The Rest – Everyone All At Once

Un regalo inaspettato.
Una sorpresa che lascia per un secondo interdetti, per poi dare spazio alla felicità di aver fatto la scoperta di un gruppo valido, che farà strada. Suoni sfuggenti, una produzione che sembra registrata in presa diretta dentro una chiesa. Viole, chitarre elettriche, orchestralità ovunque e atmosfere dark guidate da una voce angelica. Se vi dicessi che questo è il meglio che possiate chiedere dal panorama MySpace al momento? Tutto si fonde, in dischi come “Everyone All At Once”.
La vita diventa una miscela liquida. Non voglio sporcare il pezzo con nomi di altri gruppi più famosi, scritti in grassetto, perciò lascerò parlare le sensazioni. E le sensazioni raccontano di un pop felice e spensierato che tutto a un tratto viene lacerato dai versi malinconici di una triste e antica poesia. Come se aveste trovato l’amico di un tempo che vi ricorda di come erano belli i vecchi tempi. Come se vi foste soffermati a pensare al futuro, al presente, ma anche a quello che vi aspetta. Per un secondo avete avuto la soluzione di tutto proprio davanti a voi. Ma adesso no. Ora è troppo tardi. Rimane nell’aria l’eco di un incedere epico. Un marciare solenne verso la luce dei violini e di una chitarra che stavolta è acustica, arpeggiata in maniere impeccabile. Il sound dei The Rest non arriva direttamente ad impattare contro di voi. No: tutto viene filtrato da un muro di fantasmi, tutto passa attraverso la nebbia e acquista un riverbero ulteriore.
“Everyone All At Once” vi circonda, vi stordisce. Che si fottano i gruppetti garage tutti velocità e sudore. Qui la cosa è più matura, più curata, più voluta. Un sound in bilico tra l’indie rock canadese e l’aria fresca di montagna. Album MySpace del mese. Chi se lo lascia scappare è un folle. Segnatevi il nome di questo gruppo da qualche parte perché questa è arte.
Senza ombra di dubbio.

2. Modern Time Travel (Necessities)
3. Sheep In Wolve’s Clothing
4. Phonetically, Phonetically
5. Apples & Allergies
6. Drinking Again
7. Blossom Babies Part Two
8. Walk On Water (Auspicious Beginnings)
9. The Lady Vanishes
10. Everything All At Once
THE REST su IndieForBunnies:
- Recensione “THE CRIED WOLF [EP]“
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4 febbraio 2009 @ 12:11
Ed ovviamente sono Canadesi…!
Grazie della dritta, giov: come potrei non fidarmi del mio pusher preferito?
4 febbraio 2009 @ 12:29
thanks Soft.
4 febbraio 2009 @ 14:46
Ma come fa il Giov? Ndò li pija?…se solo fosse un bravo recensore…:D
4 febbraio 2009 @ 17:31
concordo pienamente, Dustman
6 febbraio 2009 @ 14:02
O vedi! Quando becchi Giov digli di impegnarsi un po’ di più, capito Giov?
6 febbraio 2009 @ 15:56
Ok Dustman, ci proverò. Ma sarà difficile.
Sfugge.
9 febbraio 2009 @ 21:56
…beh…pare proprio che c’abbiamo preso… .
sul sito myspace della band alcune quotes: non sono il solo a cui è venuto in mente il termine “capolavoro”.