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CAZALS
What Of Our Future

21 novembre 2008

Dopo averli intervistati in Inghilterra avevo completamente perso le tracce dei Cazals. Mentre penso all’espressione seria di Phil, o ai visi più pacifici e rilassati di Daniel e Warren o al sorrisetto da teppista impunito di Luca, scrivo due righe a Maxime della Kitsuné. Ecco, partiamo da qui: la Kitsuné è una piccola etichetta indipendente francese che generalmente ha le mani immerse nella musica dance e nei ritmi convulsi di tutti quelli che vogliono sudare a dovere quando mettono su un disco. Questa label ha intuito il talento di questo gruppo e gli ha conferito un boost musicale ulteriore, in più, che altre band oggi si sognano. Tipico esempio di come etichetta, gruppo e addetti ai lavori si sono trovati e hanno lavorato alla perfezione andando in un’unica direzione.

Mi arriva “What Of Our Future” e mi rendo conto che tutto torna. Le parole che i Cazals mi dissero a loro tempo si chiudono come un cerchio: tutti i componenti del gruppo hanno un forte interesse per altri generi musicali, differenti dal rock, c’è chi ha progetti musicali paralleli, chi ascolta i Daft Punk dalla mattina alla sera e questo a detta del sottoscritto deve aver giovato non poco alla loro musica. Canzoni come “Somebody, Somewhere” o “ A Big Mistake” sono piene di energia pompata fino a che non diventa acido. Riff velocissimi e i Bloc Party che muoiono di invidia perché questo è davvero l’album che avrebbero sempre voluto (e dovuto) fare dopo “Silent Alarm”.

Di base rimane l’indie rock più londinese e chitarristico del mondo, ma poi c’è la rabbia della voce di Phil: un timbro basso, raschiante che canta e sputa contro chi non fa un caz*o per cambiare il mondo e non si interessa a niente (“Life Is Boring”). Le chitarre entrano ovunque e per centinaia di band come i Rakes che nascono giorno dopo giorno e che ripropongono senza originalità cose già sentite ce n’è una che al primo colpo fa centro, riprendendo, innovando a colpi di ritmo, piccole programmazioni al computer, rumori e intuizioni chitarristiche un sound che sembrava destinato a scomparire per sempre, perché inflazionato fino al ridicolo. La vita è meno noiosa se si ascoltano dischi come questo. Ottimo.

What Of Our Future [ Kitsuné - 2008 ]
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Similar Artist: The Futurheads, Bloc Party, Maximo Park
Rating:
1. New Boy in Town
2. To Cut a Long Story Short
3. Somebody, Somewhere
4. A Big Mistake
5. Comfortable Silence
6. Life Is Boring
7. Control Oss-117
8. We’re Just the Same
9. Poor Innocent Boys
10. Both Sides
11. Time of Our Lives

 

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