COLDPLAY
Viva La Vida (Or Death And All His Friends)

17 giugno 2008

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Dopo aver ascoltato il disco diverse volte, il dubbio che mi accompagnava sin dall’inizio diventa una convinzione: i Coldplay, ormai alla canna del gas in quanto ad ispirazione, si sono affidati alle mani di Brian Eno per venir fuori dagli impicci. Alla fine i conti tornano, ma solo parzialmente.

“Viva La Vida” prende una strada nuova, non strizza l’occhio al pubblico ed è un prodotto a suo modo interessante, diverso, almeno rispetto alla precedente produzione della band. E’ un frullato di rimandi e citazioni, dagli U2 ai Blur, dai British Sea Power per finire al più becero britpop mainstream. E’ pesante la mano di Eno sui brani in scaletta, decostruiti, tortuosi e in bilico tra la classica forma canzone, deviazioni epiche che intrecciano partiture di archi e rock da stadio. La sensazione forte che si fa largo ascolto dopo ascolto è che Martin e soci si siano semplicemente fatti guidare, mettendoci un poco di mestiere ed il minimo sforzo per ottenere un risultato accettabile.

Di buono c’è che tutto quello che rendeva “X&Y” un disco banale, fiacco e “nato vecchio” qui è trasfigurato da una produzione coraggiosa che accompagna la forma canzone in un sali-scendi strutturale molto piacevole e in qualche modo sorprendente. Ma il pur mirabile lavoro di Eno alla lunga non riesce a colmare il grande vuoto che risiede nel cuore delle composizioni, invero prive di qualsiasi anima pulsante. Spogliate degli abbellimenti e della elegante confezione diventano oggetti banali, pallide imitazioni dei capolavori degli esordi e inesorabili segni di una band giunta alla frutta dopo appena due dischi.

Complesso anche trarne un giudizio finale che per comodità otterremo dalla risultante media algebrica tra le tre stelle e mezzo della confezione e la stella e mezzo dell’ispirazione. Ad oggi una delle band più sopravvalutate dell’intero globo terracqueo, i Coldplay si salvano per il rotto della cuffia, scendendo a compromessi con la propria vena compositiva svanita nella nebbia mattuttina di una Londra di mezza stagione, affidandosi interamente al mestiere e all’esperienza di un grande produttore. La prossima volta sarà difficile far meglio, ma al grande pubblico degli stadi e delle grandi arene non credo possa fregare di meno. Non tutte le storie hanno un lieto fine. Non tutte le storie devono avere necessariamente una fine.

Viva La Vida (Or Death And All His Friends) [ Capitol - 2008 ]
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Similar Artist: Blur, Travis, Snow Patrol, U2
Rating:
1. Life In Technicolor
2. Cemeteries Of London
3. Lost!
4. 42
5. Lovers In Japan
6. Yes
7. Viva La Vida
8. Violet Hill
9. Strawberry Swing
10. Death And All His Friends

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