TOP TEN ALBUM 2008 di Claudia “jaguattina” De Luca

5 gennaio 2009
Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#10) School Of LanguageSea from Shore (Thrill Jockey)

Portando alle estreme conseguenze le intenzioni creative dei Field Music, appena lasciati, Brewis ostenta la sua abilità compositiva come un bravo giocoliere che inventa giochi elaborati e complessi. In Sea from Shore niente è casuale ma tutto è studiato fin nei minimi particolari: filtrato, decostruito e riassemblato per stupire o perlomeno per sconcertare.Pur sembrando complesso e ostico ai primi ascolti questo non è un album che si lascia abbandonare facilmente. La voglia di capirlo di afferrarne l’essenza poliedrica rimane e, ascolto dopo ascolto, la miriade di sfaccettature comincia a ricomporsi e a farci apprezzare un album davvero particolare.

Indie Top Ten, terza posizione
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#9) R.E.M.Accelerate (Warner Bros)

E’ una bella sorpresa quella che ci hanno fatto i R.E.M. quast’anno. Dopo più di 20 anni di onorata carriera che sembrava ormai definitivamente conclusa (almeno sul fronte creativo), Michael Stipe, Peter Buck e Mike Mills ritrovano l’energia e l’entusiasmo degli anni 80 regalandoci un album pieno di ritmo, tirato e fresco. Forse il merito è anche della produzione di Jacknife Lee (che ha lavorato anche con i Bloc Party) che ha dato un’iniezione di energia al sound, ultimamente un po’ stanco, dei R.E.M..

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#8) Nada SurfLucky (Barsuk)

Non tutte le classifiche sono perfette e non tutti gli album vengono giudicati per il loro reale valore. D’altra parte il trio newyorkese è uno dei miei gruppi preferiti e “Lucky” non poteva mancare nella Top10/2008. In realtà però quest’album non aggiunge nulla di nuovo a quanto già precedentemente detto dai Nada Surf. Il loro pop melodico è sempre inconfondibile, chitarre tirate, la stupenda voce di Matthew Caws e un sound curatissimo ma “Lucky” sicuramente non farà la storia della musica pur essendo un album fresco e piacevole che si fa ascoltare ancora e ancora e ancora…

Indie Top Ten, settima posizione
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#7) Chris WallaField Manual (Barsuk)

Delicato, poetico, spensierato, questi gli aggettivi per descrivere “Field Manual”, l’album di esordio come solista di Chris Walla, chitarrista dei Death Cab for Cutie. Melodie pop in classico stile DCFC, certo, nessuna pretesa di riscrivere la storia del rock ma comunque ma una delle uscite più piacevoli e interessanti di questo 2008.

Indie Top Ten, settima posizione
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#6) Wolf Parade - A Mount Zoomer (Sub Pop)

La particolarità della band sta nella sua estrema voglia di libertà creativa che impedisce anche una classificazione univoca della loro musica. “At Mount Zoomer” rivela uno stile molto personale, che sorprende per soluzioni inaspettate e cambi di direzione spiazzanti e improvvisi. Un album eccentrico e originale, che si apprezza sempre più, assimilandolo ascolto dopo ascolto.

Indie Top Ten, settima posizione
REVIEW ON IFB

#5) TV On The RadioDear Science (Interscope)

Terzo album imperdibile per i TV On The Radio e la loro black music elegante e stilosa in bilico fra il funky l’hip-hop e l’elettronica. Grande ritmo e arrangiamenti ricchi e sofisticati.

Indie Top Ten, ottava posizione
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#4) Why?Alopecia (Anticon)

Terzo album per la formazione californiana, capeggiata dall’ex cLOUDDEAD Jonathan ‘Yoni’ Wolf, che mescola indie rock e alternative hip-hop. Eclettico, citazionistico, caleidoscopico, poliedrico, eterogeneo… su questo terzo album dei Why? “Alopecia” è stato scritto e detto davvero di tutto. Le parole possono spiegare analizzare e sezionare un album così vario e complesso ma sicuramente non bastano per spiegare quanto possa essere semplicemente… divertente!

Indie Top Ten, terza posizione
REVIEW ON IFB

#3) PortisheadThird (Mercury)

Un album cupo, notturno che si insinua strisciando nella coscienza facendosi largo con i suoi ritmi martellanti e ossessivi. Un disco curato fin nei minimi dettagli, in cui la sezione rimica domina l’intera struttura del disco creando atmosfere inquietanti. E in cui prende vita la struggente voce di Beth Gibbons, i cui sussurri e lamenti sono come schegge di luce impazzinte nell’oscurità. Difficile trovare calo di tensione in un album impegnativo che non concende pause e che richiede la massima attenzione all’ascoltatore ma che regala davvero grandi emozioni.

Indie Top Ten, settima posizione

#2) EarlimartHymn And Her (Shout! Factory)

Semisconosciuti qui in italia, gli Earlimart, con il loro ultimo “Hymn And Her” sono in effetti al loro sesto album. La musica del duo californiano si regge intorno alle delicate melodie e alla voce di Aaron Espinoza, che in quest’ultimo album lascia più spazio del solito anche ad Ariana Murray, alternandosi nel cantato e dando spesso vita a seducenti intrecci vocali. Brani pop spensierati o intimisti ritmicamente punteggiati dal pianoforte e sorretti da cori ariosi.

Indie Top Ten, terza posizione

#1) The Rural Alberta AdvantageHometowns (autoprodotto)

I Rural Alberta Advantage sono la cosa più originale fresca e piena di energia del 2008.
Caratterizzato da una voce particolarissima, stranita e un po’ stridula, il loro sound si basa su chitarre adrenaliniche e su una batteria frenetica e imprevedibile che pompa energia senza esaurirsi e scandisce ritmi folkeggianti scatenati.
“Hometowns” ha una produzione pressochè inesistente, arrangiamenti scarni ed essenziali ma proprio per questo efficaci e diretti; un suono graffiante e compatto lontanissimo dagli schemi mainstream cui spesso ci troviamo a rassegnarci.
Finalmente qualcosa per cui entusiasmarsi!!

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