Joy Ike - Good Morning
|
|
Quarto piano dell’Etap Hotel a Leeds: seduto con le braccia appoggiate alla scrivania sento che i miei occhi si spingono piano oltre il vetro della finestra. Leeds vibra: grattacieli, treni, macchine che sfrecciano sotto i ponti e sembra quasi di veder scorrere il sangue nelle vene di un gigante. Domani: Roma. Ma per il momento i pezzi di architettura gotica sembrano comandare le sensazioni sprigionate da una città sempre coperta dal grigio delle nuvole. E’ da qui che il miglior indie proveniente dalla Gran Bretagna sta facendo versare un bel po’ di inchiostro a quelli che raccontano di musica “fresca”. Allora che si fa? Si prende una Telecaster la si sfascia contro una sedia e si butta il televisore giù dal balcone? No. Joy Ike è una laureata di 23 anni, viene da Pittsburgh e dopo aver dato alle stampe nel 2006 un E.P. autoprodotto intitolato “Before These Words Were Ever Spoken” ha deciso di guadagnarsi l’attenzione di una parte di America con questo “Good Morning”. Un disco che spazia dal neo-soul al jazz, non trascurando particolari pop accattivanti e di natura estremamente radiofonica. La voce è di quelle calde che potrebbero permettersi estensioni tutt’altro che comuni, a partire dai toni bassi fino a far tremare le pareti con falsetti e grida isteriche ma sempre in tune, anche se si ha l’impressione che tutto il potenziale vocale dell’artista non venga pienamente espresso. La musica non graffia mai ma accompagna e disegna morbide trame, di quelle che ti fanno tamburellare le dita dappertutto e ti tolgono i brutti pensieri dalla testa. Insomma non proprio pane per i denti del sottoscritto né tantomeno per quelli della maggior parte di voi, abituati a masticare ritmi elettronici o distorsioni, riverberi e new wave (Sachiel un giorno vedrai….), ma in definitiva non si può che fare i complimenti a questa ragazza che ci ha contattato chiedendo un ascolto e noi dopo aver fatto girare a dovere il suo disco siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla sua musica, dalla sua verve e dal suo blues. |
|||||
|


