COLDPLAY
Viva La Vida (Or Death And All His Friends)

Dopo aver ascoltato il disco diverse volte, il dubbio che mi accompagnava sin dall’inizio diventa una convinzione: i Coldplay, ormai alla canna del gas in quanto ad ispirazione, si sono affidati alle mani di Brian Eno per venir fuori dagli impicci. Alla fine i conti tornano, ma solo parzialmente.
“Viva La Vida” prende una strada nuova, non strizza l’occhio al pubblico ed è un prodotto a suo modo interessante, diverso, almeno rispetto alla precedente produzione della band. E’ un frullato di rimandi e citazioni, dagli U2 ai Blur, dai British Sea Power per finire al più becero britpop mainstream. E’ pesante la mano di Eno sui brani in scaletta, decostruiti, tortuosi e in bilico tra la classica forma canzone, deviazioni epiche che intrecciano partiture di archi e rock da stadio. La sensazione forte che si fa largo ascolto dopo ascolto è che Martin e soci si siano semplicemente fatti guidare, mettendoci un poco di mestiere ed il minimo sforzo per ottenere un risultato accettabile.
Di buono c’è che tutto quello che rendeva “X&Y” un disco banale, fiacco e “nato vecchio” qui è trasfigurato da una produzione coraggiosa che accompagna la forma canzone in un sali-scendi strutturale molto piacevole e in qualche modo sorprendente. Ma il pur mirabile lavoro di Eno alla lunga non riesce a colmare il grande vuoto che risiede nel cuore delle composizioni, invero prive di qualsiasi anima pulsante. Spogliate degli abbellimenti e della elegante confezione diventano oggetti banali, pallide imitazioni dei capolavori degli esordi e inesorabili segni di una band giunta alla frutta dopo appena due dischi.
Complesso anche trarne un giudizio finale che per comodità otterremo dalla risultante media algebrica tra le tre stelle e mezzo della confezione e la stella e mezzo dell’ispirazione. Ad oggi una delle band più sopravvalutate dell’intero globo terracqueo, i Coldplay si salvano per il rotto della cuffia, scendendo a compromessi con la propria vena compositiva svanita nella nebbia mattuttina di una Londra di mezza stagione, affidandosi interamente al mestiere e all’esperienza di un grande produttore. La prossima volta sarà difficile far meglio, ma al grande pubblico degli stadi e delle grandi arene non credo possa fregare di meno. Non tutte le storie hanno un lieto fine. Non tutte le storie devono avere necessariamente una fine.
2. Cemeteries Of London
3. Lost!
4. 42
5. Lovers In Japan
6. Yes
7. Viva La Vida
8. Violet Hill
9. Strawberry Swing
10. Death And All His Friends



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17 Giugno 2008 @ 09:23
sottoscrivo ogni parola del sachiello; siamo ai limiti della noia e del ridicolo.
non fossero i Coldplay non staremmo neanche a parlarne di questo disco
A LAVORARE, ANDATE A LAVORARE, A LAVORAAAAAAAARE, ANDATE A LAVORARE!
17 Giugno 2008 @ 10:46
Tu capisci di musica come Donadoni di calcio…la recensione piu insulsa che abbia mai letto su un disco..comprati Vasco che è meglio per te, questi dischi lasciali agli altri..
17 Giugno 2008 @ 11:29
Vogliooo una vitaaaa spericolataaaa…vogliooo una vitaaa come quelle dei fiiiillmmm…
Mh. Io Vasco me lo so comprato. Mi piace pure qualcosa. Però i Coldplay continuano a sembrarmi stanchi e poco ispirati.
Peccato. Se non ce l’ha fatta neppure Vasco…si mette male per i Coldplay.
Benvengano le critiche e i scambi di idee. Recensione insulsa purtroppo non è nessuna delle due.
17 Giugno 2008 @ 11:38
Non ci hai veramente capito nulla, fidati
Fregiati del tuo essere indie con questa consapevolezza.
17 Giugno 2008 @ 12:19
ah, se lo dici tu ci fidiamo, cazzo…
@Andrea: chi sarebbero ‘gli altri’?
tokio hotel e vasco rossi for ever….
17 Giugno 2008 @ 12:58
L’unica cosa di cui fidarsi mi pare per ora sia l’incapacità di usare il cervello di certa gente…
Indubbiamente con un “ne capisci di calcio quanto donadoni” e un “non ci hai capito veramente nulla” avete sicuramente evidenziato i motivi della qualità di questo nuovo lavoro dei Coldplay. Sicuramente molti lettori occasionali ora saranno ancor più eccitati e coinvolti da questa nuova fantastica uscita discografica…
Se già la recensione non era positiva ora ci mettiamo pure sopra la sensazione di quanto sia fesso il fan medio della band…di male in peggio…
17 Giugno 2008 @ 13:07
Questo disco è il nulla sferico in musica, non mi sembra che ci sia null’altro da dire…Io mi trovo d’accordo con la recensione, ma non capisco perché chi invece non lo è, al posto di dirlo e basta, si dedichi all’offesa personale di chi l’ha scritta. Mah! Certa gente l’educazione non sa proprio cosa sia… A parte che veramente da questi commenti illuminanti non emerge perché, invece, quest’album sia bello e degno di ricevere applausi a scena aperta..
17 Giugno 2008 @ 13:10
ahahahuahuaah i difensori dei coldplay..sembra di rivedere quelli dei killers…in ogni caso, concordo anch’io con la recensione…ispirazione sotto le scarpe di chris martin…
17 Giugno 2008 @ 13:34
Non replico nemmeno alle critiche. Ero pronto al peggio. E poi la gente è fatta così.
17 Giugno 2008 @ 14:08
Innanzitutto replica eccome, perche’ c’è sempre da battere il record della rece dei Killers.
Qui, mi sembra, si sia sulla buona strada.
Massimo rispetto per i primi Coldplay, che mi hanno trasmesso delle emozioni difficili da dimenticare.
Dell’ultimo ho sentito solo il singolo. E fa schifo.
P.S. Se mi parlate del primissimo Vasco, vi dico che faceva strarock: tutti montoni e shearling anni 80, cocaina e video con lui che fa le impennate con la suzuki..
17 Giugno 2008 @ 14:12
ma infatti, Parachutes è uno dei miei dischi preferiti di sempre.E anche il secondo a rush… mi piace molto. X e y una schifezza, questo una schifezza ben vestita
17 Giugno 2008 @ 14:56
Era davvero da moltissimo che non passavo da queste pagine e l’occasione mi sembra ghiotta.
Non sarà un intervento memorabile il mio, però ci tenevo a ribadire anche cose già dette qui (oltre che a contribuire a battere il record dei Killers :)): che la recensione mi sembra equilibrata e comunque circostanziata, che dopo un paio di ascolti più o meno la condivido, ma che se anche cambiassi idea e questo mi sembrasse il disco più bello del mondo, troverei più corretto e sensato esprimere un parere altrettanto argomentato invece di indignarmi e mettere il muso come una ragazzina a cui hanno maltrattato le Winx.
17 Giugno 2008 @ 14:58
Pensa te che io stavo per scrivere questa mattina che 2,5 stelline sono pure troppe per questo disco. Facendo il confronto con Parchutes, i Coldplay di oggi ne escono come uno dei tanti gruppi che suonano nei pub da queste parti…
17 Giugno 2008 @ 15:03
Alla fine sono contento di una cosa: qui dentro siamo tutti ammiratori di certi dischi dei Coldplay. Credo che difficilmente, anche per il periodo storico in cui uscì, qualcuno potrebbe definire Parachutes un disco meno che memorabile.
Ma se non altro non ci siamo rincoglioniti dietro a fanatismi al confine con il mistico religioso. Oggi i Coldplay hanno fatto un disco mediocre.
Pazienza. La vita continua. Per coloro a cui il disco piace e per coloro a cui non piace.
Ma continuo a non vedere il perchè solo i primi si debbano fare dei problemi e prendersela con chi la pensa diversamente.
17 Giugno 2008 @ 15:05
E comunque lunga vita al Vasco di Andrea Braido e, pace alla buon’anima, Massimino Riva.
E forse pure alle Winx, che alla fine so pure made in italy.
17 Giugno 2008 @ 15:06
Credo che il problema, quando ci si accosta a un disco prodotto da Mr. Eno, sia partire dal presupposto che il disco l’abbia fatto lui e che l’artista prodotto sia un bimbetto insicuro desideroso di nascondere se stesso e la propria arte nell’ombra di questo enorme personaggio. Nella concezione comune Eno deve essere una specie di infallibile deus ex machina capace di trasformare qualsiasi immane cagata in un disco cult. Magari è per questo che chi ascolta musica e si diverte a scriverne con maggiore o minore cognizione di causa parte un po’ prevenuto.
Personalmente, ascoltando Viva La Vida per prima cosa mi sono chiesto: “Ma c’era veramente bisogno di Brian Eno per fare un disco così?”. E non credo che nel mondo reale esistano degli artisti che si rivolgono a un certo produttore per togliersi dai guai o per mascherare la mancanza di ispirazione…
Sarò ingenuo, ma secondo me funziona così: l’artista onesto scrive dei pezzi, concepisce l’idea del disco e poi, in funzione di quello che ritiene essere il mood generale del lavoro, il suound che vuole o che ritiene di dover sviluppare (e, non in ultimo, del proprio budget) sceglie il produttore.
Sto ascoltando Viva La Vida in questi giorni e probabilmente il mio giudizio non fa testo, visto che mediamente mi piace qualsiasi cosa facciano Chris Martin & Co. Ho l’impressione che quando ci si accosta a una grande band il giudizio parta sempre con l’handicap. E forse è giusto così. Quello che è un po’ meno giusto è partire dai crediti di un disco per parlarne. Sachiel, non ho notato esasperate tortuosità in questi pezzi (e tu sai quanto io sia affezionato alla forma-canzone classica), né, in generale, più forzature o digressioni di quante ce ne fossero nei lavori precedenti dei Coldplay. Dopo qualche ascolto posso dirti se il disco in generale mi piace o no (a proposito, la risposta è sì), se lo ascolterei andando a lavorare (sì), senza stare a confrontarlo con altri dischi. A volte penso che il pubblico degli intenditori ci abbia visto più cose del dovuto in “Parachutes”, che era semplicemente un bellissimo album d’esordio. Del 2000.
Mi piacerebbe essere Tupone e poter chiudere con un “ve lo dico da artista”. Ma purtroppo sono solo io. Buon ascolto.
17 Giugno 2008 @ 15:23
Pensa che il disco lo ascolto pure io con piacere, poi dire che mi emoziona o mi regala chissà che momenti no, non succede. Ma infatti te l’ho regalato pure per questo, se ti piace x e y doveva per forza piacerti pure questo. xe y lo comprai originale, come gli altri dischi in mio possesso della band, il giorno che uscì. mi fece cagare da subito. E ti assicuro che non parto affatto prevenuto. C’è così tanto di meglio in giro che davvero ad oggi i Coldplay mi sembrano una della band più sopravvalutate della terra
17 Giugno 2008 @ 15:29
Caro Voragine, secondo me in questi giorni hai dischi ben più interessanti da ascoltare..
E lascia stare Tupone, non potrai mai essere al suo livello!!! Hihi!
17 Giugno 2008 @ 16:34
Vedo ancora troppa serenita’, avanti popolo…
17 Giugno 2008 @ 18:07
Propongo di distribuire i sani commenti di Voraggine nelle scuole e nei forum dei Coldplay.
Helmut, prevedo un ritorno di fiamma delle polemiche in seconda serata. Sempre che non gioca qualche partitone.
17 Giugno 2008 @ 18:20
Just, come dice Morgan (grande amico di Tupone) sei fuori dal tempo. Stasera gioca la squadra di Donandoni.
17 Giugno 2008 @ 20:33
ma Eno quindi non si sente? era l’unico motivo per cui questo disco mi interessava.
17 Giugno 2008 @ 21:01
Caro Voragine non so neppure cosa sia Donadoni, desumo un apprezzata catena di articoli da regalo o qualcosa del genere.
Al massimo da alcuni giorni ho iniziato a sospettare che un sacco di gente stà giocando a pallone in vari paesi.
Per il resto, si sa, nel mio universo il sole sorge e tramonta tra i pistoni di un bicilindrico.
18 Giugno 2008 @ 07:36
Leggendo la tua recensione non posso che pensare che sei quantomeno contorto..secondo me tu sei uno di quelli che disprezzava parachutes perchè troppo “melodico” e palloso ed ora lo difendi a spada tratta perchè non sopporti la band di Martin e soci a priori..
Indubbiamente quando si fa un disco come X&Y e non hai troppa critica dalla tua parti vuoi prendere altre strade e secondo me l’hanno fatto nel migliore dei modi (anche se a tratti con Eno si esagera con il sound da stadio) ma metterci archi violini e cori da chiesa è 1 innovazione che in pochi se lo potevano permettere rimanendo cmq in linea con i lavori precedenti..loro ascoltando il disco ci sono riusciti alla grande facendo canozoni di altissima qualità..secondo me bisogna innovarsi e rinnovarsi nel sound altrimenti si cade facilmente nel dimenticatoio…
18 Giugno 2008 @ 09:01
nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo……….
mi sono perso 23 commenti in cui quasi quasi ci riscappava la rissa (massimo rispetto per la recensione dei Killers…quella e’ il top di Bunnies, anzi colgo l’occasione per fare una donazione qui
http://www.indieforbunnies.com/2007/12/10/the-killers-sawdust/), bello il commento di chiara, belle le impennate di vasco con la suzuki (Helmut il supercafone sei tu altro che piotta, a luglio esigo la tua presenza nella capitale….).
Per quanto riguarda i coldplay, non lo so ero in un negozio di musica e hanno messo il disco, mi sembrava carino, ma dopo tre brani mi sembrava gia’ come se lo avessi ascoltato da una settimana…non so… .
Non l’ho ascoltato tutto quindi non mi espongo
haloa
18 Giugno 2008 @ 10:46
Poppy ti sbagli. Io ameo la forma canzone, amo il pop, e un disco come Parachutes è proprio uno dei generi che preferisco. Quello che non sopporto sono proprio le sperimentazioni fini a se stesse, e ti ripeto la forma canzone per me è sempre importante, non sai quanto odio le divagazioni strumetali di 15 minuti. Io per primo avrei voluto che questo fosse un gran disco, e non credo che lo sia. E ti assicuro che in giro ci sono decine di dischi che sono meglio di questo. Ad esempio in campo britpop direi quello degli Elbow
18 Giugno 2008 @ 12:34
Ma che bello leggervi.
Mi ricordate la posta del glorioso H-M quando
negli anni 90 si tentava (invano) di difendere
a spada tratta gli Iron Maiden dall’assalto di
orde di ggiovani capelloni seguaci del Death/Black Metal.
Siete tenerissimi.
Però in ricordo dei vecchi tempi vorrei dare anche io il mio contribbuto
alla causa (pronti?):
No More Oppression, No More Alienation..FUCK THE SYSTEM!!
Ecco fatto. Mi sento ggiovane anche io.
Ah, ehm, mi raccomando. Mettete sempre la maglia della salute,
asciugatevi bene i capelli prima di scendere (specie tu Just che vai sul Garelli, Sachiel tu no…per ovvi motivi), e le camice sempre col colletto abbottonato.
Concludo affermando che non è bello sentirsi un coglione, soprattutto se prima te ne sentivi due.
Domani è giovedì. Gnocca.
Ad Maiora!
P.S.
Tu Pone, Tu Quoque?
18 Giugno 2008 @ 14:54
bene Nonno, io so benissimo chi sei, padre di famiglia che rispolvera vecchi slogan della band di gioventù….ah che tenerezza si si hai ragione
18 Giugno 2008 @ 15:20
Eh si Sachiel, tu si che la sai. Lunga.
Ma poi, sti Colplei…i problemi son ben altri. Tipo.
E’ mai possibile che nel 2008 non c’è modo di trasmettere in sincrono il
segnale televisivo tra etere, satellite e DT???
E’ mai possibile che io ieri sera (con satellite) vedevo la rincorsa di De
Rossi (secondo gol dell’Italia) e già sentivo il mio vicino di casa (via
etere) esultare??
Porco Zio! Mi crolla la suspense!!!..:-))
Per non parlare dell’altro mio vicino (DT) che ogni volta esultava in
differita.
La prossima volta giuro che mi incuffio!!
E poi dite quello che volete, ma a me Voragine fa sangue. Un pò Veltroni, un pò McCain.
Fate i bravi.
18 Giugno 2008 @ 15:36
in effetti è un problemuccio codesto dei sincroni. io con la rai non ho avuto problemi, magari qualcuno col satellite avrà bestemmiato alle nostra urla. so’ problemi, so’ problemi
18 Giugno 2008 @ 16:31
io ero nel peggiore pub di exeter col proprietario che continuava anche dopo la partita a chiedermi se ero io Steve The Magician che stavano aspettando per la serata, solo perche’ avevo uno zaino del cazzo sulle spalle.
PEro’ mi sono divertito con un mio amico pugliese ubriaco come un irlandese che continuava ad applaudire ad ogni azione.
top.
18 Giugno 2008 @ 16:41
”Si puo’ dare di più”.
18 Giugno 2008 @ 16:59
Me la ricordo Exeter. Io e Sachiel ci passammo un paio di giorni in un glorioso viaggio tra Sud Inghilterra, Cornovaglia e Galles ormai cinque anni orsono. Mi ricordo che l’ostello aveva qualcosa di molto arancione e c’era un giapponese che viaggiva da dieci mesi con uno zaino grande quanto il mio portafogli. OT: Giov, ti ho mandato la richiesta, mi addi su Facebook??
18 Giugno 2008 @ 17:30
ehm si l’ho cancellata…..te ne ho rimandata un altra io…. lo so sono un po’ fantozzi sorry….
18 Giugno 2008 @ 17:49
io non ho
18 Giugno 2008 @ 17:56
Io di exeter ricordo l’arancione ok, ma anche un ponte su un fiume o sbaglio?
18 Giugno 2008 @ 18:01
si Sachiel!!! Cioe’ il ponte c’e', c’e’ anche il fiume sotto ancora…e ci sono anche i cigni.
Per l’arancione non so…dipende dalle droghe.
18 Giugno 2008 @ 19:01
Vorrei ricordarvi che se dovete parlare di birre e fiumi di birra corredati di cigni e di ponti e di giapponesi che bevono fiumi di birra (con i cigni?) sui ponti, questo è il post sbagliato.
Qui ci si scanna, altrimenti aria.
Momento TGcom: sembra che Amy Winehouse possa tirare le cuoia da un momento all’altro.
Ora scannatevi.
18 Giugno 2008 @ 19:45
oh a parte le cazzate…a me il singolo dei coldplay piace veramente molto (http://www.youtube.com/watch?v=IakDItZ7f7Q) altro che…
19 Giugno 2008 @ 09:19
Non ti può piacere. Così mi vai controcorrente e mi togli tutti punti di riferimento. Per favore di’ qualcosa di indie: di’ che si sente troppo Eno, che ci sono troppi suoni da stadio. Per lo meno di’ che c’è troppo spazio fra gli incisivi di Chris Martin!!
19 Giugno 2008 @ 09:22
Ah, era spazio quello? Credevo fosse dell’insalata equa e solidale.
19 Giugno 2008 @ 10:30
ahahahahahahahahahahahahahhahahahhahah
si beh un bel po’ di spazio in effetti tra i suoi incisivi c’e'!
ok allora adesso per rimediare diro’ qualcosa di indie…..mmmmmmmhh….ehhmmm…allora…..mmmhhh dunque…. .
Oddio!!! Non lo so!!! Ho perso tutti imiei poteri, cazzo!!!!!!!!!!! Tutta colpa di sta recensione!!!!!
19 Giugno 2008 @ 21:33
Oh comunque viva il Black Metal e Garelli che tra quest’anno fà giusto 90anni e il prossimo mi torna alle competizioni.
Così, tanto per andare fuori tema.
Ci penso io a dire qualcosa di indie!! so la persona meno indie del creato ma a me er singolo dei Suonafreddo nun me piace e alla fine a dirla tutta mi sono piaciuti solo i primi due album.
Dire che ti piaccioni i primi dischi di una band è una cifra indie.
19 Giugno 2008 @ 22:22
si ma se tutte le decenti indie rock band che si rispettano (negli ultimi 7 anni almeno) hanno fatto solo due dischi e poi si sono disintegrate, come la mettiamo? Diciamo che ci piacciono solo le prime cinque tracce del primo?
19 Giugno 2008 @ 22:51
Io sono indie soltanto nelle mutande
19 Giugno 2008 @ 22:55
Tu sei EMO..
19 Giugno 2008 @ 22:57
Ah..ero io!
20 Giugno 2008 @ 09:27
Esatto!
20 Giugno 2008 @ 11:51
Ma vaff….non so mettere le faccine però
20 Giugno 2008 @ 13:07
Eeeeeeehhh!!!! Non essere volgare, per piacere…
20 Giugno 2008 @ 15:12
Buonismo a go-go… Mi avevano avvisato che questo era un postaccio…
26 Giugno 2008 @ 12:19
W KEANE!!!
28 Giugno 2008 @ 23:51
Ma che skerzate!!!!!!! QUESTO E’ UN DISCO RIVOLUZIONARIO!!!!liquidarlo con quella recensione poi….i coldplay hanno osato? si!!! e hanno sfornato il piu’ bel disco degli ultimi 10 anni :cambi di ritmo stravolgimento del dogma verso ritornello,,si ascolta una canzone per qualke minuto ed eccorimanere a bocca aperta dal genio di questi 4 ragazzi che sorprendono ed entusiasmano. IL successo mondiale del disco ne e’ una conferma!!(1 usa 1 uk 1 world)E POI LA CRITICA SPECIALIZZATA LO HA OSANNATO CHI SEI TU PER STRONCARE UN TALE CAPOLAVORO!!
30 Giugno 2008 @ 12:53
EEhh??
Rivoluzionario???
Genio????
Spero davvero che tu stia scherzando.
Non c’è niente di più derivativo e classico del suono di questo disco, il che, per intenderci, non è un male. Ma dimmi che ti piace, e che io sbaglio, ci sta pure, però non venirmi a parlare di rivoluzione perchè i casi sono tre:
1 hai 15 anni ed hai ascoltato una decina di dischi nella tua vita
2 Non hai 15 anni ma hai comunque ascoltato una decina di dischi nella tua vita
3 mi prendi per il culo
30 Giugno 2008 @ 13:19
In un’intervista su “Il Mattino” di Napoli Brian Eno ha dichiarato che i Coldplay di ‘X&Y’ erano ormai stracotti e che hanno chiamato lui a produrre il nuovo disco per cercare di salvare la baracca…
30 Giugno 2008 @ 13:21
Bene, molto bene, così i fan magari se ne faranno una ragione
30 Giugno 2008 @ 13:46
Fanny, Fanny… sei caduta anche tu nella trappola del sentito dire…
Riporto parte del contesto da cui è stata estrapolata la frase incriminata:
…è come dare a un cuoco mille spezie. Provandone una per volta o aggiungendone una all’altra finirà per sottovalutare gli ingredienti di base, la qualità del cibo. È successo con i Coldplay, ad esempio». In che senso? Rinnega il lavoro appena finito con Chris Martin & Co.? «No, ma quando ho ascoltato il loro album precedente, ”X&y”, erano letteralmente stracotti. Allora li ho portati nella cucina di un ristorante italiano e ho mostrato loro l’enfasi data agli ingredienti, e alla loro miscela, senza bisogno di cuocerli così a lungo, rischiando di far perdere tutto il sapore»…
Se poi volete leggere tutto l’articolo (come qualsiasi persona seria dovrebbe fare), lo trovate qui:
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080624&ediz=NAZIONALE&npag=23&file=DEDE.xml&type=STANDARD
30 Giugno 2008 @ 13:58
Vorà, praticamente il succo è quello….
X e Y era un disastro ed eno ci ha messo una bella pezza sopra. Viva la vida mica è brutto, lo trovo solo inunfluente. Insomma restando in tema di britpop voto gli elbow tutta la vita, anzi tutta la vida
30 Giugno 2008 @ 14:07
Caro Sachiel, se mi permetti c’è modo e modo di riportare una notizia. Fanny lo ha fatto in maniera non deontologica.
Se poi il punto qui è: il disco degli Elbow è meglio di quello dei Coldplay, posso pure essere d’accordo (ascolto anch’io The Seldom Seen Kid con mucho gusto in questi giorni). Ma cosa faremo quando si tratterà di recensire il prossimo disco degli Elbow, se non sarà così fenomenale? Citeremo la prossima nuova band fresca e originale lamentandoci del perché gli Elbow non sono come loro?
30 Giugno 2008 @ 14:51
Ho detto un nome che apprezzo molto della scena britpop attuale e che ha fatto un gran bel disco adesso. i coldplay per me è dai tempi del secondo disco che sono piu’ o meno morti, gli elbow no. Gli elbow poi mi sa che non sono più nuovi dei coldplay, credo siano coetanei. Il fatto è che se parlo male dei coldplay passo per quello che li odia a prescindere. Colpa della parola indie nel nome del sito.
30 Giugno 2008 @ 15:52
Veramente non sono caduta nella trappola del sentito dire..l’intervista l’ho letta tutta, ho solo fatto un riassuntino..se poi ho capito male, pazienza, tanto si sa che non sono molto intelligente!
1 Luglio 2008 @ 00:20
i coldplay hanno composto 11-12 buone canzoni nella loro carriera. poi il nulla.
il che non vuol dire che non debbano essere liberi di suonare ancora e di incidere quello che gli pare. Si prendano i fischi di chi non gradisce la loro musica però. E i fans, il cancro della vita, non s’incazzino.
Derivativi o meno ( e nell’ultimo disco c’è un clamoroso plagio di un riff dei british sea power, con in più una alquanto strana somiglianza della sezione ritmica di Violet Hill con ‘they don’t care about us’ di Michael Jackson) quello che manca in questo disco come negli ultimi due è l’urgenza compositiva.
Solo quest’anno saranno usciti almeno 50 dischi superiori a questo. Coldplay bolliti, ha ragione Eno.
5 Luglio 2008 @ 01:06
ciao
ritornando su quanto scrivevo qualke settimana fa .
1 di anni ne ho 26 suonati purtroppo
2di dischi ne ho tanti (la maggior parte nel mio adorato vinile, vi consiglio il negozio all’angolo di Camden town a londra ha tutto!!!), e sono adirittura diplomato in pianoforte (10 anni!!!! di fatiche il solfeggio ahhh che ricordi!!!)
3 credimi saro’ stato polemico certamente mann era mia intenzione prenderti per il culo il sol fatto di aver sollevato questa discussione ti fa avere la mia stima
5 Luglio 2008 @ 01:20
adesso dopo aver dato le mie referenze torno sulla questione
SI, questo e’ un disco rivoluzionario!!!
nn vedo nulla di classico nell’ inserire violini e quuei cori .
e poi questi disco ha 2 chiavi di lettura il 1 e’ l’immediatezza ,qualita che di certo mancava in x y .
la seconda chiave di lettura e’ la profondita’ ,ovvero il maturare delle canzoni e della stessa armonia nel corso di piu’ ascolti.!!!
nn saro’ daccordo con voi ma con me c’e’ solo qualke milione di persone e nel bacino d’utenza coldplay credimi nn ci sono i fan alla briteny spears (almeno spero)
ma e’ composto per lo piu’ da amanti della musica.
ed il fatto che siamo tutti qui a parlarne perke’ questa musica nn lascia di sicuro indifferenti
Credimi questo disco fara’ epoca (parachutes era un ottimo disco ,ma nn a questo livello) e tra 10 anni i coldplay saranno ancora sulla scena e credimi godranno della stessa considerazione che adesso hanno gruppi storici come gli u2(ke personalmente nn amo molto)
SI QUESTO E’ UN DISCO RIVOLUZIONARIO PER ARRANGIAMENTI RITMO ARMONIA ED IMMEDIATEZZA DI ALCUNE CANZONI
5 Luglio 2008 @ 01:27
ALTRO PUNTO beh io il disco credimi l’ho ascoltato bene!!
LA PROFONDITA’ DEI TESTI!!
IN VIVA LA VIDA SI PARLA DI UN RE ORMAI SENZA PIU’ POTERE METAFORA DELLA FINE DELLA GIOVINEZZA E E DEL VUOTO POTERE (questa e’ una mia interpretazione il testo lascia intendere piu’ significati )
e poi il RACCONTO NOTTURNO NEI CIMITERI DI LONDRA SEMBRA DI LEGGERE EDGARD ALAN POE ,
E POI I CONTINUI RICHIAMI A DIO LUZZATO FEGIS CHE CREDIMI SE NE INTENDE PIU’ DI NOI HA DETTO “OLTRE CHE BRAVI ADESSO ANCHE SPIRITUALI”
forse nn e’ il caso di ricredersi …..
5 Luglio 2008 @ 01:32
in quanto agli elbow sono pienamente d’accordo
5 Luglio 2008 @ 01:33
ma nn sono certo i coldplay
5 Luglio 2008 @ 13:19
Ma perché ti chiami Vi prego!! ?
Va bene, certo che può piacere il disco, io ho espresso un parere e ho provato a motivarlo, tutto qui.Però non nominarmi Luzzatto Fegis che dubito ne capisca più di noi e di qualunque essere vivente dal pollice opponibile
5 Luglio 2008 @ 15:55
luzzato fegis muahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
oddio, questa è meravigliosa muahahahahahahaha
credimi
25 Luglio 2008 @ 10:46
a me sono piaciuti sin dal loro primo album… e continuano a piacermi ancora oggi!!! W I COLDPLAY!!!
4 Settembre 2008 @ 22:43
Ma l’avrà ascoltato la gente questo disco?
Personalmente non ho mai amato i Colplay, tranne qualche canzone, non li ho seguiti più di tanto.
Spinto dalla curiosità ho ascoltato alcuni pezzi, devo dire con tutta sincerità che questo è un ottimo album che non ha quasi nulla di commerciale.
Non credo propio che il mio vicino di casa possa canticchiare sotto la doccia certi motivetti.
I pezzi hanno una struttura complessa, quasi progressive, ci sono vari riverimenti a gruppi rock più o meno noti…e allora?
Questo è un disco coraggioso, superiore anche come qualità all’ultimo penoso dei radiohead( visto che tanti senza aver ascoltato il disco continuano a dire che i colplay sono una copia mal riuscita dei radiohed).
7 Ottobre 2008 @ 17:23
Sono un fan dei coldplay e spinto da curiosità (o forse da un istinto masochista) sto leggendo tutte le critiche negative su viva la vida. Ma ora fatemi dire la mia: penso che i coldplay abbiano fatto un gran passo avanti con quest’album, sia per quanto riguarda i testi che le sonorità nuove. Ma, visto che tutti prendono in considerazione solo questi due aspetti…vogliamo parlare dell’armonia?gli accordi che tira fuori i coldplay,nessuno. E la voce di chris?Emozionante, soprattutto in nuovi bassi(yes e lost). E gli arrangiamenti? Davvero fantasiosi e per niente scontati. E poi il tema che ricompare(life in technicolor-the escapist)? Senza parole. Ma poi perchè parlate come se dire che viva la vida è bello togliesse qualcosa a parachutes? Sono entrambi lavori maturi e belli. Io la penso così.
7 Ottobre 2008 @ 19:12
ma si, hai argomentato la tua tesi, educatamente a differenza di altri. Comunque è ovvio che questo sia un disco che divide. Forse dal tono della recensione pare che mi abbia fatto schifo ma così non è. Lo trovo carino, niente più. E non sono uno di quelli che dice sempre che i primi dischi sono i migliori e che poi le band si svendono e tutte quelle chiacchiere che stanno a zero. parachutes per me è un capolavoro nel suo genere, a rush è un disco bellissimo, x & Y non mi piace per niente e questo così così. tutto qua.
Ciao
4 Dicembre 2008 @ 19:12
gianlupianist, io però un “Sachiel vaffanculo” lo avrei messo lo stesso!!
8 Dicembre 2008 @ 14:28
io mi sono smaronato le palle di tutti questi pseudo critici da strapazzo che per farsi notare e distinguersi dalla “stupida massa” devono a priori stroncare chiunque venda piu’ di 3 dischi. abbozzatela siete dgli insulsi repressi! i coldplay sono un ottimo gruppo che ha fatto ottimi pezzi…fra i migliori degli ultimi anni e questo è oggettivo. probabilmente se non se li inculava nessuno eravate a idolatrare chris martin e soci come il piu’ grande gruppo degli ultimi anni….ma ora fa tendenza andargli addosso senno’ che cazzo di critici brufolosi da strapazzo sareste! un minimo di onesta’ per cortesia!
8 Dicembre 2008 @ 15:19
Caro Vultus, tra i dischi che ho più apprezzato quest’anno ci sono REM; Verve, The Cure, Kings Of Leon, Nine Inch Nails, Sigur Ros, insomma tutta gente che vende più di 3 dischi. Purtroppo questo dei Coldplay non mi è piaciuto molto e semplicemente ho la libertà di scriverlo e motivarlo. Se non sei d’accordo va bene, ma rispetta l’opinione altrui senza lanciare invettive ed insulti, Forse il represso sei tu che te la prendi tanto per una recensione. Riguardati.
9 Dicembre 2008 @ 00:39
Mi ero perso il resto della querelle…confermo che i primi due dischi sono da paura e il resto poca roba, ribadendo con forza che se per caso avete la possibilità di vederli live approfittatene perchè valgono il prezzo del biglietto, devo dire che riascoltando quest’ultimo album mi sono un pò ricreduto. Non è malissimo, anzi.
Sulla diatriba ‘gruppo di nicchia da paura’ Vs. ‘gruppo mainstream è merda’, ha detto tutto sachiel. Col quale sono d’accordo al 100% (buona parte di Ifb è andato al Summercase di Barcellona praticamente solo per vedere i Verve, che proprio di nicchia non mi sembrano…).
9 Dicembre 2008 @ 00:52
Mah Helmut, forse ci tradisce il nome, ma posso tranquillamente dire che noi siamo la webzine più imparziale che io conosca, aperti al più sconosciuto gruppo indie del pianeta e anche alle più grandi band esistenti senza il minimo pregiudizio. Semplicemente perché la musica non è fatta di semplici etichette. Ci piacciono i bei dischi, almeno quelli che reputiamo tali. E ribadisco per la millesima volta che questo non è affatto una schifezza, solo che, per opinione del sottoscritto, non è troppo memorabile
9 Dicembre 2008 @ 02:56
REVIEW
IS
AN
OPINION
19 Dicembre 2008 @ 03:27
ommadooonnaaaa cosa mi tocca leggere in questo sito!!!
avete seri problemi qui dentro ragazzi…
19 Dicembre 2008 @ 10:58
E non leggere se ti da fastidio, chi te lo fa fare
19 Dicembre 2008 @ 11:44
Cosa è poi che la infastidisce, di grazia, messere? Vuol convenire con me che codesto disco farebbe scendere i testicoli ad Amanda Lear?
3 Gennaio 2009 @ 00:51
Che palle era meglio la rissa della rece dei killers, ahimè. I Coldplay son diventati pessimi, e li amavo tanto, erano così semplici, e così tristi. Da quando Chris Martin ride ad ogni occasione mi viene il voltastomaco, e le canzoni ora fanno schifo. Mi tengo decisamente i Band Of Horses, se devo sentire pop strappamutande. Spero non si caghino addosso anche loro, per il terzo album.
Ultima cosa: non ho mai visto gente più ottusa di chi si professa indie. Questo sito è in controtendenza, ecco perchè lo seguo.
Ah, ai miei tempi indie erano i pavement e i sonic youth, e emo erano i built to spill e i sensefield. Segno dei tempi.
Scusate sto finale alla “si stava meglio quando si stava peggio”
3 Gennaio 2009 @ 02:50
E’ colpa di Gwyneth Paltrow, ve lo dico io, ché quello prima era triste in quanto non si batteva chiodo.
Onore ad asamoich per questa frase: “non ho mai visto gente più ottusa di chi si professa indie”.
3 Gennaio 2009 @ 03:43
Onore ad asmolch, mi rivenderò la sua frase da oggi in poi. sempre che non debba pagargli i diritti
7 Gennaio 2009 @ 02:48
come siete cool e radical chic, voi indie-fighetti.
9 Gennaio 2009 @ 00:09
Recensione dai contenuti molto molto discutibili ma comunque rispettabili. Per me questo è tra i migliori dischi dell’anno insieme a Kings Of Leon e Sigur Ros
23 Gennaio 2009 @ 23:10
Ciao.sono capitata sul sito per caso cercando un’interpretazione chiarificatrice e più approfondita del testo di “viva la vida”. Premetto che di musica conosco pochissimo (e questo non vuole essere una giustificazione,ma semplicemente un mero tentativo di difesa per quanto sto per affermare) e che raramente mi appassiono ad una canzone. Mi è capitato per Viva la Vida, inizialmente per la melodia travolgente, ma poi ho scoperto il testo. Incomprensibile inizialmente per la particolarità del contenuto. Ho scoperto al suo interno un sostrato culturale, che forse ho immaginato. Sono rimasta affascinata dalla pronuncia e dalla resa musicale di ogni singola parola da parte del cantante. Provate a cantare il testo ascoltando la canzone, vi accorgerete come la cadenza che il cantante attr
ibuisce al testo valorizza il significato anche delle parole più banali.
Spero di non aver scritto troppe sciocchezze, se così fosse mi scuso con gli intenditori e invito i non intenditori a lasciarsi affascinare da questa canzone!!
Dimenticavo, forse per la copertina, visto il sottotitolo, avrei scelti un dipinto contemporaneo a quello scelto dai coldplay, ovvero “La zattera della medusa”
11 Marzo 2009 @ 20:44
Non sono assolutamente d’accordo con la recensione del disco. Cosa dovrebbe stare a fare una band, a ripetersi sempre con “Parachutes” o “A rush of blood to the head”?Ce’ quel tizio che si chiama Mr. Soft che addirittura ha detto che il disco senza abbellimenti vari suonerebbe banale e i Coldplay suonerebbero come una band locale. Io non sono un fan dei Coldplay ma vorrei proprio sentire Mr. Soft suonare, produrre qualcosa di suo con la sua band (ammesso che ce l’abbia) e vedere un pò cosa farebbe di così tanto innovativo (nel 2010). Giusto lui per prenderlo come esempio. Vi vestite da “fighetti intellettuali” snobbando band o lavori più mainstream e lodando band o lavori indie con aria da colti pseudo-snob. Fatela voi la musica e salvatela, visto che siete in grado di farlo..con le parole.
Ma perfavore….
12 Marzo 2009 @ 17:12
Non sei d’accordo con la recensione.OK
Ma davvero non capisco l’accanimento.
E non mi sono mai vestito da fighetto intellettuale.Nemmeno a carnevale, lo giuro!
16 Marzo 2009 @ 12:49
A rega’, ma che c’avete così tanto da ridi’ su’ a band dell’amore mijo???
Scherzi a parte, secondo me Viva la Vida non è un capolavoro nè tantomeno un disco da criticare così tanto; secondo me sachiel è un po’ severo ma soltanto perchè i Coldplay godono di troppa visibilità ed in questo senso concordo col fatto che siano sopravvalutati; il loro disco non è migliore, ma neanche peggiore di tanti altri della scena indie, solo che Martin & soci devono sempre giustificare la loro celebrità; io comunque come gran parte di voi preferisco Parachutes ed A rush of… e non sono così severo con X&Y dove almeno un paio di tracce sono apprezzabili. Tutto qua.
8 Maggio 2009 @ 23:39
Voglia o non si voglia i Coldplay rimangono una delle band più importanti di questo decennio e di sicuro anche più!
Mostri sacri della musica partendo da Bob Dylan, passando per David Gilmour, U2, addirittura anche Ligabue, fino ad arrivare ad altri artisti insospettabili e non, della scena più indie acclamano musica e liriche dei Coldplay.
E tutti i commenti, negativi o positivi che siano, ne danno prova di essere una delle band più importanti e discusse del panorama mainstream musicale.
E comunque in questi 10 anni hanno rinnovato il loro sound a differenza di tanti altri che altro non han fatto che la solita solfa.
Poi de gustibus non disputandum est!
A buon intenditor poche parole.
Quindi grande album e grande band.