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TOP TEN ALBUM 2008 di Bruno De Rivo

26 dicembre 2008

Indie Top Ten, settima posizione

#10) The DøA Mouthful (Wagram)

Forse è così indietro in classifica perchè è uscito all’inizio dell’anno. Certo questo duo folk pop franco/finlandese nel quale lei è finlandese (Olivia B.Merilahti) e lui è francese (Dan Levy) hanno lasciato il segno. Quella voce quasi stridula sdraiata su strumentazioni naif si imprimono nella memoria a tal punto che nel compilare la classifica ci viene da cominciare proprio con loro. Ma non è il solo aspetto che colpisce dell’album: meritano infatti molta attenzione anche i testi, originali e mai banali.

CANTABILI.

REVIEW ON IFB

#9) Death Cab For CutieNarrow Stairs (Atlantic)

Un disco stralunato, destrutturato, sminuzzato e ricomposto. Ma francamente magistrale. Accostati spesso ai Postal Service o a Nada Surf a me ricordano la salubre malinconia dei Notwist. Anche le varianti sul tema ‘Shoegazers’ sono sempre ben inserite nella deframmentazione musicale che si avverte in tutta la durata del disco.
Come un buon vino maturerà nel vostro lettore con il tempo tanto che, spulciando i files per compilare la classifica, questo album ha scalciato dischi assai più blasonati.

MATURABILE.

Indie Top Ten, terza posizione

#8) The Young GodsKnock On Wood / The Acoustic Sessions (Play It Again Sam)

Ci vuole una bella faccia tosta per passare alla storia come una delle migliori band di musica electro-industrial e poi uscire sul mercato con una raccolta di acoustic session!
Gli elvetici capitanati da Franz Treichler non hanno evidentemente esaurito la loro vena artistica e la volontà di lasciare i fans a bocca aperta.
Certo incuriosisce questa bella raccolta di successi che sostituisce samplers con chitarre spagnole e tastiere con sitar. Persino la voce di Franz sembra meno rude. E convince.

SORPRENDENTE.

Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#7) Dusk+Blackdown – Margins Music(Keyound)

Il sound del Sud di Londra merita anche quest’anno una nomination all’interno della classifica. La Dubstep è un fenomeno in rapida evoluzione ed in questo caso vira verso est, ripercorrendo le commistioni musicali di Bandmarsh & Shri, Nitin Sawhney e Talvin Singh.
Il disco è un viaggio dal sapore multietnico e tollerante, che sa di zafferano e curry, di Borough Market e Mumbai.
Ideale per rilassarsi, chiudere gli occhi ed immaginare la via della seta ripercorsa nel 2020.

ONIRICO

Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#6) DeerhoofOffend Maggie (Kill Rock Stars)

Non l’ho mai nascosto: ho un certo debole per le band garage o sperimentali capitanate da cantanti asiatiche come gli Yeah Yeah Yeahs o Blonde Redhead e quindi i Deerhoof non fanno eccezione. Satomi Matsuzaki con la sua voce da Alice in Wonderland tiene insieme i suoni scarni e secchi della band e contribuisce al successo del gruppo basato a San Francisco.
Dopo l’ottimo “Friend Opportunity” ecco la conferma della spirale ascendente di un combo ormai giunto alla maturità artistica.

Indie Top Ten, ottava posizione

#5) Broken Social Scene Presents Brendan CanningSomething For All Of Us (Arts & Crafts)

La scena canadese ha dominato la musica indie dei primi anni duemila, soppiantando il british pop.
Se ciò è accaduto lo si deve anche ai Broken Social Scene, band di Toronto formata attorno a due personaggi di caratura mondiale come Kevin Drew e Brendan Canning.
Dopo 3 album in studio, i BSS hanno deciso di “presentarsi”. Nel 2007 è uscito “Broken Social Scene Present Kevin Drew” mentre è dell’estate 2008 quest’ottimo “Something For All Of Us” targato “BSS present Brendan Canning”.
Indie Pop d’autore, suoni sofisticati e profondi, insomma un disco che non può mancare alla vostra discografia e nemmeno alla nostra TOP 10

IMMANCABILE.

REVIEW ON IFB

#4) Primal ScreamBeautiful Future (B-Unique)

Bobby Gillespie & Co. difficilmente sbagliano un colpo. Trascinati da una Hit Single in formato tormentone, “Can’t Go Back”, i Primals ricordano al mondo che si ha a che fare con una band imprescindibile e che quindi non si possa non includere il loro disco nella TOP 10 del 2008.
Poppeggiante, dance, chitarroso, allegro, infonde ottimismo in un mondo scandito dal prezzo della benzina, la crisi economica e le emissioni di CO2. E viene da dire: meno male che qualcuno ci crede ancora!

CREDIBILE.

Indie Top Ten, seconda posizione
REVIEW ON IFB

#3) BeckModern Guilt(Interscope)

Ma quanto tempo deve ancora passare per vedere il declino di Beck? Il campione mondiale di ctrl+C ctrl+V lancia sul mercato l’ennesima perla di una parure che comincia a diventare imponente.
Mai banale nè retorico, lo scientologo conquista l’attenzione anche grazie ad una stralunata “Chemtrails”.
Il disco ha il suo potente marchio di fabbrica, si riconoscerebbe ad occhi chiusi. Eppure è nuovo e suona diverso.
Anche in questo caso, Beck fa sempre le stesse cose senza che ce ne accorgiamo.

ESSENZIALE

Indie Top Ten, settima posizione

#2) Cansei De Ser SexyDonkey (Sub Pop/Warner)

I brasiliani CSS (Stanco di essere sexy) pubblicano il secondo album e già arrivano i malumori nella critica musicale.
A noi piace però andare contro corrente e lo posizioniamo quasi al top della classifica dell’anno. Anche perchè non vi è nulla di più positivo di questo disco: allegro, sans souci, spiritoso, ballabile.
Potremmo definirlo la quintessenza del pop non commerciale.
Se lo si abbandona per qualche settimana, riascoltandolo riesce ancora a sorprenderci.

SORPRENDENTE.

Indie Top Ten, sesta posizione

#1) The RaconteursConsolers Of The Lonely (Warner)

I raccontatori, che come nome ci ricordano gli ’spingitori di cavalieri’ di Guzzanti, diventano consolatori di solitari, come recita un’iscrizione su di un muro di un ufficio postale a Washington DC. Jack White e la sua band ribadiscono un concetto fondamentale: il ragazzo ha talento anche se aggiungi il basso e la chitarra ritmica.
Il disco è registrato divinamente e sa di Jimi Hendrix, Led Zep e Bob Dylan. Ma anche di Frank Black.
Dopo 12 mesi di affannosa ricerca il ‘ditino’ torna proprio lì, dove a fatica si era staccato per ascoltare altro. E preme consciamente ‘play’…

CONSAPEVOLE

 

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