CRYSTAL CASTELS
S/T

25 Giugno 2008

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I Crystal Castles hanno un sacco di hype.
I Crystal Castles hanno un nome preso in prestito da un videogioco Atari, oppure dal cartone di He-Man. Molta gente trova tutto ciò molto figo.
I Crystal Castles hanno un remixato un sacco di gruppi con tanto hype.
I Crystal Castles hanno una pagina myspace che conta tantissime visite (mica come la mia).
Leggendo in internet sembrano queste le uniche cose da sapere sui Crystal Castles cosicché uno può andare in giro a fare il figo e dire di conoscere di Crystal Castles perché sa da dove viene il loro cazzo di nome o che cazzo di pezzi ci sono nel loro myspace.

In realtà ho la netta sensazione che in pochi abbiano sentito davvero i CC (abituatevi perché mi son rotto i coglioni di scrivere la loro cazzo di ragione sociale) altrimenti non si spiegherebbe tutto questo hype (persino una copertina sul NME, ma tanto oramai si sa che non sono affidabili, piuttosto leggeteci a noi!): i CC fanno una musica che si sbatte, si sbraccia, urla e sbraita per sembrare nuova e trasgressiva ma il risultato è un compitino slabbrato e poco originale che ci fa affermare che sì sono bravi ma dovrebbero decisamente impegnarsi di più.

Il giovanissimo duo di Toronto vorrebbe presentarsi come l’ultima frontiera in termini di elettronica punk, miscelando senza troppo buon gusto Bjork, Clock DVA, LCD Soundsystem e soprattutto grandi dosi di Atari Teenage Riot (ma anche di suonini ad otto bit)… Ma se da quest’ultimi era legittimo aspettarsi un’attitudine estrema e la loro urgenza suonava dannatamente vera, non può proprio dirsi lo stesso dei due canadesi.
Anzi Alice ed Ethan (questi i loro nomi) sembrano ottenere migliori risultati quando abbassano ritmi e volume, nonostante propendano per sfuriate veloci e distorte.

L’iniziale “Untrust Us” immagina le CocoRosie inceppate in un loop assassino di James Holden, mentre l’incedere arcade di “Crimewave” è affascinante, ma rovinato da un finale fracassone. Non male neppure “Magic Spells”, ma il rischio del già sentito è dietro l’angolo (e senza pudore si ritorna sempre sugli stessi binari in “Air Wair”).
Troppi gli interventi cazzoni tra scontate sincopi wave e staffilate electro di bassa lega ad appesantire l’opera. Troppe le soluzioni che citano l’estetica da game-boy e soprattutto troppo poca la cura destinata ai particolari.

L’unico brano che davvero mi sembra elevarsi sopra la media e suonare genuino è “Courtship Dating”. Non sono male neppure l’elettronica tra glam ed esistenzialismo di “Vanished” ed i Prodigy bambineschi di “Through The Hosiery”, mentre “Black Panther” mi sembra lì ad attendere un remixer davvero eccellente (magari il geniale Villalobos).
Non so perché ma la conclusiva “Tell Me What To Swallow” mi ricorda in maniera eccessivamente sospetta un pezzo di Annie Lennox che ascoltavano i miei in macchina quand’ero piccolo (magari è un delirio della mia memoria, chissà).

Per concludere e tornare alla realtà: ascoltate questo disco così sembrerete fighi. Quando verranno a dirvi mentre sbattete il culo in una discoteca alla moda “sentito che geni ‘sti CC?”
voi risponderete sorseggiando il vostro gin-tonic che sì, li conoscete ma conoscete anche di molto meglio.

Cover Album
MySpace
Crystal Castels [ Pias - 2008 ] - BUY HERE
Similar Artist: Bjork, Clock DVA, LCD Soundsystem, Prodigy, Eurythmics, Atari Teenage Riot, CocoRosie, A.R.E. Weapons
Rating:
1. Untrust Us
2. Alice Practice
3. Crimewave
4. Magic Spells
5. Xxzxcuzx Me
6. Air War
7. Courtship Dating
8. Good Time
9. 1991
10. Vanished
11. Knights
12. Love and Caring
13. Through the Hosiery
14. Reckless
15. Black Panther
16. Tell Me What to Swallow

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