|
Provenienza: Milano
Periodo Attività: 2005 – in attività
Formazione: Vincenzo ”Otello” Tangorra (voice, guitars, piano, harmonica, bass, sinth, percussion), Alessio ”Curzio” Siculiana (bass), Gabriele ”Gaba” Cuti (drums)
Discografia: WILD INNER SOUL EYEFUL [EP] (self-released – 2007) COWBOYS &…/ANITA [SINGLE] (self-released – 2008) LA 38 [SINGLE] (self-released – 2008)
MySpace Site: www.myspace.com/wisemusic1
Drizzate le orecchie conigli, questa puntata di Absolut Psycho non varcherà i confini nazionali, ma scorrerà tra le arterie psichedeliche di Milano. A guidarci Vincenzo ”Otello” Tangorra, frontman dei Wise, trio milanese con un anima selvaggia e uno spirito oscuro. Chitarre e feedback pesanti da un lato, melodiche rock songs dall’altro, per un mix di provenienza d’oltre oceano.
Incontro Vincenzo in un bar nella buia serata milanese dilaniata da un temporale infinito.
Allora potremo iniziare con una domanda introduttiva: come sono nati i WISE?
Vincenzo: WISE è una rock band nata nel 2005 dall’incontro universitario tra me e Alessio (bassista), inizialmente si instaurò un’amicizia, una sera dopo esser stati a un concerto qui a Milano ci trovammo con Andrea Botti, e da quell’incontro nacque la band. Io alla chitarra, Alessio Siculiana al basso e Andrea Botti alla batteria, sostituito in seguito da Gabriele Cuti.
Da dove deriva il vostro nome Wild Inner Soul Eyeful?
Vincenzo: Significa anima intima e selvaggia che comunque riempie gli occhi perche le nostre tematiche sono profonde, se inizialmente scrivevo cose poco importanti ora sono piu profondo e piu saggio, e cerco di trasmettere molto attraverso la musica.
E come si rispecchia quest’anima selvaggia e saggia nella vostra musica?
Vincenzo: La musica è selvaggia con chitarre sparate a tremila, mentre il testo è l’anima intima che lasciamo scoprire alla gente che ci ascolta, per questo eseguo anche molti live acustici che mettono in risalto questa nostra componente.
Parliamo del primo Ep pubblicato nel lontano 2007, aveva suoni molto garage, quasi un po’ noise…a parte l’ultima canzone Solitary Feeling.
Vincenzo: Il primo Ep venne registrato in modo casereccio, tra la nostra sala prove e uno studio quindi venne abbastanza rude. ”Solitary Feeling” si distingue per essere piu calma rispetto alle altre canzoni, è un inno che avevo scritto mentre andavo all’Umbria Jazz; quando si crea l’effeto Morgana sulla strada, ho avuto quella sensazione solitaria di volermi liberare dalle catene e dalle opressioni che comunque mi tenevano legato al mio paese, alle mie abitudini. E’ un pezzo al quale sono molto legato.
Passando dal primo Ep, attraverso il singolo Anita e poi La 38 mi sembra che abbiate intrapreso una strada intermedia tra il rock e il cantautorato…
Vincenzo: Si questo è vero, anche perche ”Attanasia II” ha delle tematiche abbastanza difficili, nel primo Ep solo due testi erano seri, gli altri erano cazzate. I lavori successivi presentano tematiche piu profonde, ”La 38” parla delle rivoluzioni giovanili, ”Vodka” tratta le condizioni difficili di chi vive vicino alle centrali di Chernobyl, ”Milano Unica Corsa” parla della frenesia milanese.
Aver iniziato a cantare in italiano dopo l’inglese può aver favorito l’affronto di tematiche piu importanti?
Vincenzo: Si, l’inglese lo mastichi facilmente, risulta meno difficile scrivere, mentre con l’italiano è piu complicato. Ma una volta trovate le parole giuste è piu bello perche puoi raggiungere piu persone qui in Italia.
Ho saputo che hai passato una serata con Anton Newcombe qui a Milano, che è anche una fonte di ispirazione per te…
Vincenzo: Si, la canzone ”S.enerdi” nacque proprio quella sera, alle colonne di San Lorenzo con Anton è stata una serata delle piu belle della mia vita, lui era molto alla mano, molto timido, anche abbastanza ubriaco, ora su internet lancia messaggi di pace, parla di musica, politica, anatomia…
E cosa mi dici del vostro primo cd che state per pubblicare?
Vincenzo: ”Attanasia II” è un doppio cd, uno inglese e uno italiano, un lato sentimentale e uno piu duro e rock, ma sempre un unico cd, è come un percorso dal nostro inizio fino a ora, ci sono tutte le nostre influenze, dalle sonorità dei Jesus & Mary Chains in ”Alabama Gangster”, a ”Traps” un po’ beatlesiana e in ”Vodka” c’è qualcosa dei Depeche Mode.
E’ un disco unico perche sono due cd endiadi pur nella loro diversità di lingua e stile.
Ora cosa stai ascoltando?
Vincenzo: Ascolto Le Luci Della Centrale Elettrica perche mi piace molto la denuncia sociale di Vasco, poi ridacchio ascoltano Il Teatro Degli Orrori e sto anche ascoltando molto Vinicio Capossela.
Progetti per il futuro?
Vincenzo: Tra un mese esce il disco quindi organizzeremo un tour per promuoverlo, poi ho intenzione di registrare un Ep con Alessio Trevor Nicolini dei Pointbreak, che ha partecipato alle voci di ”Milano Unica Corsa”.
Dopo la chiaccherata ho la possibilità di ascoltare dei sample di ”Attanasia II”, i suoni sono freschi, potenti. La sensazione che provo è la stessa che ebbi qualche anno fa inserendo il loro primo ep nello stereo, molta frenesia, ma anche momenti distensivi come l’ultima canzone che porta il titolo del cd o ”Anita”. Insomma l’unico fattore negativo è che questo aperitivo a base di sample non ha saziato il mio appetito, anzi lo ha aumentato e dovrò aspettare il cd completo per appagare questo mio impulso vorace.
Mp3:
La 38 
Cowboys And … 
|
2 aprile 2009 @ 19:33
Smentisco, la band è nata con il sottoscritto alla batteria. Sei pezzi sono nati in quel periodo. Si risolse la collaborazione di comune accordo quando venni considerato praticamente un turnista. Chiamatela band…..