Ven 2 Mag 2008
THE WEATHER UNDERGROUND - Bird In The Hand [EP]
Posted by giov under INDIE ALBUM , INDIE CONTEST , MySpace Generation
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THE WEATHER UNDERGROUND CONTEST Il vincitore verrà estratto tra i partecipanti al contest. VINCITORE DEL CONTEST : abrax Il fatto che sono seduto sulla riva del fiume con una scatola di Weetabix in una mano e una piccola agendina su cui scrivere nell’altra fa molto Arturo Bandini del nuovo millennio. I cereali li tiro ai cigni di tanto in tanto, mentre sulle pagine della piccola agenda annoto i progressi dei Weather Underground. Ho le cuffie sulle orecchie e la voce di Harley Cortez, che riprende da dove aveva lasciato l’ultima volta, nel cervello. Il fatto che i cigni appartengano tutti alla regina qui in Inghilterra l’ho sempre trovata una cosa strana. Il fatto che il gruppo di Los Angeles si sia definitivamente staccato dal filone Strokes, Libertines (o Arctic Monkeys e Courteeners, se guardiamo ai giorni nostri) invece è una cosa che in cuor mio in fondo già sapevo poteva accadere. Troppo potenziale per rimanere sui binari di un garage da 4 accordi e canzoni da un minuto e mezzo. Troppe intuizioni e influenze letterarie per “mandare tutto a noia”. Da “Illumination” (primo vero ep della band), passando per “When I Was a Soldier” fino al recente “Psalms And Shanties”, questo gruppo di ragazzi messicani-americani sembra aver finalmente trovato la giusta strada. Ed è una strada a metà tra l’epico di certe atmosfere da stadio e l’adrenalina che solo uno show innaffiato dalla birra e suonato in un piccolo locale riempito con un centinaio di persone può darti. “Fight Song For The Desalojos” è la prima prima canzone dei Weather Underground cantata interamente in spagnolo, mentre la title track è l’emozione forte a cui ci stanno abituando gli Editors. “All Ye People” rallenta il ritmo e rimanda al folk melodico e varie parti di slide guitar che tanto mi erano piaciute su alcuni pezzi di “Cripple Crow” di Devendra Banhart. “Trainwreck” è l’unico brano di tutto il disco che rimane legato alle atmosfere tirate, velocissime e prettamente indie-brit-rockettare di alcuni lavori precedenti della band (e comunque Johnny Borrell se lo sogna un pezzo così). Tutto è caricato da un rock prevalentemente legato agli anni ’90, agli U2, all’eco di qualcuno che urla e a un sound pieno, che riempie e stavolta non taglia. |
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THE WEATHER UNDERGROUND su IndieForBunnies: Recensione “PSALMS AND SHANTIES [EP]” |


(7 votes, average: 4.71 out of 5)



Maggio 2nd, 2008 at 10:23
Radiohead - The Bends
Maggio 2nd, 2008 at 11:21
2008…..1988 Pixies - Surfer Rosa
opsss..ultimi 10 anni giusto??
The Good, The Bad and The Queen - Omonimo
Maggio 2nd, 2008 at 14:36
Interessante ascolto questo “Bird in the hand”.
Mars Volta - De-loused in The Comatorium 2003
Maggio 2nd, 2008 at 15:52
a me vieni subito in mente il secondo dei Tv On The Radio (Return To Cookie Mountain), parlando di rock o simili… altrimenti Laurent Garnier con Unreasonable Behaviour, semplicemente irraggiungibile da chiunque e sempre.
Maggio 2nd, 2008 at 21:02
Veramente paurosi questi Weather Underground,a quando l’uscita di un’album?
Oasis-Definitely Maybe
Maggio 3rd, 2008 at 19:31
Sigur Ros - ()
Maggio 6th, 2008 at 03:18
ultimi 10 anni
Tom Waits - Mule Variations