DEERHOOF
Offend Maggie

22 dicembre 2008

Ammetto di avere un certo debole per le band garage o sperimentali capitanate da cantanti asiatiche come gli Yeah Yeah Yeahs o Blonde Redhead e quindi i Deerhoof non fanno eccezione. Satomi Matsuzaki con la sua voce da Alice in Wonderland tiene insieme i suoni scarni e secchi della band e contribuisce al successo del gruppo basato a San Francisco.
E’ passato appena un anno da “Friend Opportunity”, già recensito su Indie for Bunnies, ma già i nostri hanno pensato di rimettersi in pista e concludere forse un percorso che li sposta decisamente verso sonorità meno sperimentali e più pop.

Già dall’intro si capisce che non vi saranno tanti fronzoli e ricami bensì del buon alt-pop sperimentale che sta al cibo come il pane e salame. Con un power chord siamo già nel pieno di “The Tears Of Music And Love” un bel pezzo garage, con la voce che doppia una chitarra stridula.
Segue un up-tempo da cartone animato giapponese, “Chandelier Searchlight” per scivolare poi fino alla funkeggiante “Snoopy Waves” che si lascia apprezzare per la batteria spezzata quasi a perdere e riprendere il filo del discorso.
E’ curioso che il cantato seguito dalla chitarra lasci il sospetto di seguire a sua volta lo strumento invece di precederlo.

Il dadaismo dei Deerhoof raggiunge il suo apice con “Basket Ball Get Your Groove Back”, canzone che si avvolge più volte su se stessa, in maniera bizzarra a tal punto da sembrare casuale.
A me “Fresh Born” ricorda, per il suo riff di chitarra, “Figli delle Stelle” di Alan Sorrenti! E’ una bestemmia, ma nascere negli anni sessanta e crescere nei settanta ha degli strascichi deleteri…
Scherzi a parte il disco ha alcune gemme, quali l’incomprensibile “Eaguru Guru” e la conclusiva “Jagged Fruit”, un crescendo a-là “Champagne Supernova”.
E’ curiosa la sensazione che si ha quando si finisce il disco: si vorrebbe riascoltarlo con l’idea di non aver colto qualche sfumatura. Qualcosa sembra essere sfuggito al tentativo innato di catalogazione della nostra mente umana.

Dopo dodici dischi in studio è veramente apprezzabile che i Deerhoof riescano ancora a trovare una nuova via, una variazione sul tema rispetto al superlativo disco precedente in ordine cronologico, “Friend Opportunity”.
Se vogliamo trovare un difetto a questo “Offend Meggie” è che sfugge un po’ alla sua totale comprensione, nel senso latino del temine, cum-prehendere, prendere insieme, contenere.
Incontenibile.

Offend Maggie [ Kill Rock Star - 2008 ]
BUY HERE
Similar Artist: Cibo Matto, Blonde Redhead, Yeah Yeah Yeahs, Sonic Youth
Rating:
1. The Tears and Music of Love
2. Chandelier Searchlight
3. Buck and Judy
4. Snoopy Waves
5. Offend Maggie
6. Basket Ball Get Your Groove Back
7. Don’t Get Born
8. My Purple Past
9. Family of Others
10. Fresh Born
11. Eaguru Guru
12. This is God Speaking
13. Numina O
14. Jagged Fruit

DEERHOOF su IndieForBunnies
RECENSIONE “FRIEND OPPORTUNITY”

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

1 commento »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…