banner

WILD BEASTS
Limbo, Panto

20 giugno 2008

[ratings]

In Inghilterra ultimamente i Wild Beasts sono spesso dentro ogni rivista di musica.
Anche solo un piccolo articolo a lato della pagina magari, qualcuno che parla della loro musica e del loro debut “Limbo, Panto”, ma ci sono sempre parole spese per loro. Licenziato dalla Domino, etichetta che per gusti personali mi è sempre stata simpatica (a parte quando ha dato in pasto al mondo i Franz Ferdinand), l’album non riesce a ispirare nel sottoscritto la minima sensazione positiva se non un senso di già sentito, un senso di fintissima allegria passeggera. Sensazioni effimere e inafferrabili.

I Wild Beasts non hanno un genere definito e per loro stessa ammissione a loro non importa “di indossare pantaloni larghi, i pantaloni stretti, appartenere a una scena, a un genere o a un luogo”. Ok mi sta bene. Anzi benissimo. E dirò di più, ci riescono benissimo ad essere inafferrabili, indefinibili: tropicali, floreali, anni ottanta, pop ma neanche troppo. Il disco è un disastro però. Una vera catastrofe non annunciata. Una sorta di esperimento mascherato da valido pop, suonato da validi musicisti. Niente di più falso. In genere non mi accanisco contro i dischi mal suonati, mal prodotti e dati in pasto alle persone che spendono i loro soldi per acquistare ciò che gli viene pubblicizzato, preferisco non recensirli e finisce la storia, ma stavolta non posso fare a meno di nuotare contro corrente. Contro i vari NME e compagnia bella.

I Wild Beasts vogliono fare qualcosa molto al di sopra delle loro possibilità, proprio in termini musicali. Vogliono “affrontare un (non) genere” ma ne escono sconfitti: poi, a priori, non si può non provare un minimo se non di fastidio almeno un po’ di noia per un frontman che canta il 70% di un brano in falsetto, manco fosse Justin Hawkins (The Darkness). Queste cose le poteva fare Freddie Mercury, le potrebbe accennare con discreto successo un Matt Bellamy (e non parlo solo di voce ma proprio di stile e idee di composizione) non il cantante dei Wild Beasts. Le chitarre non seguono una struttura-canzone e rimangono sospese a consegnare note di colore ad atmosfere che cambiano continuamente. Unico brano che forse si salva se ascoltato un paio di volte è “The Devil’s Crayon”, terza traccia di un album pompato fin troppo. Sembra di assistere al peggiore concerto dei Talking Heads mentre provano a modificare a loro piacimento il repertorio dei Guillemots.
Male. Malissimo.

Cover Album
Band Site
MySpace
Limbo, Panto [ Domino - 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Guillemots
Rating:
1. Vigil For A Fuddy Duddy
2. The Club of Fathomless Love
3. The Devil’s Crayon
4. Woebegone Wanderers
5. The Old Dog
6. Please, Sir
7. His Grinning Skull
8. She Purred, while I Grrred
9. Brave Bulging Buoyant Clairvoyants
10. Cheerio Chaps, Cheerio Goodbye

 

Articoli Correlati:

1 commento »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…