le speranze di poter riascoltare nuovi brani della coppia bristoliana.

Ma ora questa lunghissima marea è finita e possono ritornare a riva
quei languidi spettri musicali marchiati con la famosa “P”.

Ci rendiamo conto che l’aura, il profumo dei Portishead sono sempre quelli. Percepiamo la loro essenza e avvertiamo un senso di familiarità. Tuttavia questa sensazione non dura molto. C’è qualcosa che non quadra. Anzi parecchie cose cominciano a non quadrare.
E non crediate che questo sia un commento negativo. Tutt’altro: l’album risulta piacevolmente sorprendente. Dubbiosi sulle prime, affondiamo nei versi interpretati magnificamente da Beth mentre piano piano ci convinciamo di essere di fronte ad una meravigliosa, azzeccata evoluzione
del sound del duo.

Vi sembrerà un’eresia, ma questo “Third” si avvicina pericolosamente alla bellezza perversa di “Dummy”, lo fissa con sguardo severo, finisce quasi per sovrastarlo, per allungare su di esso una fagocitante, scurissima ombra ricolma di sinistri presagi, i quali cavalcano minacciosi la batteria galoppante (ebbene sì) di “Silence” verso un dolce schianto contro le fredde nebbie dell’Oblio, nelle quali troviamo una Gibbons sconvolta, ridestatasi da una trance che l’aveva portata ad entrare in contatto con un alter ego negativo di Bjork.
Ritmi vagamente tribaloidi (senza mai essere squassanti) fendono anche l’asciutta “Nylon Smile”, puntellata da una chitarra minimale e da inserti elettronici tarwateriani, e l’impressionante “We Carry On” (vetta dell’opera), che non riuscirà a tenere a lungo nascoste dentro di sé catastrofiche pulsioni dark. Scelgono scenari sempre più apocalittici e claustrofobici i Portishead, vedi la “doomizzata” Small (schegge acuminate di chitarra e torvo organo in marcia) e la “robotica” “Machine Gun” (batteria elettronica marziale e finale affidato ad un motivo sci-fi di tastiera), i due esempi più fulgidi in tal senso.

Che ne è stato del trip-hop che fu? Esso rinasce sotto altre spoglie (“Magic Doors”, che conserva reminescenze della desolata “Sour Times” di “Dummy”, “Plastic”, “Threads”), ma è stato sfigurato e inserito dentro atmosfere che hanno in parte perso quel gusto “metropolitano” in favore di una introspezione totale, alla ricerca di (o in fuga da) paure ancestrali.
Le delicate ballate “Hunter”, “The Rip” e “Deep Water” (con la chitarra acustica a pennellare malinconici quadretti folk) ci offrono una Gibbons un po’ più “soul” e apportano un lieve sollievo senza però riuscire a far sparire quella sensazione di oppressione (d’altronde assai piacevole) avvertita durante tutta l’esperienza d’ascolto del full length.

Third.

Requiem.

Rinascita.

Cover Album
Band Site
MySpace
Third [ Mercury - 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Massive Attack, Tricky, Goldfrapp
Rating:

1. Silence
2. Hunter
3. Nylon Smile
4. The Rip
5. Plastic
6. We Carry On

7. Deep Water
8. Machine Gun
9. Small
10. Magic Doors
11. Threads

 

Articoli Correlati:

6 commenti »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…