THE LONG BLONDES
Couples

[ Rough Trade - 2008 ]
 
 
6 Maggio 2008
 

[ratings]

C’erano una volta gli anni ’80. C’erano acconciature paradossali frutto di tonnellate di lacca, in barba al buco dell’ozono, allo scioglimento dei poli e all’innalzamento del livello delle acque. C’erano lustrini e paillettes luccicanti. Poi c’era anche la new-wave e il synthpop, e c’erano gruppi come i Blondie.
Ma ad un certo punto qualcuno decise che tutta la dissolutezza di quella decade non era cosa buona e giusta, e ne fu decretata la damnatio memoriae. Prima il grunge e poi il britpop contribuirono a far dimenticare il decennio di fango, dal quale non si usciva vivi.
Almeno fino ai tempi più recenti, che hanno manifestato la propensione di molti gruppi a recuperare spezzoni del suono di un’epoca/scena/band (poco importa quale) e a riproporne la propria personale versione più o meno adattata alle mode correnti. Il problema è che l’operazione in questione presenta grosse insidie, la più pericolosa e subdola delle quali è quella di suonare niente più e niente meno che come una cover band da pub del giovedì sera.

Ci provano pure i Long Blondes, a cimentarsi nell’impresa, e con il loro secondo album cercano di riesumare il suono più disco-oriented e glamour degli anni ’80; purtroppo per loro (e per le mie orecchie messe a dura prova dall’ascolto consecutivo di questo “Couples” per troppe troppe volte, alla disperata ricerca di qualcosa di buono) non ne escono affatto bene.
“Couples” mette in fila quaranta minuti di idee confuse, buone forse per riempire un disco di b-sides natalizie, ma che poco hanno da spartire con il ben più entusiasmante esordio della band di Sheffield. Una manciata di canzoni statiche e stanche, che si trascinano troppo oltre il necessario – e l’umanamente accettabile anche per i timpani più tolleranti – valide giusto per fare due salti in pista tra un pezzo dei Blondie ed uno dei Pulp. Alla fine del disco sembra di aver ascoltato per tutto il tempo dieci remix (nemmeno riuscitissimi) dello stesso pezzo, con l’unica eccezione di “Here Comes The Serious Bit” e poco altro. Tutto è monocorde, gli arrangiamenti sono ripetitivi e manca un minimo di mordente: nemmeno la voce di Kate Jackson riesce nell’improba impresa di resuscitare il morto…

Scrivere questa recensione è una inutile agonia, almeno quanto lo è ascoltare il disco per intero: sparare sulla Croce Rossa non ha mai avuto esiti fruttuosi, quindi dato che fuori c’è un sole da pieno agosto e gli aggettivi negativi di mia conoscenza iniziano a scarseggiare, la pianto qui ed esco. Non prima di aver liberato lo spazio necessario a caricare il nuovo disco dei Boris sul mio lettore mp3: uhmmm, chissà cosa cancellerò…?

Band Site
MySpace
Couples [ Rough Trade – 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Blondie, Pulp, Stereolab
Rating:
1. Setting Fire To
Sleepy Towns
1. Century
2. Guilt
3. The Couples
4. I Liked The Boys
5. Here Comes The
Serious Bit
6. Round The Hairpin
7. Too Clever By Half
8. Erin O’Connor
9. Nostalgia
10. I’m Going To Hell

THE LONG BLONDES su IndieForBunnies:

Recensione “SOMEONE TO DRIVE YOU HOME”

Tracklist
1. Century
2. Guilt
3. The Couples
4. I Liked The Boys
5. Here Comes The Serious Bit
6. Round The Hairpin
7. Too Clever By Half
8. Erin O'Connor
9. Nostalgia
10. I'm Going To Hell
 

6 Comments

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Band sopravvalutata, concordo appieno con quanto detto dal signor soffice. pure dal vivo mi annoiarono discretamente l’anno scorso al primaverasound

band piuttosto trascurabile direi in effetti…eppure qua in inghilterra le lodi per “Couples” si sprecano un po’ ovunque. Io ho ascoltato un brano e tanto mi e’ bastato per non approfondire l’ascolto.

Questo tipo di rock sta morendo piano piano e dietro ci andra’ prestissimo tutto un insieme di sonorita’ che hanno gonfiato fino all’orlo le pagine dei giornali indie (e non solo!!!). Courteeners e Last Shadow Puppets credo che sia il canto del cigno. Le sonorita’ tendono sempre di piu’ veros altre “sperimentazioni! tipo MGMT o Crystal Castle attualmente (che no nsono poi cosi’ originali pero’ sicuramente rappresentano un cambio netto).

Veramente inutili e privi di qualsiasi originalità.

gruppo da singolone riempi-pista…con in più Kate che canta….ah Kate…lo sai che non ti ho mai dimenticata dal Primavera dell’anno scorso?? eh, eh, lo sai???!!

MGMT altra schifezza secondo me…ma vabè, il mondo va così…

piuttosto giov, conosci i Duels? roba inglese, rumorosa e rocche, indi(e) per cui chissà li hai sentiti…

e comunque gran pezzo del signor soffice, come sempre 🙂

si joses…sono dello Yorkshire (Leeds) e hanno appena pubblicato “The Barbarians Move In” che a quanto pare e’ un disco interessante da quel poco che ho ascoltato…ma non so dirti molto di piu’.

Gli MGMT non so…hi ascoltato time to pretend e devo dire che e’ un gran bel singolo ( e poi vuoi mettere una band che canta:

“I’m feeling rough, I’m feeling raw, I’m in the prime of my life.
Let’s make some music, make some money, find some models for wives.
I’ll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars.
You man the island and the cocaine and the elegant cars.

This is our decision, to live fast and die young.
We’ve got the vision, now let’s have some fun.
Yeah, it’s overwhelming, but what else can we do.
Get jobs in offices, and wake up for the morning commute” mi interessa a priori anche se poi rimane a casa sul divano a guardare oprah winfrey.

Il primo album era carino, questo nn l’ho ascoltato anche se ne ho letto piuttosto bene…

 

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