Sab 19 Lug 2008
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Io i gruppi come questo li odio. Cazzo come li odio. Quando vedo le cantanti delle Pipettes o i Long Blondes esibirsi tutti contenti della vita e felici come se fossero riusciti finalmente a prendere a calci tutti insieme Michael Bublé, mi viene una rabbia. Intendiamoci, un bel calcio in culo a Michael Bublé glielo darei volentieri pure io (ci mancherebbe), ma se fai rock devi essere scontento, quasi depresso e protestare e puzzare e farti crescere un po’ di barba e dire al mondo di andare a farsi fottere perchè solo tu hai capito come funziona la questione e cose del genere. Poi però mi ricordo che quello che va detto va detto e allora scrivo che questo è un gruppo che non ascolterò forse mai più ma che è indubbiamente valido. Trascinante (nel senso che i piedi sul pavimento a ritmo li batterai per forza) solare, candindo e ottimistico come il sorriso di Bruno Pizzul. “Necklace” EP dei The Hussy’s non puzza neanche un po’, non ha la barba e…forse non è rock, ma non importa. Retró indie pop targato anni sessanta, dove tutto brilla ed è estremamente curato nei particolari. Una voce femminile che non puó non metterti di buon umore e un ritmo che ti entra nella parte più annodata del cervello (“Sunday Morning”). Backing vocals che fanno tuu tu tu tu tu tu tuuuu (e guardate che ho contato persino i “tuu” stavolta) e magari una puntata di “Happy Days” in televisione quando finite di ascoltare il tutto. Fine descrizione del disco, adesso metto su qualcosa di veramente perturbante per riequilibrare l’atmosfera della stanza. |
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Luglio 19th, 2008 at 13:31
“candido e ottimistico come il sorriso di Bruno Pizzul“….hauahahahahhaha…..
che immagine che mi vai a usare!
Luglio 22nd, 2008 at 00:25
A vederla in foto, più che Pipettes e Long Blondes questa mi pare quella che si dice una bella mezzona di borgata, fianchi grossi, tette piccole e un’immediata aria di sguaiatezza…ma dove li trovi sti gruppi Giovanni??