The Deadly Syndrome – The Ortolan
Genere: indie rock
| Tweet |
|
|
|
Il pubblico che attende davanti alle tue più recenti sensazioni è annoiato. Goditi l’ultimo ballo autunnale prima di tornare a sparire sotto la neve e a fuggire gli sguardi delle persone come un coniglio che scappa dai lupi. “Die a Little Every Day, Most People Die That Way”. Senza neanche accorgersene le persone diventano fantasmi e questo disco lo urla a voce alta. Musica caricata con un nervosismo dinamico e asimmetrico, tipico di recenti correnti canadesi. Toccanti ballate che si avvicinano a quelle degli Shins (“Wolves In The Garden”) e che ululano alla luna, perse nella loro solitudine. “The Ortolan” è un disco stonato, ubriaco e dolce, che ricorda da vicino i Love As Laughter, gli Islands con le loro visioni pop, o al massimo una versione a stelle e strisce dei David & The Citizens. Una produzione piuttosto psichedelica nel suo piccolo, che riprende anche qualcosa del rock ’70 e lo comprime con forza dentro i 3 minuti di un pop-punk bello tirato (“Heart”), o si dà al 4/4 più becero e discotecaro alla Maxїmo Park (“Emily Paints”). Il bruciore rosso ed intenso degli occhi è reale e a tratti spaventoso. L’insonnia si fa sentire ancora a volte. Niente soluzioni. Niente pillole stavolta. L’ho fatto in passato, lo farò ancora. Per adesso lascio su il disco e le chitarre elettriche e esco a fare due passi nel buio, aspettando di diventare un fantasma. |
|||||
|
Articoli Correlati:








24 ottobre 2008 @ 16:02
‘zzo axel hai affilato due rece in cui parlo del fatto che non dormo…così sembro un vampiro…qualche volta dormo eh…
…beh…più o meno….