GHOST OF THE RUSSIAN EMPIRE
The Mammoth
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Il viaggio è la metafora della vita. Non è molto importante dove si arriva alla fine ma la chiave di tutto è il viaggio in sé. Sono seduto dentro un vagone di un treno che va a Plymouth e che viaggia su binari in bilico sul mare. Il cielo è veramente pesante ed è gonfio di post rock. Talmente gonfio che le cuffie che pompano musica nel mio cervello sono solo uno specchio che riflette la poca luce che filtra dai finestrini. I Ghost Of The Russian Empire invece sono in bilico tra “Ok Computer” dei Radiohead e “( )” dei Sigur Ròs. Hanno polverizzato un sogno e ne hanno nascosto i frammenti in mezzo all’elettricità di una musica che sembra non avere una fine precisa. Progressive da ascoltare con la massima accuratezza perché ricco di sfumature. Questo disco si muove lento come un gigantesco animale preistorico dalle zanne lunghe e dagli occhi stanchi. Ha momenti di rabbia e nervosismo e altri spiritualità e calma. Rispetto all’EP di debutto va detto però che i Ghost Of The Russian Empire hanno perso un po’ dell’effetto sorpresa che tanto mi aveva paralizzato la mente al primo ascolto. “The Mammoth” è un ottimo viatico per riconciliarsi almeno in parte con la musica rock, intendiamoci, ma è altresì vero che la musica proposta dal gruppo di Austin non è proprio roba leggera e difficilmente troverà posto tra i vostri ascolti più volte nell’arco della giornata. Resta comunque un impasto sonoro eccellente anche se piuttosto monotono eccetto alcuni “cambi di umore” che rendono ancora piùfine il lavoro di una buona penna shoegazer. Sembra di ascoltare sempre la stessa canzone a volte, pur’essendo un’ottima canzone. Strano ma vero. Una band che se trova un modo diverso di proporsi durante la tracklist dei propri dischi, di volta in volta, potrebbe diventare veramente qualcosa di grande. Ecco cosa sono i Ghost Of The Russian Empire. Io sono ancora seduto dentro questo treno che adesso sta attraversando una verdissima campagna nel Devon. E’ uscito anche un po’ di sole addirittura. Le nuvole si sono sgonfiate di post-rock. |
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30 Luglio 2008 @ 18:52
*”verdissima”, non “versissima”.
sorry
30 Luglio 2008 @ 20:02
bene, vedo che abbiamo inaugurato le recensioni-aperitivo…
bel pezzo gustoso giov
ho caldo, che si sappia