TOP TEN ALBUM 2008 di Claudia Durastanti
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#10) Hercules And Love Affair – S/T (DFA) Perché Antony dove va fa miracoli. L’uomo che con una cover ha trasformato “Crazy in love” di Beyoncé in un pezzo di poesia, l’uomo che ha scritto una delle canzoni più tristi degli ultimi dieci anni (“Hope There’s Someone”), qui va in salvataggio di una coppia di dj e, in mezzo al resto, confeziona quel gioiellino che è “Blind”. Ma come diavolo fa? |
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#9) The Gutter Twins – Saturnalia (Sub Pop) Perché anche le occasioni sprecate vanno premiate a volte. Lanegan e Dulli insieme potevano scrivere di tutto, rispolverare in un colpo solo tutti e sette i vizi capitali del rock; eppure in qualche modo hanno deciso di volare basso. Però va detto che quando i due sono in stato di grazia fanno davvero venire voglia di sprofondare in miseria, solo per scoprire come ci si sente. |
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#8) My Brightest Diamond – A Thousand Shark’s Teeth (Asthmatic Kitty) Perché lei è talentuosa, ermetica e non seduce in modo banale. Piuttosto chiude le porte in faccia all’ascoltatore, e solo quando la sua ostinazione ha la meglio è disposta a socchiuderle leggermente per fargli intuire cosa c’è nascosto dietro. E quello che c’è dietro è intenso e lirico. Per i soliti pochi ma buoni. |
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#7) Santogold – S/T (Downtown) Perché l’anno scorso c’era M.I.A e quest’anno c’è lei. Anche se è un filino meno brava, e alla storia del talento spontaneo non ci crede più nessuno (la ragazza dietro ha una sfilza di produttori che farebbero sbavare persino Pharrel Williams). Ma quando mixa i suoni alla Blondie con l’energia sporca dell’hip-hop a tratti è davvero irresistibile. |
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#6) Vampire Weekend – S/T (XL) Perché a furia di sentire parlare di questi quattro fighetti dell’Ivy League ci hanno fatto sanguinare le orecchie. Il risultato dell’operazione, ovvero come la democrazia W.A.S.P. si innamorò dell’Africa, è che adesso ci ritroviamo con questa roba che si chiama etno-indie tra le mani. Dopo la congiura radiofonica internazionale che ha costretto pure gli infermi a pogare su “A-punk”, in classifica dovevano finirci per forza. |
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#5) The Last Shadow Puppets – The Age of The Understatement (Domino) Perché questa da Alex Turner proprio non ce la aspettavamo. Poteva restarsene lì tranquillo, invece chiama a raccolta l’amico Miles Kane degli ex The Little Flames e sforna un album di british pop d’annata, elegante e maturo. Dalle peripezie dell’adolescenza etilica narrata con gli Arctic Monkeys a un album dal sapore quasi james bondiano, la classe britannica resta intatta. |
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#4) TV On The Radio – Dear Science (Interscope) Perché più che uno degli album dell’anno, è uno degli album che quest’anno doveva essere ascoltato per forza. Dentro ci sono un sacco di cose, un bel po ‘ di rumore, chiamiamolo casino, ma se serve a descrivere la complessità dei tempi in cui viviamo ben venga. C’è un messaggio nascosto da qualche parte in “Dear Science”, e la sensazione è che sia qualcosa di molto inquietante. |
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#3) Glasvegas – S/T (Columbia) Perché suona come se Morrissey e Johnny Marr dopo una sbronza insieme a Buddy Holly avessero deciso di piantare Manchester per trasferirsi in Scozia. Perché è epico, romantico e molti di noi aspettavano questo album da anni senza saperlo nemmeno. |
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#2) Bon Iver - For Emma, Forever Ago (Jagjaguwar) Perché è di una genuinità disarmante, oltre ad essere di una tristezza senza rimedio. |
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#1) Kings Of Leon – Only By The Night (Sony Bmg) Perché è l’album in cui c’è “Sex on fire”. Se non bastasse, è anche l’album in cui ci sono “Closer”, “Manhattan” e “Use Somebody”. Ripeto, è l’album in cui c’è “Sex on Fire”. |
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25 dicembre 2008 @ 16:49
D’accordo quasi su tutto, tranne che sui tv on the radio che proprio non mi piacciono…Buon Natale, comunque!
25 dicembre 2008 @ 17:10
a parte la prima posizione gli altri dischi non li ho proprio ascoltati quest’anno…non mi posso esprimere assolutamente :/
25 dicembre 2008 @ 17:34
Cioè tu non hai ascoltato Bon Iver e i Glasvegas? Sei pazzo.
25 dicembre 2008 @ 17:43
I kings of leon a mio parere non si meritano la prima posizione….
essendo un loro fan accanito mi sembra che le caratteristiche che mi avevano fatto impazzire per loro siano sparite…o le abbiano sfumate un po troppo…i tre dischi precedenti resistono al tempo molto piu di quanto resiterà only by the night….l’hanno fatto per $$$$$$$$$
25 dicembre 2008 @ 17:46
Non sono assoultamente d’accordo Guly. Sicuro, 100% non sono più quelli di ‘Spiral Staircase’ per capirci, ma altrettanto certamente i soldi nn c’entrano nulla..qusto è un discor di ‘classic rock’ a tutti gli effetti, buono per l’indie club quanto per la wembley arena, ma le capacità del gruppo restano invariate..dal vivo, poi, sono straordinari!
25 dicembre 2008 @ 18:28
Si infatti per i soldi era ironico….
dal vivo concordo che siano spettacolari e spero che vengano in italia….ti dico anche che inizialmente mi era piaciuto un sacco il cd…questa è la recensione che feci http://indie-mag.it/2008/09/kings-of-leon-only-by-the-night-ver-1/ ma dopo tre mesi preferisco ritornare ai primi tre dischi che a quest ultimo….di certo finirà nella mia top ten ma mai tra le prime cinque posizioni….
25 dicembre 2008 @ 18:57
Belli i Kings of leon, sinceramente i Glasvegas mi lasciano del tutto indifferente, ma insomma sono classifiche personali è inutile criticarle, questione di gusti
25 dicembre 2008 @ 20:49
Si, diciamo che anche per quanto mi riguarda i primi tre dei KoL sono da paura…questo però non è cmq male, sempre di molto sopra la media attuale dei ‘gruppi’ indie rock..
Sac, Glasvegas è lacrima e sangue 100% Glasgow pop..però nn è il tuo genere, ad occhio e croce..
25 dicembre 2008 @ 21:00
Si sono di sicuro sopra la media…
comunque parlando sempre di soldi credo ne abbiano fatto a palate….da quante settimane sono nella top ten inglese?
è da un po che non vedo la classifica
26 dicembre 2008 @ 12:52
Non lo so Guly, ma mi sa parecchie…
26 dicembre 2008 @ 13:04
Accidenti, siamo proprio alle antipodi!
Però leggendo la tua top ten mi accordgo di alcune dimenticanze quali i Gutter Twins e i Glasvegas…
26 dicembre 2008 @ 14:33
non sono d’accordo pressochè su nulla, anche se non ho sentito tutti i dischi che citi. onestamente i KOL non mi dicono assolutamente niente.