SQUAREPUSHER
Just A Souvenir
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L’ultimo album di Squarepusher. Ecco io credo che quel tipo di fan accaniti abbiano apprezzato ugualmente “Just A Souvenir”, mentre quelli come me ci sono rimasti male: se in “Hello Everything” (2006) la drum ‘n’ bass è stata messa un po’ da parte, in quest’ultimo LP il percorso si è concluso, accantonando definitivamente un genere per svilupparne un altro, che sa molto di jazz sperimentale, ma anche di punk old school rivisto in chiave elettronica, di Frank Zappa, di noise, di funky, di tutto. Quasi totalmente giocato sulle alte/medie frequenze, con quel sapore di inconcluso che lo rende un lavoro abbastanza originale da un lato, abbastanza mediocre dall’altro. Intendiamoci: “Just A Souvenir” è un bell’album, superato lo shock iniziale ci si accorge che in realtà quello che sembrava un lavoro fatto a metà e di fretta contiene invece pezzi orecchiabili, pezzi sperimentali, e anche spunti di riflessione un po’ più profondi della traccia secca e semplice che fa ondulare la testa a ritmo di beat jazzosi, bassi funky e synths vintage da colonna sonora di polizieschi anni ‘70. Diciamo anche che se fosse stato fatto da qualcun altro sarebbe stato molto bello, notevole, rilevante, mentre fatto da Squarepusher è un buon lavoro, ma rimane uno dei suoi tanti album, senza nessun picco di classe, cosa che un po’ ci si aspettava dopo due anni di assenza di uno dei maestri dell’ambiente elettronico. |
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29 ottobre 2008 @ 13:15
…boh…non ho mai ascoltato Squarepusher…non saprei neanche di che roba si tratta ma no nsembra proprio il top, bel pezzo fleo!
p.s.
altra puntata in radio per chi volesse… enjoy!
http://www.zshare.net/audio/50612965af50115a/
6 novembre 2008 @ 03:56
Squarepusher è un mostro con il basso e questo è quello che ha sempre fatto.
ascolta “music is rotted on one note”, oppure ascolta di nuovo le prime tracce di “ultravisitor” e scoprirai da dove è partito il percorso che ha portato a questo album.
Se ti riferisci allo spettacolo a Torino di qualche anno fa si sapeva che avrebbe suonato solo il basso unplugged, il bello era proprio sentirlo senza tutta l’elettronica, lo stesso anno a Londra ha suonato l’elettronica che ti aspetteresti dagli album drum ‘n bass.
Della performance torinese era scritto dovunque, la performance principale era quella di plaid….
tu le cose in piccolo forse non le sai proprio leggere e ti fermi solo alle figure.
perchè anche in questo caso:
dalla homepage di http://squarepusher.net/ a proposito dell’album:
A word from Squarepusher:
“This album started as a daydream about watching a crazy, beautiful rock band play an ultra-gig.
At first, a giant fluorescent image of a coat hanger appeared at the back of the stage. A couple of seconds later a full size replica of the Camden Falcon backroom materialised around the glowing coat hanger. Upon the stage was a group composed of five musicians.They seemed to be of differing ages, some young, some old. I noticed that the drummer was an Eskimo. They played instruments either of their own design or conventional ones that were modified such that they could be used to generate a range of sounds not typically associated with a rock band. For instance, one of the musicians appeared to be using a device attached to the body of his classical guitar that allowed him to accelerate or decelerate time in his immediate vicinity.
At a certain point he seemed to quickly reverse back to a couple of months ago. My suspicions were corroborated by his hair and beard temporarily looking rather shorter. Sonically, this had the effect of extruding certain melodic phrases into shimmering monoliths and slow emotion wave fronts. Other sounds being generated near to him on stage also got partially sucked into the time sponge and were returned at high speed as imploded sonic pin cushions.
The coat hanger started glowing emerald green…”
…READ THE FULL STORY AT SQUAREPUSHER’S NEW WEBSITE
12 novembre 2008 @ 15:49
ciao! se ti interessa ho scritto una recensione positiva sull’album
http://muppetslab.org/4/11/2008/un-esperienza-elettro-rock-squarepusher-just-a-souvenir
12 giugno 2010 @ 18:31
Effettivamente un po’ dell’eleganza che caratterizza la produzione di squarepusher ha ceduto il passo ad un’immediatezza quasi improvvisatoria. A mio parere si conferma come uno degli autori più eclettici e godibili dell’intera scena mondiale.