MINISTRI – Live @ Circolo Degli Artisti (Roma, 21/02/2009)
Genere: concerti
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Essere fuori tempo significa arrivare al Circolo in un orario che credi giustificato e comprovato da anni di esperienza e scoprire che il gruppo spalla ha già suonato. Significa scoprire che devi sorbirti un interludio di mezz’ora prima di vedere il gruppo ufficiale salire sul palco. Ma soprattutto, essere fuori tempo significa essere nettamente al di sopra l’età media in sala.
Ormai in preda alla sindrome della ghettizzazione generazionale, cerco di scoprire cosa si nasconde dietro il fenomeno di questi tre (post)adolescenti milanesi. Confesso che ero curiosa: l’album di esordio “I Soldi Sono Finiti” con tanto di euro vero in allegato a cui era stato affibbiato l’aggettivo impegnativo di ‘provocatorio’, il passaggio alla Universal, un singolo in heavy rotation su Mtv e Brand New, i servizi sulla stampa musicale del mese, entusiasmo anche da parte dei critici più sgamati, gente che urla al salvataggio della musica italiana…
I Ministri non dicono niente di nuovo, quindi direi che non salvano proprio nessuno, ammesso che ce ne sia bisogno. Semmai si limitano a dargli una pacca sulla spalla. Non siamo davanti quell’ondata di metà anni novanta in cui tutti erano incazzati per qualche motivo.
Così ho guardato quelli che mi stavano di fronte, quelli a cui i testi dei Ministri arrivavano direttamente, suonando veri e carichi di qualche significato, mentre io un po’ sentivo la puzza di bruciato. Unica eccezione “La Piazza” tratta dall’omonimo Ep: a diciassette anni quel modo intimista e disilluso di cantare avrebbe intenerito anche me.
A quel punto ho deciso di ignorare i video da estetica marxista futurista catastrofista da ‘benvenuti nel 1939’ e no, personalmente non credo sarà un anno bellissimo, ho lasciato perdere quello che questi ragazzi cercavano di dirmi e mi sono concentrata sulla musica.
E lì qualche botta mi è arrivata. Gli accenni punk di “La casa Brucia” , il tormentone radiofonico “Tempi Bui” che tutti si aspettavano essere più cattivo nel live, il tono di furia repressa di ‘La mia giornata che tace’. I ragazzi suonano. Sudano, si muovono, hanno quell’ingenuità per cui sanno che se aprono il concerto parlando e scimmiottando l’attualità delle ronde strapperanno applausi e fischi di approvazione, e anche lì, ho guardato le facce in giro, li ho invidiati, perché recitavano bene la loro rabbia. Ho pensato che i Ministri cercano di essere credibili, ma giocano su un filo sottile.
La musica italiana non ha bisogno di essere salvata, i Ministri non la salveranno. Che dire, un po’ di ambizione non ha mai ucciso nessuno.
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15 marzo 2009 @ 13:34
Concordo su ogni singola parola circa il tuo giudizio sui Ministri.
Davvero complimenti Claudia
16 marzo 2009 @ 13:32
Thanks…e mi sono trattenuta da fare commenti sulle divise!
20 marzo 2009 @ 15:32
Claudia, innanzitutto complimenti per la recensione.
Ero incuriosito da questo gruppo ma hai soddisfatto pienamente la mia curiosità. Grazie.
20 marzo 2009 @ 19:17
Bellissima recensione, complimenti.
Sono sostanzialmente d’accordo su tutto, e penso tu sia stata molto “istituzionale” recensendo il concerto.
Personalmente i Ministri li vedrei bene a fare gli Afterhours al prossimo Sanremo, magari a parlare di questa bella “nuova scena indie” che di certo l’Inghilterra ci invidia tanto..dateli in pasto a Carlo Pastore, che è meglio.
p.s. gli Zu fanno il tour con Mike Patton, alla faccia delle All Star colorate e dei Wayfarer in tinta
29 maggio 2009 @ 20:37
ma proprio no
se c’è qualcuno che si salva sono loro, altro che banalotti finti incazzati.
24 luglio 2009 @ 15:59
sul paragone con gli afterhours “ci scatarro sopra”: i ministri sono un onesto gruppo con qualche caduta “tecnica” in certi punti del loro modo di comunicare, ma (a parte che di eccellenze ne sbucano una all’anno nel mondo se va bene) l’approccio della recensione mi sembra molto snob, mi sembra scritto dalla tastierista dei dandy warhol… i testi più o meno condivisibili sono interessanti, l’arrangiamento piacevole, la voce può crescere… della scena indie inglese non me ne frega niente dal momento che la mia realtà non mi permette di frequentarla giornalmente. godetevi il jamming festival con i big in mezzo a migliaia di persone, io preferisco un concerto onesto e umano.
24 luglio 2009 @ 16:00
ps. lo so che il jamming cucù! non c’è più, per evitare interventi saputelli..
30 luglio 2009 @ 12:30
tastierista dei dandy warhol, ah ah…
8 ottobre 2009 @ 17:14
Sono pienamente d’accordo con Max. Recensione scritta con la puzza sotto il naso. I Ministri a me piacciono perché li trovo interessanti, grezzi al punto giusto e grandiosi nei live.
Non salveranno la musica italiana, certo. Ma ce ne fossero…
24 novembre 2009 @ 15:35
vorrei fare solo una domanda alla ragazza che ha fatto la recensione: che c’hai comprato con l’euro allegato al primo cd?!
1 dicembre 2009 @ 13:48
Evvai, affondiamo anche i Ministri. Teniamoci Marco Carta e Marrakesh….
11 maggio 2010 @ 09:56
Ragazzi non criticate così duramente la recensione di Claudia.
Durante il tour sono migliorati molto, anch’io quando li ho sentiti le prime volte avevo dei dubbi, poi col tempo (e infatti c’è una mia recensione di gennaio 2010 che ne parla molto bene) sono migliorati e bisogna dire che molti video su internet attestano una certa “incapacità” live dalla quale non si può fuggire. Sono migliorati di molto col tempo, ma per esempio al live al Magnolia che potete ascoltare interamente sul sito OfficinaLive, dove l’audio è limpido e si capisce bene le lacune tecniche che emergono sono tante e riguardanti tutti i componenti.
In ogni caso sono diventati, ADESSO, una delle realtà più interessanti del panorama italiano, con all’attivo due dischi interessantissimi ed un EP spettacolare. Aspettiamo il terzo per la conferma, grande band, sopra a molti in questo periodo di magra (mainstream) italiana.