MERCURY REV
Snowflake Midnight
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A tre anni dalla loro ultima uscita discografica si riaffacciano nel panorama musicale internazionale i Mercury Rev e lo fanno con “Snoflake Midnight”. A dirla tutta, la band di Donahue e soci torna dopo il triennio di silenzio, in contemporanea all’uscita del sopracitato, anche con un secondo disco “Strange Attractor”,reso disponibile per il download gratuito, previa iscrizione al sito. Nella loro ormai ventennale carriera, i nostri, hanno da sempre esplorato territori musicali dei più vari, passando dalla psichedelia più acida dei loro primi lavori “Yourself Is Steam” e “Boces” al pop orchestrale e catartico di “Deserter’s Songs” attraversando i paradisi onirici di “All Is Dream” giungendo fino al pop-rock di “The Secret Migration” del 2005. La deriva ambient-elettronica è nitidissima, infatti la band nel periodo di letargo discografico, ha realizzato la colonna sonora per un film (“Bye Bye Black Bird”) cosa che decisamente ha influenzato l’approccio al nuovo disco. Le pulsazioni elettroniche, gli arrangiamenti ed il cantato però, avvolte si patinano un po’ troppo, quasi a ricordare nel bene e nel male certe sonorità 80’s. Fatta tale premessa, potremmo dire che il resto del disco corre più o meno sui binari del brano d’apertura, con le uniche eccezioni, dello stumentale “October Sunshine”, dove forse si avverte una maggiore consapevolezza, di quelle atmosfere dream/ambient tanto care ai nostri soprattutto in passato e della poeticità psichedelica del pezzo seguente “Runaway Raindrop” con la sua scia finale tanto ‘space’ ,da avvicinarsi di molto ai Boards Of Canada di “Trans Canada Highway”. |
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14 ottobre 2008 @ 13:31
Sembra unanime il giudizio tiepido per questo disco, infatti non l’ho ancora preso e nemmeno mi è venuta voglia di ascoltarlo. Pare che questa svolta sia stata più forzata che realmente sentita.
14 ottobre 2008 @ 13:33
…non tutti possono essere conigli (neri poi, per di più).
14 ottobre 2008 @ 15:39
oh però, quei due Similar Artists mi attirano… io dei MR ho sentito soltanto The Deserter’s Songs e non è che mi faccia impazzire…