THE RECORD’S
Money’s On Fire

 
 
18 Ottobre 2008
 

A pensarci bene, in fondo la vita è tutta una questione di coincidenze. Un gioco fatto di coincidenze prese e coincidenze perse. Esserci o non esserci fa la differenza, fin dal primo nanosecondo. Venire al mondo a Roma piuttosto che a Mumbai o a Bogotà cambia tutte le carte in tavola. A volte mi capita di immaginare cosa sarei stato in una delle miriadi di eventualità alternative: magari sarei sulle Ande, in groppa ad un lama sputacchiante, a masticare foglie di coca; o in un ristorante di Tokyo a tagliare pesce crudo e ad arrotolarlo in alghe mollicce.

Se lo saranno chiesto anche i Record’s come sarebbero andate le cose se sulle loro carte d’identità, al posto di Brescia vi fosse stato scritto Leeds o Sheffield o Manchester. Come minimo avrebbero già all’attivo una copertina su NME e l’effimero marchio di ‘next big thing’ della scena indie internazionale. Perché il loro disco d’esordio “Money’s On Fire” ha effettivamente tutte le carte in regola per piacere ad un sacco di persone. Le coordinate sono quelle di un rock-pop’n’roll-garage tirato e coinvolgente che schizza fuori dalle casse come una saetta e non lascia alcuna possibilità di restare immobili, tra riff ad altissimo potenziale radiofonico ed una corposa lista di rimandi musicali e ammiccamenti a band più o meno note. Tra organi sixties e chitarre incendiarie, tra un basso corposo e la voce calda e ruvida, si colgono rimandi al miglior sound d’oltremanica e a nomi come Kinks e Sonics, ai Beatles (”Clouds Are Moving” o la titletrack “Money’s on Fire” non sfigurerebbero in un qualsiasi album dei caschetti più famosi del mondo), e per guardare a tempi più recenti, a gente come Franz Ferdinand e, al di là dell’oceano, Pixies e Strokes. Con tutta questa succulenta carne messa sul fuoco il rischio più grosso era quello di risultare derivativi, ed invece no: i Record’s se la cavano alla grande, infilando una dozzina di brani frizzanti e tutti da ballare, che proprio della leggerezza fanno il loro punto di forza.

Complice la presenza di “Wet Dreams” nello spot del giornale rosa più amato dagli italiani ed una notevole dose di carattere, che in certi casi non guasta mai (vedere la dedica a quelli che ci ignorano sul retro copertina), c’è da scommettere che i Record’s non saranno un semplice fuoco fatuo.

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Money’s On Fire
[ self-released – 2008 ]
Similar Artist: Kinks, Pixies, Franz Ferdinand.
Rating:
1. Can’t Sleep
2. Clouds Are Moving
3. Free As A Bird
4. Hot Spot
5. Money’s On Fire
6. Little Content
7. Rudy Can Shake
8. Draft
9. Black Ropes Hanging Over
10. Wet Dreams
11. Shoe Shine
12. Big Time

THE RECORD’S su IndieForBunnies:

Tracklist
 

2 Comments

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Bella recensione e soprattutto bel disco. Meriterebbero ben più ampia esposizione mediatica…

Grazie Ale!
Ti dirò: il disco all’inizio non mi aveva colpito particolarmente, poi ascolto dopo ascolto mi è piaciuta soprattutto la capacità di scrivere dei pezzi che, per quanto sappiano talvolta di “già sentito”, se la potrebbero sul serio giocare con migliaia di altri gruppi meno meritevoli ma avvantaggiati perché vengono “dai posti che contano”.

Per l’esposizione mediatica, a quanto ho letto i ragazzi della band hanno deciso di avere praticamente il pieno controllo su tutto, con ciò che ne consegue in termini di pro e contro…

 

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