THE ORANGES
Hit The Centre
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Fa caldo. E’ un caldo infame, schifoso e appiccicoso. L’aria è costantemente impregnata del puzzo dei campi in fiamme. Mangiare il necessario per sopravvivere è un’impresa; dormire poi è impossibile. Anche respirare diventa difficile. Inutile aggiungere che il solo pensare di fare qualcosa di produttivo in questa situazione costa troppa fatica. L’ozio è l’unica risposta: divorare dischi vecchi e nuovi è un valido palliativo per dimenticare che luglio è ancora agli inizi. Fa caldo. Ho sete. Il mio equilibrio mentale è messo a dura prova. Prendo un disco a caso e lo infilo nel lettore. The Oranges, italianissimi, di Desenzano del Garda. Le arance. Penso che avrei decisamente voglia di un’aranciata gelata. Guardo il succoso frutto in copertina mentre esplode tra mille spruzzi e mi ritrovo a sbavare ad occhi chiusi. Premo play prima dell’inesorabile evaporazione (fisica e psichica). Premo stop. Continua a far caldo ed io sono particolarmente insofferente. | ||||||
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