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TWO LOVERS di James Gray

31 marzo 2009

Non ti ho mai vista per intero
“Nemmeno io, però ti ho sentito…

James Gray ama così tanto il cinema da non poter fare a meno di compiere il gesto estremo di abbandonarlo, di lasciarlo ad aspettare un irrealizzabile sogno d’evasione.
Forse perchè – e il suo ultimo, folgorante “Two Lovers” ce lo dimostra, e si spera che la sua attività divenga più prolifica e diffusa di quanto non sia stata in passato, ora che nessuno può negargli lo status di autore tra i migliori della sua generazione – non si può mai possedere veramente quello che si ama.
Perchè una certa miopia poteva anche aver distratto chi aveva visto il suo ultimo film, poteva averlo indotto a concentrarsi sull’eccessiva violenza manichea del suo “I Padroni Della Notte”, e a dimenticare quello straordinario fotogramma/illusione in cui il protagonista rivedeva (potere del cinema!) per un solo istante la donna amata che non c’era più.
Ora, l’abbaglio non è più ammissibile.
Infatti, nel suo cinema disperato – ma mai nichilista – in cui tutto è impossibile, in cui nessuno esce mai come vincitore, c’era anche posto per uno dei più assurdi happy ending di tutti i tempi, come a voler dire che per i classici e il loro sentimentalismo non c’è che la contemplazione (quella di un uomo e una donna che non si toccano mai, se non per brevi e fugaci momenti, in una passione quasi rabbiosa e in ogni caso sterile), mentre per i contemporanei non è rimasta che la fredda, inutile e poco partecipe – per quanto avvertita come urgente e necessaria – operazione di svelamento del trucco.

Sono grandi amanti di cinema, i due illusi del film: quando entra per la prima volta nella sua stanza, quella in cui si uniranno per la prima volta – ma con la macchina da presa che indugia ad altro, allo sguardo di qualcuno che non è lì eppure lo è, come a voler affermare che la presenza fisica non è altro che mera apparenza, quando l’anima è altrove, appunto oltre la finestra – Vanissa Shaw dice a Joaquin Phoenix che ha veramente tanti dvd, e quando lui le chiede quale sia il suo film preferito, lei risponde senza indugio – ma con un po’ di vergogna per la sua ingenuità – che è Tutti insieme appassionatamente.
Eppure, nella fine delle loro residue speranze – che la frustrazione sia consapevole o meno, questo poco importa – nella desolante precisione con cui Gray mette in scena un finale che è uno scacco totale alla possibilità di essere ricambiati (la preghiera ironicamente e cinicamente esaudita di Phoenix, quando aspetta che arrivi la Paltrow), non c’è nulla di autocompiaciuto, niente che possa assomigliare alla posa di qualcuno che si mette sul piedistallo e giudica i suoi protagonisti come stupidi commedianti di terz’ordine, patetici nelle loro fantasie e nei loro vaghi propositi di felicità.

Gray ne condivide invece gli stessi dolori, gli stessi flebili entusiasmi, la stessa sofferenza: è come se fosse un Michelangelo Antonioni appassionato (la sequenza finale non può che ricordare quella de “La Notte”), un cantore dell’incomunicabilità – la sottile e straordinaria forza del film è nel fatto che tutti dicono la cosa giusta alla persona sbagliata – che non vuole fare nè lezioni nè morali, ma che vuole fare il cinema per mostrare, per stare vicino, per fraternizzare la desolazione di un abbandono.
Perchè come ne “I Padroni Della Notte” (ancora i legami familiari invadenti ed indissolubili, ancora un altro falso lieto fine, un’altra pretestuosa e forzata ricomposizione, con Phoenix che vedeva come il suo destino compiuto – il ritorno all’ordine e alla famiglia – gli fosse costato la donna che amava) e Little Odessa, la fuga è impossibile: e più che essere una romance, in realtà “Two Lovers” è un altro noir, con il protagonista che se ne va in giro per Brooklyn con un parka piuttosto che con un trench.
Impossibile scappare dai vincoli di sangue, dal proprio quariere, dalla rigorosa tradizione ebraica di primi dell’anno e bar mitzwah, dalla pesantezza impolverata di una casa in cui tutto è vecchio, in cui non c’è più spazio per l’incanto.

Locandina
Regia:James Gray
Sceneggiatura: James Gray e Ric Menello
Interpreti: Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas, Moni Moshonov
Fotografia: Joaquin Baca-Asay
Montaggio: John Axelrad
Origine: USA, 2008
Durata: 110’

TRAILER:

 

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