THE O’LOVELYS
S/T
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Gli O’lovelys sono un gruppo neozelandese che scrive buoni pezzi pop, costruiti sulle melodie delle due tastieriste presenti nella formazione e poi li rompe in modo isterico con raptus elettrici di chitarra punk-new wave e batteria grezza, asciutta e costante. Una sorta di Yeah Yeah Yeahs più docili, dove però non si fatica poi molto a trovare il vero cuore garage. “Black Stitch” è l’esempio calzante di quanto appena detto: un rock tirato e tempi in 4/4 veloci che a volte si avvicinano quasi pericolosamente alla pista da ballo e un età media dei componenti del gruppo che raggiunge appena i vent’anni. Laura Lee, la cantante, ha una voce interessante, anche se dal vivo non rende bene come in questa autoproduzione, comunque il timbro è particolare e la musica abbastanza isterica, e non troppo classificabile dentro termini precisi (o complicati), da risultare addirittura quasi originale. Non ci sono veri singoli da segnalare: questo è un debut dove tutto si bilancia in modo abbastanza preciso, una canzone come “Heart Attack” che farebbe storcere il muso a chiunque (e inspiegabilmente trova posto nella tracklist) è compensata dal blues allegro “da passeggiata nel verde dopo la pioggia” di “Streets”. Le distorsioni e gli attacchi isterici sono ammorbiditi dal pianoforte suonato in modo semplice, elementare eppure “redditizio” per un intreccio melodico che rassicura e rende la digestione di questa indie rock band neozelandese con base a Londra ed del suo disco dal titolo omonimo, più piacevole. |
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