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TOP TEN ALBUM 2008 di Davide “Deejay Dave” Monteverdi

4 gennaio 2009

Indie Top Ten, terza posizione

#10) Diplo & Santogold Top Ranking Mixtape, A Diplo Dub (Mad Decent)

Il concetto di mixtape mi ha sempre affascinato tantissimo,gia’ dai tempi dell’afrosound riuscire a fare un sunto delle proprie competenze in un tempo limitato come quello di una cassetta,era indice dello spessore del compilatore al di la’ di ogni ragionevole dubbio. Diplo non fa altro che portare all’estrema conseguenza questo concetto,usando la nozione di bassline come filo conduttore del tutto. E che stile con o senza software disparati e laptop customizzati. Invidia pura e personalita’ da vendere.

Indie Top Ten, seconda posizione
REVIEW ON IFB

#9) BeckModern Guilt(Interscope)

Al primo ascolto sa di bidone, al secondo mentre scrivi nequizie su Facebook incomincia a macinare, al terzo gia’ capisci la differenza tra Beck ed un poser qualsiasi che cincischia con il solito drappello di gnocche arrembanti..Lui le canzoni le sa ancora scrivere e arrangiare in maniera piu’ che onesta,anche se gli anni passano e “Sexx Laws” resta stampata nell’immaginario di ogni rocker presente e passato,trasmettendoti quella che noi in gergo chiamiamo ‘la marcetta’, ovvero il piede che tiene il tempo mentre fai tutt’altro. Rispettoso.

Indie Top Ten, settima posizione

#8) Buraka Som SistemaBlack Diamond (Fabric)

E chi li molla piu’ adesso che hanno fatto un cd intero reperibile ovunque? Da quando F. Kevorkian li ha citati per la prima volta tra i suoi nuovi riferimenti sonori,ho sudato l’impossibile per rintracciare Yah! in vinile senza il benche’ minimo successo. Una sequenza di bombe mondialiste paurose che farebbero saltare anche Bertinotti se non avesse perso il senso dell’umorismo.E’ tempo di kuduro ed e’ l’incrocio Africa/Brasil con scalo a Lisbona a garantircene la dose minima personale garantita. Solare

#7) Aa. Vv.Bugged Out Presents Suck My Deck Mixed By Boys Noize (New State Entertainment)

L’apogeo della distorsione di matrice germanica e’ tutta qua. L’imberbe berlinese traccia una selezione praticamente perfetta del new sound electro imperante in ogni dancefloor degno di tal nome. Bassi bomba e zozzi coretti hip house campionati nel cesso del vicino di casa fanno a pugni con una capacita’ tecnica e mixatoria da far impallidire anche i baroni delle consolle di casa nostra. Nella valigia per le vacanze.

Indie Top Ten, settima posizione

#6) Lilith And The Sinnersaints – The Black Lady And The Sinner Saint ( Alpha South)

Non c’e’ bisogno di dare sempre un’imposta razionale alle emozioni. Uno guarda i films di David Lynch e ascolta Lilith ed e’ fascinazione istantanea. C’e odore di sigarette stantite e camino acceso,di teatro d’antan e buon vino rosso. Insomma senti proprio quella mano che ti entra sotto la cintura e ti piglia per le gonadi ed e’ piacere perverso fino all’ultimo secondo. Io ho amato questo disco fin dal primo ascolto, per il suo dimostrarsi genuinamente decadente e nebbioso come solo il Nick Cave di mezzo ha saputo essere. Provate “Pretty Face”, ”Core Of The Time” oppure “Something Happens For The First Time” e sognerete il Diavolo che vi aspetta insanguinato a quel dannato incrocio di New Orleans. C’e’ del bello sull’altra sponda del Po, sappiatelo!

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#5) The Record’sMoney’s On Fire (autoprodotto)

Ma davvero si parla di Italiani che fanno un bel disco power pop frizzante e ballereccio? Per una volta e’ proprio cosi’ e la splendida confezione non supera in classe il contenuto…..anzi! Una collezione di 12 piccole perle luccicanti tra cui svettano,a parer mio, “Girl Of My Wet Dream”, ”Hot Spot” e “Rudi”. Tra Knack, Jam, Four By Art, Kinks ed il meglio del garage contemporaneo. Maneggiare con cura,volge in positivo l’esito di qualsiasi umana giornata.

Indie Top Ten, ottava posizione

#4) Beyond The Wizards SleeveBeyond The Wizards Sleeve Ark 1 (3rd Mynd)

Cio’ che Erol Alkan tocca si trasforma subito in qualcosa che vorrei aver fatto io. Campiona, looppa, dilata all’inverosimile cio’ che e’ l’essenza stessa del rock da cinquant’anni a questa parte,ossia l’atmosfera impagabile da festa del liceo persistente e senza inibizioni. I rimandi sono plurimi in ognuno dei 14 pezzi della tracklist, sia chiaro, non vi e’ nulla di copernicano in questo disco. Solo il giusto grado di attitudine ed una collezione di vinili da paura a fare bella mostra di se’nel soggiorno dell’Ikea. Fresco come una passeggiata all’alba per Haigth Ashbury periodo ‘65/’68. Il migliore.

Indie Top Ten, terza posizione

#3) The Black AngelsDirections To See A Ghost (Light In The Attic)

Se non fosse stato per il mio secondo pusher di suoni sghembi e rarefatti, questo disco non l’avrei mai avuto per le mani. Dopo cinque minuti di doping pauroso ho capito che i Black Angels svolgono un’importante funzione sociale sostituendo il metadone con succedanei onirici. Un po’ come essere nella galleria del vento di Pininfarina con Timothy Leary che ti smazza C 60 di Loop e Spacemen 3 a 2 a 2. Tutto perfetto nel migliore dei mondi possibili, ma Ian Curtis li avrebbe poi ascoltati?

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#2) Be Your Own PetGet Awkward (XL)

Un anno depresso necessita di scosse telluriche in quantita’ massiccia per movimentare la sfiga, ecco perche’ ho amato alla follia questo loro secondo disco gia’ dal confuso ascolto in rete. Quattro losers di Nashville che mi ricordano tanto le mie ex fidanzate: ovvero al momento buono di godere mi salutavano tutte in maniera definitiva ed anche con i B.Y.O.P. non e’ andata molto diversamente. In una marea montante di chitarre mute e frange pettinate, hanno saputo mantenere un livello di compattezza e coerenza invidiabile, oro colato in tempi di recessione delle idee.R.I.P.

Indie Top Ten, terza posizione

#1) Aa. Vv.Typhoon,The Electronic Years.Compiled by Beppe Loda (Synthonic)

Ovvero come condensare in un pezzo di plastica iridescente storia della musica,fenomenologia della Bassa Padana, mito nebuloso, controcultura di base e classe cristallina…e parlo per invidia: pur avendo il Typhoon a 15 minuti da casa non ho mai e dico mai potuto perdermi nel suo fantasmagorico parcheggio costellato di Citroen DS. Disco dell’anno senza ombra di dubbio, dalle mani di un pioniere autentico fino al midollo, a meta’ strada tra Detroit, Francoforte e perche’ no…Lagos.

 

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