SCOTT MATTHEW
S/T
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La vera forza non sminuisce mai la bellezza o l’armonia; anzi spesso la determina;
e in ogni cosa grandiosamente bella la forza costituisce gran parte dell’incanto.
Heman Melville ["Moby Dick"]
Da grande sogno di avere un giardino. Un po’ come Manuel Agnelli. Un piccolo rettangolo verde, ben curato, con i fiori colorati, la staccionata ed una vecchia sedia a sdraio. Anche se il massimo sarebbe abitare in una casa di legno sugli scogli, lontano da tutti, con all’orizzonte solo il mare. Magari con grandi vetrate per il sole nelle giornate di maggio, una piccola veranda e poco più.
Mi vedo già lì adesso; e la colpa, anzi il merito, è di questo disco delizioso, realizzato da Scott Matthew. Nato in Australia e successivamente trasferitosi a New York, Scott ha in passato realizzato la colonna sonora del film “Shortbus”. In questo album di debutto riprende, modificandole, alcune tracce contenute nella colonna sonora e raggiunge il cuore della commozione, grazie ad una voce stratosferica, fatta di tenera, sussurrata partecipazione. Sembra di sentire il suono granuloso del suo timbro vocale passare tra le mani, come una canzone filtrata da un vecchio grammofono o direttamente presa da una pellicola anni ‘30; “Market Me To Children” e gli altri pezzi del disco suscitano evocazione folk, ingemmano sogni di cieli azzurri scivolando tra la pelle d’oca dei Great Lake Swimmers, la chitarra solitaria di Bon Iver e la tensione emotiva di Ray LaMontagne che cerca un po’ d’ombra sotto i rami di una betulla per fare cover di Antony.
Cadere ipnotizzati tra le semplici e quiete note di “Amputee” o di “Ballad Dear” o di “Little Bird” è un apologo della gioia delle piccole cose, del particolare che rende unico l’insieme. C’è una grazia delicata come in una mattinata estiva inondata di luce battesimale che opacizza la vista rendendo tutto una visione biancheggiante di buoni propositi; tra questi solchi ammaccati si sprigiona una forza commovente che reclama spazio sussurrando ad un pianeta sordo spopolato di armonia. Chiudere gli occhi e vedere immagini al rallentatore con quest’album di sottofondo è la cosa più rincuorante del mondo, un esercizio di bellezza semza limiti. Un raggio di sole improvviso può infastidire o può cambiare una giornata nata storta: Scott Matthew ha tutto il calore di un pomeriggio primaverile che ti viene a svegliare regalandoti una carezza sincera.

Band Site
MySpace
2. Abandoned
3. Prescription
4. Ballad Dear
5. Little Bird
6. Laziest Lie
7. Upside Down
8. Habit
9. In The End
10. Surgery
11. Market Me To Children
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8 luglio 2008 @ 14:29
album tra i più belli dell’anno…io tra i similar ci vedo anche ANTONY
8 luglio 2008 @ 15:04
Come Axel. Gran disco e meraviglioso anche dal vivo.
8 luglio 2008 @ 15:15
devo assolutamente ascoltarlo…se leggo similar ai Great Lake Swimmer mi eccito tutto
8 luglio 2008 @ 15:21
Davvero un grandissimo disco.
Dev’essere stato bello vederlo dal vivo…invidiaaaaaaaaaa!
8 luglio 2008 @ 16:28
è vero, tra i similar poteva starci Antony..mi salvo in corner perché almeno l’ho detto nella rece
su fabchannel ho, credo, solo intuito la bellezza di un suo live…che voce…
10 luglio 2008 @ 15:22
si confermo che anche per me rimane nei top 20 del 2008, almeno per ora. Mi mangerei le mani per essermelo perso dal vivo a Ravenna, 2 passi da me.