ANTONY AND THE JOHNSONS
The Crying Light
Genere: songwriting
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Che Antony Hegarty abbia una voce d’angelo non è solo un modo di dire.
La sua dichiarata omosessualità e il suo passato da drag queen rendono il suo canto pura melodia, scevra da qualunque connotazione sessuale: una voce fuori dal tempo che cesella emozioni incantevoli nei nostri cuori, un timbro inconfondibile, da brividi. E’ inevitabile perciò che un rapimento mistico e sensuale mi imprigioni all’ascolto del terzo album di Antony and the Johnsons: “The Crying Light”.
In uscita a gennaio 2009, a quattro anni di distanza dallo straordinario successo del secondo lavoro “I Am A Bird Now”, che ha rivelato Antony al grande pubblico, quest’ultima release ha infatti un taglio decisamente più spirituale dei due album precedenti, e si sviluppa attorno a temi universali: le nostre origini, l’evoluzione del nostro pianeta, i rapporti madre figlio, la percezione di far parte di un universo, la capacità di essere se stessi…
L’album si apre con “Her Eyes Are Underneath The Ground”, delicata intro tutta giocata sugli scambi fra la voce di Antony e il contrappunto del pianoforte. A seguire la più movimentata “Epilepsy Is Dancing” e la vibrante “Kiss My Name”.
Un brano dopo l’altro, la voce di Antony è talmente piena, avvolgente, emozionante che non è necessario molto di più che l’accompagnamento di un pianoforte e un tappeto d’archi a sostenere una struttura melodica carica di suggestioni.
Infatti nonostante gli arrangiamenti così misurati, il mondo sonoro che si crea è ricchissimo e pieno di grazia. Il risultato è un album che ci trasporta in una dimensione sconosciuta, in un mondo di fiaba in contrapposizione al nostro, quello reale, maltrattato e trascurato da uomini che si uccidono fra loro senza pensare alle conseguenze delle loro azioni, un mondo in evoluzione di cui tutti noi facciamo parte e di cui dovremmo preoccuparci maggiormente.
Nel suo ruolo di artista Antony prova ad aprirci gli occhi e nella splendida e commovente “Another World canta”: I need another place Will there be peace I need another world This one’s nearly gone riuscendo a disegnare con la sua musica uno scenario diverso e meraviglioso, un paradiso terrestre che, a dispetto dei luoghi comuni, non è mai stato così eccitante!
2. Epilepsy Is Dancing
3. One Dove
4. Kiss My Name
5. The Crying Light
6. Another World

7. Daylight and the Sun
8. Aeon
9. Dust and Water
10. Everglade
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19 gennaio 2009 @ 12:54
In realtà questo disco lo volevo fare io, che amo Antony, ma a causa di problemi lavorativi non ho avuto il tempo di ascoltarlo a dovere.
Per le poche che l’ho sentito, devo dire però che mi ha dato l’impressione di essere certamente un ottimo disco, ma, allo stesso tempo, di essere decisamente inferiori ai precedenti (”Another World E.P.”compreso)…ovvio che la sua voce renderebbe meraviglioso anche un pezzo di tiziano ferro, ma musicalmente il disco mi sembra, come dire, troppo ‘di maniera’…non so voi che ne pensiate..
19 gennaio 2009 @ 21:46
io trovo Anthony dannatamente stracciapalle a parte quando canta con Bjork e con gli Hercules.
19 gennaio 2009 @ 22:14
Non so, lui ha una voce bellissima, ma ho un poco di problemi con la sua musica dopo una sbornia iniziale. Non riesco a convincermi ad ascoltarlo, chissà forse sbaglio, ma lo conosco bene, so cosa aspettarmi e al momento non ho voglia di entrarci dentro
21 gennaio 2009 @ 16:28
Un disco che rimarrà.vedrete.
21 gennaio 2009 @ 19:03
ah ghemison, come ti capisco.
odio il fenomeno antony, senza avercene con lui, eh, che sia chiaro. non capisco proprio perchè piaccia così tanto a tutti.
mah.
sarò io che non capisco nulla…
21 gennaio 2009 @ 23:57
Forse per la voce, Anais!
24 gennaio 2009 @ 15:05
adoro gli stracciapalle
…
19 maggio 2009 @ 18:50
vorrei rispondere a ghemison che dice che antony hegarty risulta stracciapalle se non canta con bjork o hercules:
Hai sentito gli ultimi lavori di bjork? Non sono certo simili ai primi album, eppure lui canta proprio nell’ultimo dei suoi….non sara’ che sei rimasto troppo legato a brani come big time sensuality o hyperballad?
8 agosto 2009 @ 11:49
Durante i primi ascolti, ricordo che mi spiazzò non poco. Poi, però, col tempo, ho iniziato ad amarlo. Certo è che già “Her eyes…”, “Daylight and the sun”, “Another world” ed “Everglade” valgono da solo il prezzo dell’intero album.
E dal vivo è fantastico *_*