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THE STILLS
Ocean Will Rise

5 gennaio 2009

The Stills atto terzo. A distanza di due anni dall’incerto “Without Feathers” ritorna la formazione canadese con una nuova proposta che non dissipa i dubbi sul valore reale di una band che ha avuto la fortuna di piazzare un buon debutto. “Ocean Will Rise” è l’istantanea di un gruppo che fatica a riprendere il bandolo della matassa giocando sul sicuro e rischiando di scivolare presto nell’anonimato musicale.

Le dodici tracce in scaletta alla lunga sfiorano una sofferta sufficienza senza riuscire a strapparla, mettendo in evidenza pochi pregi e parecchi difetti. A metà strada tra il post-punk di stile interpoliano del debutto e il rock tradizionale americano del seguito, la band originaria di Montreal sperimenta continuamente nuove soluzioni sonore senza tuttavia venire a capo di cotanta confusione. Inanellando pezzi dall’evidente apertura melodica gli Stills abbandonano le radici post-punk per una metamorfosi che abbraccia il pop-rock in senso lato, cercando anche una possibile esposizione radiofonica come trampolino di lancio verso un interesse mediatico dal dubbio valore qualitativo. Certo non tutto è buttare via, alcuni episodi (la dolce oscurità evocata da “Panic” intriga così come la ballata romantica di “Everything I Build”) risollevano solo parzialemente le sorti di un album che fatica ad emergere dalla mediocrità della moltitudine di uscite discografiche che popolano in questi giorni di magra l’etere.

Il gruppo canadese ha fallito l’occasione per riscattare l’opaca prova precedente: neanche il passaggio alla rispettata Arts And Craft ha sortito l’effetto desiderato. Peccato perchè quel “Logic Will Break Your Heart” aveva riscaldato i nostri cuori nelle fredde notti d’inverno.

Ocean Will Rise [ Arts & Crafts - 2008 ]
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Similar Artist: Coldplay, U2, Interpol
Rating:
1. Don’t Talk Down
2. Snow in California
3. Snakecharming the Masses
4. Being Here
5. Everything I Build
6. Panic
7. Eastern Europe
8. Hands on Fire
9. Dinosaurs
10. I’m with You
11. Rooibos/Palm Wine Drinkard
12. Statue of Sirens

 

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