FREDDIE STEVENSON
All My Strange Companions

21 Agosto 2008

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Parliamoci francamente: nonostante siate dei seduttori impenitenti, nel caso vi trovaste dinanzi a Scarlett Johansson comincereste a balbettare sudando sette camicie cercando la frase più intelligente dell’universo pur di riuscire ad attaccare bottone con la diva hollywoodiana. Realisticamente parlando avete lo 0,01% di possibilità che non vi fulmini sdegnosamente col suo sguardo, etichettandovi come degli arrapati dell’ultima ora. Sarà allora, in quel fatale momento, che con la stessa provvidenziale precisione di un gol di tacco al novantacinquesimo minuto vi ricorderete di quella recensione letta svogliatamente chissà dove e che diceva che tra i cantanti preferiti di Scarlett c’è proprio Freddie Stevenson.

A questo punto è probabile che inizierete a discorrere su come il cantautore londinese inanelli una gustosa sequela di ballate imbevute di rock vecchia maniera, robuste canzoni di circolare orecchiabilità, grintosamente votate a colorare il pentagramma con pregevoli passaggi filtrati attraverso un gioco corale dove chitarre elettro-acustiche, pianoforti, percussioni, organetti ed eleganti arrangiamenti profumino di piacevolezza l’aria stantia che aleggia attorno allo stereo.
Senza un motivo ben preciso il disco si lascia ascoltare assiduamente con levigata curiosità, scampanellando agilmente tra malinconie trattenute a perfezione e rock d’autore di pregevole fattura. Registrato a Nashville e prodotto dal leggendario David Z., storico ingegnere del suono di Prince, “All My Strange Companions” si appiccica addosso come una maglietta cucita su misura, spandendo gioiosa amabilità, neanche fosse un’ambrata bevuta tra vecchi amici ritrovatisi per caso.
Rimandi a certo roots-rock americano sono sparsi qua e là senza infastidire, grazie anche ad una interpreazione vocale convincente ed ispirata.

Disco tutt’altro che indimenticabile, ha però dalla sua la pretesa di non tradire l’ascoltatore, di non portarlo a sperdersi nei meandri talvolta incompresibili dello sperimentalismo modaiolo che ingolfa le orecchie del cultore musicale curioso ed avido di sane ballate chitarristiche. Cosa di non poco conto, almeno per il sottoscritto.
Alla fine anche al viaggiatore più ossessivo vien voglia di tornare a casa, di fermarsi un attimo prima di riprendere a peregrinare: sedutosi nella sua stanza ordinata ed impolverata metterà su quest’album e gli sarà tutto più facile.
Per il resto di voi, sappiate che se alla fine riuscirete a strappare un mezzo sorriso ammicante alla musa di Woody Allen, noi aspetteremo nel nostro pub preferito, la meritata ricompensa.

Cover Album
MySpace
All My Strange Companions [ Juicy Musical Creation - 2007 ] - BUY HERE
Similar Artist: Joseph Arthur, Matthew Ryan, Glenn Phillips, Jakob Dylan
Rating:
1. Easy Now
2. Alibi Song
3. Czechoslovakia
4. Photographs
5. If There Is A World
6. If An Alien Astronomer
Could See Us From Afar
7. Nothing’s Gonna Change
8. Brand New Heart
9. The Soft Collapse
10. The Occasional Spell
11. Ordinary Girl

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