banner

THE DUKE SPIRIT
Neptune

29 aprile 2008

[ratings]

Reduci dal buon successo con il precedente album “Cut Across The Land” (una rispettabilissima quarantesima posizione nelle chart inglesi, provateci voi!) tornano i Duke Spirit stavolta coadiuvati in cabina di regia dal guru “desertico” e produttore dei Queens Of The Stone Age e dei Kyuss (nonché fondatore dei Masters Of Reality) Chris Goss. Difatti, guarda un po’, i brucianti riff della coinvolgentissima “Send A Little Love Token” hanno il sapore di certe saltellanti creazioni delle Regine. Con un gusto più personale i Duke sfornano altri brani agili e guizzanti come “Into The Fold”, “Lasoo” (che sfoggia pure dei fiati sboccatamente trionfali) e “Neptune’s Call” che subiscono tra l’altro anche pesanti influssi garage. Il mix tra sonorità vecchie e pose moderne fa pensare certamente ai Black Rebel Motorcycle Club nei loro momenti più dinamici.

Sembra proprio che in “Neptune” si sia cercato a tutti i costi di raggiungere un equilibrio perfetto tra scanzonata aggressività e dolcezza noir lievemente illividita, anche se probabilmente i Duke Spirit non hanno approfondito veramente a fondo questi due aspetti della personalità. Questo non vuol dire che il disco non sia godibile e non ci impedisce di poter affermare che sia meglio di tanta altra robaccia “new rock”.
Poi accade che parte la ballatona “Wooden Heart” (più convincente dell’altro lento “Sovereign”, passabile ma nulla di più), distorta quel poco che basta per darle quell’aspetto malconcio senza violentarne la l’aggraziata bellezza, e il tempo si ferma per qualche minuto, e contemporaneamente passano dei secoli, nella tua testa, nel sangue e nelle ossa.

Hanno l’andamento legnoso e le ginocchia cigolanti due tra i migliori pezzi del lotto, ossia la nebbiosa “Dog Roses” e la bluesy “This Ship Was Made To Last”: i Duke sembrano trovarsi più a loro agio in pezzi del genere piuttosto che in numeri supersonici. Va ancora meglio con la retropoppeggiante, sensualissima (ah quegli ululati! Ah quel sonaglietto!) “The Step And The Walk”, perfetto esempio, tra l’altro, per capire bene lo stupendo modo di cantare (tanto soul blues quanto in un certo senso “punk”) di Leila Moss.

Cover Album
Band Site
MySpace
Neptune [ You Are Here - 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Black Rebel Motorcycle Club, Queens Of The Stone Age, PJ Harvey
Rating:
1. I Do Believe
2. Send A Little Love Token
3. The Step And The Walk
4. Dog Roses
5. Into The Fold
6. This Ship Was Built To Last
7. Wooden Heart
8. You Really Wake
Up The Love In Me
9. My Sunken Treasure
10. Lassoo
11. Neptune’s Call
12. Sovereign

 

Articoli Correlati:

4 commenti »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…