TITUS ANDRONICUS
The Airing Of Grievances

[ XL Recordings - 2008 ]
7.5
 
Genere: alternative rock
 
15 Novembre 2008
 

Se mai ho commesso una sola buona azione in tutta la mia vita, me ne pento dal profondo dell’anima
William Shakespeare [“Titus Andronicus”]

Il male è in agguato. Il nemico è ovunque. Tu sei stato avvisato. Tu lo hai sempre saputo e ne ridevi smargiasso.
Il male è ovunque. Il nemico è in agguato. Con un coltello nel cuore ti viene a prendere nel fragore della tua risata. Con un sibilo parte da lontano, con un sibilo si nasconde tra le chitarre dei Titus Andronicus.

Dalla violenza sfrenata della tragedia alle ugole bruciate di questi figli d’America. Nove taglienti canzoni veloci innamorate perdutamente di Two Gallants, Bright Eyes, Neutral Milk Hotel, Pogues, Galaxie 500 e di tutte le colline del New Jersey alterate da un fondo di bottiglia appena svuotato. Alto tasso alcolico in una produzione frenetica, punk-folk disperato, gioioso, alticcio, pronto ad esplodere al minimo tocco in ogni istante che passa; ma anche improvvise aperture melodiche che cercano aria tra voci lo-fi urlate, masticate con amara follia e barbara impotenza.

Il nemico corre nella notte, è un cavaliere efficiente senza risentimenti. Corre e il suo cavallo sbuffa di fatica. Corre e la notte va finendo. C’è ancora qualche pezzo da ascoltare per prepararsi al peggio. Dall’alto della folta barba che lo ispira e lo fa rispettare, Patrick Stickles incendia l’aria che lo circonda e non da meno fanno gli altri quattro ‘tragici’, con Eric Harm, batterista, Andrew Cedemark e Dan Tews che si contendono altre chitarre, bassi e splendide armoniche rurali in assetto con la pace di un campo verdeggiante in fiamme.

Si dice che durante i loro esplosivi live arrivino anche ad essere in 11 sul palco, proiettando in un budello incandescente il pubblico elettrizzato. A volte capita di sognare qualcosa di indefinito, come nell’assolo finale di “Arms Against Atrophy”, poi si cade in uno stato di incoscienza, felicementi sballottati in un mondo fatto di rock, wave, folk e punk. Musica tosta, senza mezzi termini, che non regala nessuna carezza, ma solo cazzotti e spintoni. Ora lo sapete. Il nemico è ovunque. Preparatevi.

Tracklist
1. Fear And Loathing in Mahwah, NJ
2. My Time Outside the Womb
3. Joset of Nazareth's Blues
4. Arms Against Atrophy
5. Upon Viewing Bruegel's "Landscape with the Fall of Icarus"
6. Titus Andronicus
7. No Future Part I
8. No Future Part II: The Day After No Future
9. Albert Camus
 

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Finalmente esce in Europa questa perla rock. Assolutamente da avere, questo disco finisce di diritto nella top ten 2009 (nonostante uscito lo scorso anno). Se non si perdono per strada questi possono sfondare davvero!

 

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