Kadman – Sing To Me Slower
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Minimalista, tragica e lenta. Così a volte è la vita. Guardi le nuvole che si muovono a scatti verso direzioni ignote e pensi che vorresti cavalcarle fino all’infinito, immerso nell’elettricità del vento. Sempre affogate dentro un perenne autunno, le persone girano in loop fino a che non si rendono conto che alcune cose fondamentali gli sono sfuggite di mano. Questi pensieri che mi stavano conducendo verso un inesorabile e gustoso barattolo da 5 chili di Nutella mi vengono perché da Baltimora mi è arrivato un disco, tendente all’autodistruzione ma sostanzialmenteu un piccolo capolavoro. Minimalista, tragico e profondo: “Sing To Me Slower” dei Kadman, un debut marchiato col vapore caldo di una tristezza infinita e di un suono acustico compatto, romantico e leggermente psichedelico. Penna pesante quella di David Manchester, che piega tutte le sue sensazioni verso la fitta nebbia a cui ci hanno abituato i Band Of Horses in alcune loro ballate e la sua voce si avvicina pericolosamente a quella di Maynard James Keenan (che incredibilmente, stando alla non sempre attendibilissima Wikipedia, si è messo a fare il vino adesso N.d.R.). Disegnata con forti tinte nere, la musica dei Kadman rappresenta paesaggi fermi nel tempo, dove a muoversi sono solo le foglie degli alberi portate via dal vento. Epico nel vero senso della parola, la musica di questa produzione indipendente sembra riemergere dall’oceano in maniera monumentale. Sicuramente la segnalazione MySpace della settimana. |
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7 agosto 2008 @ 10:00
il disco potrei anche sentirlo (i band of horses non mi dispiacciono)…questo non toglie però che appena scendi da quelle nuvole di m…. ti gonfio di cazzotti!
7 agosto 2008 @ 11:21
….dai quanto sei permaloso oh….tante storie per un paio di foto dove bruchi l’erba….
9 agosto 2008 @ 15:31
..davvero ottimi..”raise the curtain” davvero incantevole..