Ven 23 Mag 2008
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Tutto impossibilmente noir. Mi sembra di nuotare per qualche interminabile e dolcissimo minuto in mezzo ai più oscuri pensieri degli Interpol. Battiti che vengono dal centro dell’inverno, campionamenti, rumore bianco, arpeggi elettrici e una nostalgia con radici indistruttibili. Dream Pop per dormire meglio. Shoegazer per sorridere in modo più vero. My Bloody Valentine, Slowdive e Death Cab for Cutie impastati con una farina nera. Danny Provencher viene da Montreal. Lui è uno di quelli che vede una cosa interessante e non telefona ad un amico per racontargliela. Lui continua a camminare ma i suoi occhi sono contenti di aver catturato un’idea che dopo pochi istanti la mente sta già inserendo in un progetto fantastico. Torna a casa e compone brani con dentro tutte le emozioni più vere e toccanti che un uomo possa mai provare. Tutto altamente poetico. Testi incentrati su sogni, aspirazioni e una realtà che fa male più di un coltello affilato. 4 tracce che riprendono gli Stone Roses e i Ride li immergono in un sogno pieno di morfina. Un basso che suona arrogante e che ritorna da dove era partito per diventare infine un loop incessante e oscuro. Voi a un certo punto non avete più parole e non avete molte sensazioni rimaste nelle tasche. Avete solo voglia di recuperare il tempo perduto e improvvisamente avete solo voglia di saperne di più su Danny Provencher e sul suo mondo che rimane fermo sotto la luce elettrica. Non ho mai capito il senso dell’ “etichetta-genere” Art-Pop, ma qualcosa dentro mi dice che questa produzione è ció che in assoluto gli si avvicina di più. Questo non è l’EP della settimana: per il momento è il disco dell’anno. |
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Maggio 23rd, 2008 at 19:29
Dell’anno?
Bhè, allora diventa obbligatorio ascoltarlo.
Saluti,
Addison.
Maggio 23rd, 2008 at 19:42
bel bloggetto che c’hai addison. complimentos.
Maggio 23rd, 2008 at 19:53
Gracias.