KIMYA DAWSON
Aplhabutt

3 gennaio 2009

Voglio parlare di “Alphabutt” rimandando subito il lettore ad un altro lavoro cioè “Adriana Partimpim” di Adriana Calcanhotto.
Perché questo riferimento? Innanzitutto, perché stiamo parlando di musica per bambini di alto livello, in entrambi i casi e, nel caso della Calcanhotto, anche di “spettacolo per bambini di qualità”.

Cos’è che spinge un cantante a incidere un album dedicato all’infanzia? Sicuramente una voglia di rimettersi in discussione, di sperimentare, di sbalordire ma, allo stesso tempo, un’esigenza di ricerca che non deve mai scomparire in un artista.
“Alphabutt” riprende l’estetica anti-folk dei Moldy Peaches e riesce a creare un’atmosfera da ‘asilo nido’, zeppo di rumori di sottofondo, risate di bambini, schiamazzi, che non è affatto fracassona ma stranamente armonica.
Certamente, ci sono differenze stilistiche e di base tra il lavoro della Dawson e quello della Calcanhotto ma l’intento di riprodurre, su disco, un mondo che, spesso nella musica d’autore, viene trascurato è lo stesso. La Dawson, come la Calcanhotto, vuol farci capire che è necessario riacquistare l’ingenuità, la spensieratezza, la libertà degli infanti per poter vivere meglio. “Adriana Partimpim” e “Alphabutt” vogliono dare vita al Peter Pan che è in ognuno di noi e che, purtroppo, offuschiamo per poter integrarci in una società che pretende da noi di vivere seguendo determinati schemi e rispettando numerose sovrastrutture. Perché non possiamo essere impertinenti e scanzonati, come i bambini? Perché si deve, per forza di cose, crescere ed esser sempre seriosi per poter risultare credibili?
“Alphabutt” è delizioso perché la Dawson, infischiandosene del mercato e del ‘dover vendere’, ha creato un album ‘fuori dagli schemi’, denso d’amore e passione per la vita da vivere.

Spesso sulle riviste specializzate, nello spazio dedicato alle recensioni, si leggono frasi tipo ‘lavoro sperimentale’ o ‘musica innovativa, di rottura’ e magari, ascoltando quegli album recensiti, ci si trova dinanzi a sterili chitarre urlanti che non hanno nulla di rivoluzionario (che magari urlassero come quelle di Lee Ranaldo dei Sonic Youth o di Masayuki Takayanagi, ma questo è un altro discorso) o dinanzi a giri vuoti di pianoforte creati da pianisti-compositori spacciati per ‘nuovi Mozart‘.
Questo breve sfogo va a corroborare ciò che ora ho da dire su “Alphabutt” di Kimya Dawson e, indirettamente, su “Adriana Partimpim”. Il nuovo album della Dawson si può considerare realmente “alternativo” perché c’è sostanza, ci sono idee, c’è quella semplicità (e non semplicismo, attenzione) e quella leggerezza (vedi la prima lezione americana di Italo Calvino) che, purtroppo, sono assenti nella gran parte della produzione discografica mondiale.

Non voglio terminare con un monito ma, ripercorrendo il testo di “Saiba” scritto da Arnaldo Antunes e cantato dalla Calcanhotto, ricordiamoci che tutti siamo stati bambini, da Hitler a Mike Tyson. Quindi, in tutto quel che facciamo, mettiamoci sempre un pizzico di spensieratezza e leggerezza perché, come insegna la Dawson, questa è la ricetta giusta per poter andare avanti.

Alphabutt [ K - 2008]
BUY HERE
Similar Artist: Adriana Calcanhotto, Moldy Peaches
Rating:
1. Little Monster Babies
2. Alphabutt
3. Bobby-O
4. Louie
5. Smoothie
6. I Like Bears
7. Seven Hungry Tigers
8. Happy Home (Keep On Writing)
9. Wiggle My Tooth
10. I Love You Sweet Baby
11. Pee-Pee In The Potty
12. Uncle Hukee’s House
13. We’re All Animals
14. Little Panda Bear
15. Sunbeams And Some Beans

KIMYA DAWSON su IndieForBunnies
RECENSIONE “REMEMBER THAT I LOVE YOU”

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

2 commenti »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…