MY BLOODY VALENTINE
Loveless
Genere: shoegaze
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When I look at you
Oh I don’t know what thinking
once in a while
And you make me laugh
(“When You Sleep”).
È una delle poche frasi comprensibili di questo secondo album dei My Bloody Valentine, una delle poche che mi rimane nella testa, gli altri testi sono talmente sommersi nel mix che a malapena si possono percepire. Distanti. Questo Album è una pietra miliare della musica indie; quando Robert Smith lo sentì, disse che era il primo album che chiaramente ci pisciava sopra a tutti quanti. Costato 250.000,-sterline portò la Creation, l’etichetta di Alan Mc Gee sull’orlo del fallimento; questo perché il perfezionista Kevin Shields cambiò 19 studi di registrazione nell’arco di due anni e altrettanti ingegneri del suono dai quali pretendeva solo che microfonassero gli amplificatori e che schiacciassero il tasto di registrazione; eccezione unica Alan Moulder che però collaborò solo per un breve periodo. I testi sono improvvisati e Bilinda Butcher nello studio cercava di scrivere quello che pensava Shields stesse cantando. Out of focus, come la copertina.
Ne è valsa la pena perché questo è decisamente il primo album che crea un nuovo suono usando le chitarre e campionamenti di chitarre, perlopiù feedback. Shields dirà più avanti che lo ha registrato principalmente in mono, per dare un bel colpo di chitarra al centro de mix. E fu registrato in maniera molto più semplice di quello che si potrebbe pensare, niente effetti chorus o flangers, come faranno poi tutti gli shoegazers, ma semplicemente con la distorsione, gli overdub di chitarre e l’uso intensivo della leva del tremolo che da quell’effetto di sospensione e di leggero fuori tono tipico di tutto il disco.
E la distorsione di questo album è come un fuoco che brucia sotto le ceneri, un album destabilizzante rivoluzionario, onirico ed unico, un album senza tempo che ha fatto sembrare vecchio tutto quello che era venuto prima e quello che arriverà dopo.

2. Loomer
3. Touched
4. To Here Knows When
5. When You Sleep
6. I Only Said
7. Come In Alone
8. Sometimes
9. Blown A Wish
10. What You Want
11. Soon
MY BLOODY VALENTINE su IndieForBunnies
MY BLOODY VALENTINE Live @ ICA – Institute of Contemporary Art (Londra, 13/06/2008)
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1 maggio 2008 @ 10:33
Un monumento. Uno dei dischi più distorti e romantici che io abbia mai ascoltato
1 maggio 2008 @ 12:59
Sì. Dal 1991. Accade tutte le volte. Incontro una ragazza dal nome Valentina. Mi innamoro. When I look at you…
1 maggio 2008 @ 20:12
la mia morosa (ex? oddio non lo so… portatemi via da qua, da me…) si chiama Valentina… del disco che altro dire?
1 maggio 2008 @ 20:41
ghemison, come diceva qualcun’altro…”te c’hai grossa crisi”.
1 maggio 2008 @ 20:57
domani non starà più a me a tenere le braccia alzate e scorticarmi alle corde…