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Dig!

15 marzo 2009

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Band: The Brian Jonestown Massacre
Provenienza: San Francisco, CA
Periodo Attività: 1990 – in attività
Formazione: Anton Newcombe (voce, chitarra), Matt Hollywood (basso), Dean Taylor (chitarra), Brian Glaze (batteria)
Discografia: METHRODONE (Bomp – 1995), THEIR SATANIC MAJESTIES’ SECOND REQUEST (Tangible – 1996), THANK GOD FOR MENTAL ILLNESS (Bomp – 1996), TAKE IT FROM THE MAN! (Bomp – 1996), GIVE IT BACK (Bomp – 1997), STRUNG OUT IN HEAVEN (TVT – 1998), BRAVERY REPETITION AND NOISE (Bomp – 2001), AND THIS IS OUR MUSIC (Tee Pee – 2003), MY BLOODY UNDERGROUND (A – 2008)
MySpace Site: www.myspace.com/brianjonestownmassacre

Band: The Dandy Warhols
Provenienza: Portland, OR
Periodo Attività: 1992 – in attività
Formazione: Courtney Taylor (voce, chitarra), Zia McCabe (tastiera), Peter Holmstrom (chitarra), Eric Hedford (batteria)
Discografia: DANDY RULE OK? (TK – 1995), THE DANDY WARHOLS COME DOWN (Capitol – 1997), THIRTEEN TALES FROM URBAN BOHEMIA (Capitol – 2000), WELCOME TO THE MONKEY HOUSE (EMI – 2003), ODDITORIUM OR WARLORDS OF MARS (Capitol – 2005), …EARTH TO THE DANDY WARHOLS… (BTW – 2008)
MySpace Site: www.myspace.com/thedandywarhols

Il tutto si apre con un aria d’auspicio verso una prossima immensa rivoluzione della musica underground guidata dai Brian Jonestown Massacre, il frontman Anton Newcombe è il primo a dichiarare: Conquisteremo il mondo, e vi diremo anche come farlo.
Purtroppo durante l’ora e tre quarti del documentario il sogno della conquista del mondo rimarrà una meta prefissata ma mai raggiunta; si narra la storia dei BJM e dei Dandy Warhols durante i sei anni percorsi dalla regista Ondi Timoner con le due band on the road.
Tutta l’opera è assorbita dalla personalità e il carisma di Anton Newcombe.

I BJM, nati nel 1990, infilano nella loro musica molte influenze combinate dal loro frontman; si rileggono le melodie sixties e seventies, passando dal rock al folk, con qualche atmosfera country. Nel 1996 il duro lavoro della band si concretizza in ben tre album (”Their Satanic Majesties’ Second Request”, ”Take It From The Man”, ”Thank God For Mental Illness”) guadagnadosi una grande fama nell’underground, l’ambiente che appunto volevano portare alla luce.
Dall’altra parte ci sono i Dandy Warhols, che all’inizio del documentario vengono presi sotto le ali di Anton, stupito dal loro lavoro musicale; ma in seguito firmano con la Capitol, passo che porterà lentamente a termine l’amicizia con i BJM.
La band capitanata da Courtney Taylor nasce nel 1993, la loro carriera è segnata da una costante ma lenta conquista di uno spazio nell’industria musicale mondiale, se negli USA i loro dischi non vanno alla grande, basta prendere un aereo e volare in Europa dove raggiungono una discreta notorietà arrivando a fare da headliner al Reading Festival, ritratto nel documentario e anche uno dei momenti piu felici di tutto il filmato.

I Dandy Warhols hanno vita facile rispetto a tutte le disavventure che capitano ai BJM, con un cappello da pirata e una sciabola affilata Anton Newcombe è sempre pronto ad affondare la flotta del suo gruppo. Questo succede principalmente perchè a Anton sembra fottergliene poco di chi gli sta attorno, di tutto il commercio musicale che lo cerca, la sua lotta principale sembra essere quella contro le grandi etichette, si scorge in lui una costante paura di estraniare il suo prodotto, di metterlo in mani di altri; di conseguenza si rinchiude in se stesso, mandando a quel paese spesso e volentieri i suoi compagni di band.
Piu di una volta le immagini ritraggono liti, pestaggi sul palco; il tutto è ben condito da litri di alcolici e enormi quantità di droghe, ma se inizialmente è solo una vita rock’n'roll con i suoi eccessi, accompagnata dal talento di Anton, piano piano la sua bravura viene immersa nell’eroina, dopo aver firmato con l’etichetta indipendente TVT Records, i BJM non riescono a portare a termine i lavori per il cd, sempre per colpa del loro frontman che arriva nuovamente ad affondare la band. Nonostante i suoi difetti nel documentario Newcombe viene descritto molte volte come un genio nella musica, questa parola durante il filmato è cosi ostentata da far pensare a qualche specie di profeta. Lui ha ottime capacità, il suo è un inebriante revivalism degli anni 60/70 incastrato in una cornice moderna, sono molte le combinazioni di sonorità e le miriadi si strumenti utilizzati nella sua musica, e ciò richiama appunto il biondino Brian Jones degli Stones. Anton in fin dei conti è un antieroe, completamente assorbito dalla musica, alla ricerca costante dell’accordo perfetto, della melodia sensazionale, sa suonare otto strumenti (forse anche di piu) e ciò che mette su disco difficilmente delude le aspettative, ma non vuole per niente al mondo venderlo all’industria del male delle grandi labels.

I Dandy Warhols invece navigano in acque serene, i problemi che incontrano non sono niente di emozionante; piuttosto si mettono a fuoco le vicende riguardanti la musica e il suo stretto rapporto con i soldi, in primis la loro etichetta Capitol non è soddisfatta del loro lavoro. A scapito dei meccanisni dell’industria musicale la band non raggiunge il successo tanto sperato, e il frontman stizzito arriva a dire: Mi basta starnutire per produrre una hit!. Piu avanti Courtney Taylor e soci iniziano la loro conquista europea, dove finalmente trovano il successo tanto ricercato. Penso comunque che sia da sottolineare come i Dandy Warhols rimangano constantemente ombrati dall’ingombrante presenza di Anton, anche perchè Courtney sa di essere inferiore musicalmente a Anton e nutre un certo rispetto per lui, anche se disapprova il suo stile di vita. La band ha comunque raggiunto il suo scopo in un modo o nell’altro, hanno messo su una loro etichetta Beat The World Records e continuano a fare musica, ora con una totale libertà e nessuno dai ranghi alti a dettar legge; l’anno scorso hanno pubblicato il loro ultimo album ”Earth To Dandy Warhols”, che non è ai livelli dei primi ma è sempre piacevole nell’ascolto.

“DIG!” è un’opera completa, interessante e scioccante, la telecamera del regista non ha pudore, riprende senza nessun contegno le assurdità di Anton. i suoi momenti peggiori, tanto che il frontman dei BJM ha intentato una causa giudiziaria perche a suo parere il film lo descrive come un tossico perdente; ma col tempo grazie a questi fotogrammi i BJM hanno aumentato la loro fama, da poco si sono riuniti e hanno portato in tour il loro ultimo album ”My Bloody Undergorund”. Credo che Anton sia anche soddisfatto di cio che ha fatto, infatti tra gli ex membri dei BJM appaiono i nomi di Peter Hayes che formerà i Black Rebel Motorcycle Club e Rob Campanella fondatore dei Warlocks.
Insomma, “DIG!” è una panoramica essenziale sul rock, su Anton Newcombe che in un modo o nell’altro lascerà una traccia nella storia della musica, e a tutte le band alle prime armi, consiglio vivamente di farsi un bel decalogo di leggi per evitare situazioni tragiche come quelle dei BJM, si rivelerà sicuramente utile.

Trailer:

 

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