ELBOW
The Seldom Seen Kid

4 giugno 2008

[ratings]

Ci sono due tipi di persone: quelli che si agitano facendosi portare via dalla corrente del tempo e quelli che stanno un passo fuori dal clamore e dalle mode. Gli Elbow appartengono a questa seconda categoria di soggetti, imperturbabili nel loro compassato distacco ad osservare fenomeni, luci della ribalta, suoni di plastica che sfrecciano veloci verso il nulla. Guy Garver e soci ci regalano il loro più bel disco di sempre, con essenziali arrangiamenti cinematografici sui quali si stendono irresistibili trame pop, ariose geometrie orchestrali, simili a ben poche cose fin ora ascoltate, in netto smarcamento dalle più banali declinazioni di qualsiasi genere musicale. Smussate certe asperità che bloccavano i lavori passati, i cinque inglesi portano ad un livello superiore la loro capacità di raccogliere scarti musicali altrui e di creare collàge sonori perturbanti.

L’album è un carillon prezioso, tutto da aprire e sentire per essere proiettati in un mondo onirico a parte. Atmosfere al chiaroscuro bagnano riletture di stralunati ‘tango’; ipnotiche ballate figlie di valzer dilatati e rallentati accompagnano lo svenimento serale con classe strepitosa; non esiste un momento di stanca, ogni attimo è godimento puro e compiacimento nell’ascolto. La stella polare del gruppo ossia la ricerca sfrenata nella scomposizione dei luoghi comuni del pop, li ha portati a costruire frammenti di suggestione, fluttuanti in un universo liquido sospeso. E poi c’è la voce di Guy Garver, splendido crooner che fa sua l’attitudine ’soul’ anni ‘50 mischiandola con umori cantautoriali di fine secolo.

Gli Elbow sono l’altra faccia di Manchester, quella riflessiva, uggiosa, colta nei riferimenti, lontana anni luce dalla vanagloria dei riflettori televisivi e della carta patinata. L’atto di fede che ti chiedono è di raggiungerli sull’isola deserta dove suonano lontano da tutto e da tutti, lasciando ogni timore alle spalle. Se l’unica prova per sentenziare che un album sia riuscito consiste nella voglia di riascoltarlo immediatamente non appena sia finito, allora “The Seldom Seen Kid” la supera a pieni voti.

Cover Album
Band Site
MySpace
The Seldom Seen Kid [ Polydor - 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Doves, Radiohead, Coldplay, Devotchka
Rating:
1. Starlings
2. The Bones Of You
3. Mirrorball
4. Grounds For Divorce
5. An Audience With The Pope
6. Weather To Fly
7. The Loneliness Of A
Tower Crane Driver
8. The Fix
9. Some Riot
10. One Day Like This
11. Friend Of Ours

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

6 commenti »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…