Ven 4 Lug 2008
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C’è uno strato sottile di ghiaccio. Si, c’è uno strato sottile. Occhiaie. Da qualche parte in me scorre ancora il debut dei Downtown/Union, interessante duo chitarra(elettrica)voce(quasistonatamainteressante)batteria(pestona). Gruppo, ovviamente neanche a dirlo, considerando le ottime recenti proposte, proveniente da Los Angeles. La band prende il nome dalla linea degli autobus che percorre le periferie più pericolose della città degli angeli e la taglia in due fino ad arrivare al cuore della metropoli. Il disco mi scorre da qualche parte, vicino alle arterie più importanti. Tutto è distorsione e viene dal grunge e dal garage-blues e da quello che i Black Keys vanno predicando da anni ormai. Tutto sembra venire da uno scantinato che sta per crollare definitivamente a terra e da due persone che fanno casino, se ne fregano di avere altri musicisti perché così almeno è vera anarchia. Il termine giusto sarebbe Rock’n’Roll (“The Plunge”), un pò ruffiano e colleggiale a volte, leggermente incline alle sonorità targate Weezer, ma buono in definitiva. Guardo l’orologio e mi accorgo che la mia pausa pranzo dal lavoro sta per finire. Meglio mettere a tacere i battiti interni dei Downtown/Union e tornare a rigare dritto per qualche altra ora. | ||||||
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