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TOP TEN ALBUM 2008 di Claudia Durastanti

25 dicembre 2008

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#10) Hercules And Love AffairS/T (DFA)

Perché Antony dove va fa miracoli. L’uomo che con una cover ha trasformato “Crazy in love” di Beyoncé in un pezzo di poesia, l’uomo che ha scritto una delle canzoni più tristi degli ultimi dieci anni (“Hope There’s Someone”), qui va in salvataggio di una coppia di dj e, in mezzo al resto, confeziona quel gioiellino che è “Blind”. Ma come diavolo fa?

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#9) The Gutter TwinsSaturnalia (Sub Pop)

Perché anche le occasioni sprecate vanno premiate a volte. Lanegan e Dulli insieme potevano scrivere di tutto, rispolverare in un colpo solo tutti e sette i vizi capitali del rock; eppure in qualche modo hanno deciso di volare basso. Però va detto che quando i due sono in stato di grazia fanno davvero venire voglia di sprofondare in miseria, solo per scoprire come ci si sente.

Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#8) My Brightest DiamondA Thousand Shark’s Teeth (Asthmatic Kitty)

Perché lei è talentuosa, ermetica e non seduce in modo banale. Piuttosto chiude le porte in faccia all’ascoltatore, e solo quando la sua ostinazione ha la meglio è disposta a socchiuderle leggermente per fargli intuire cosa c’è nascosto dietro. E quello che c’è dietro è intenso e lirico. Per i soliti pochi ma buoni.

Indie Top Ten, terza posizione

#7) SantogoldS/T (Downtown)

Perché l’anno scorso c’era M.I.A e quest’anno c’è lei. Anche se è un filino meno brava, e alla storia del talento spontaneo non ci crede più nessuno (la ragazza dietro ha una sfilza di produttori che farebbero sbavare persino Pharrel Williams). Ma quando mixa i suoni alla Blondie con l’energia sporca dell’hip-hop a tratti è davvero irresistibile.

Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#6) Vampire WeekendS/T (XL)

Perché a furia di sentire parlare di questi quattro fighetti dell’Ivy League ci hanno fatto sanguinare le orecchie. Il risultato dell’operazione, ovvero come la democrazia W.A.S.P. si innamorò dell’Africa, è che adesso ci ritroviamo con questa roba che si chiama etno-indie tra le mani. Dopo la congiura radiofonica internazionale che ha costretto pure gli infermi a pogare su “A-punk”, in classifica dovevano finirci per forza.

Indie Top Ten, ottava posizione

#5) The Last Shadow PuppetsThe Age of The Understatement (Domino)

Perché questa da Alex Turner proprio non ce la aspettavamo. Poteva restarsene lì tranquillo, invece chiama a raccolta l’amico Miles Kane degli ex The Little Flames e sforna un album di british pop d’annata, elegante e maturo. Dalle peripezie dell’adolescenza etilica narrata con gli Arctic Monkeys a un album dal sapore quasi james bondiano, la classe britannica resta intatta.

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#4) TV On The RadioDear Science (Interscope)

Perché più che uno degli album dell’anno, è uno degli album che quest’anno doveva essere ascoltato per forza. Dentro ci sono un sacco di cose, un bel po ‘ di rumore, chiamiamolo casino, ma se serve a descrivere la complessità dei tempi in cui viviamo ben venga. C’è un messaggio nascosto da qualche parte in “Dear Science”, e la sensazione è che sia qualcosa di molto inquietante.

Indie Top Ten, seconda posizione
REVIEW ON IFB

#3) GlasvegasS/T (Columbia)

Perché suona come se Morrissey e Johnny Marr dopo una sbronza insieme a Buddy Holly avessero deciso di piantare Manchester per trasferirsi in Scozia. Perché è epico, romantico e molti di noi aspettavano questo album da anni senza saperlo nemmeno.

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#2) Bon Iver - For Emma, Forever Ago (Jagjaguwar)

Perché è di una genuinità disarmante, oltre ad essere di una tristezza senza rimedio.
E poiché è un album sulla solitudine, l’unico modo di ascoltarlo è quello di vegetare sul letto scaraventando l’apparecchio elettronico più vicino a chilometri di distanza. Se Thoreau avesse ascoltato qualcosa mentre scriveva Walden, probabilmente avrebbe ascoltato questo.

REVIEW ON IFB

#1) Kings Of LeonOnly By The Night (Sony Bmg)

Perché è l’album in cui c’è “Sex on fire”. Se non bastasse, è anche l’album in cui ci sono “Closer”, “Manhattan” e “Use Somebody”. Ripeto, è l’album in cui c’è “Sex on Fire”.

 

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