BRONNT INDUSTRIES KAPITAL
Hard For Justice

 
 
17 Aprile 2009
 

Il nome di Lucio Fulci rievoca perfettamente l’immaginario cinematografico che gravita attorno alla musica marchiata Bronnt Industries Kapital, pseudonimo dietro il quale si cela il produttore e compositore bristoliano Guy Bartell. Lucio Fulci, dicevamo: un nome che ai più non suggerirà molto, ma sicuramente non potrà lasciare indifferenti cineasti ed estimatori di certi b-movies del terrore nella cui realizzazione l’Italia fu maestra qualche decade addietro. E Fulci, il ‘poeta del macabro’, fu un genio multiforme dietro la macchina da presa, un ‘terrorista dei generi’, tanto apprezzato all’estero quanto snobbato in patria (come troppo spesso accade da noi): alla sua memoria, non casualmente, è dedicata la terza traccia di “Hard for Justice” (“Threnody for the Victims of Lucio Fulci”).

Riposti i minimalismi dell’ultimo “Häxan”, tetra sonorizzazione realizzata per l’omonimo documentario svedese muto dei primi anni venti intorno al fenomeno della stregoneria ed ai disturbi mentali (tra l’altro, se ne avete modo, vi consiglio caldamente di recuperare il film di B. Christensen e di visionarlo con il sublimante sottofondo realizzato da Bartell), B.I.K. si tuffa ora a capofitto in un’opera elettronica densa di strati su strati di sintetizzatori analogici, tra loop circolari che si rincorrono fuori da ogni controllo e più di qualche ammiccamento alle sonorità kraut (Kraftwerk, Neu!) ed alla lectio magistralis di Moroder.

L’ouverture “An Index of Corporate Art” inizia quasi eterea ed un po’ ingenua, ma quanto prima vi si insinuano subdoli i foschi presagi delle angosce a venire; “Knights of Vipco” è una cavalcata sci-fi per synth alien(at)i, mentre “Eurpean Male”, climax emozionale del disco, vira post-punk in una fuga quasi marziale nel suo inesorabile crescendo epico. Le basse pulsazioni ipnotiche e le corde funkeggianti simil-soundtrack da poliziesco anni ’70 in “Streets of Fury” sono il preludio agli assoli a 8 bit della leggera – si fa per dire – “S.T.R.Y.K.E.R.”. Nel finale “Unbelivable Computer of Love” disegna il tenebroso scenario sonoro in cui lasciarsi inseguire da un ultimo truculento incubo: poi il fiato viene meno e non rimane che farsi trafiggere dalla fredda lama di metallo, abbandonandosi al torpore di un’ineluttabile morte.

Cover Album
Band Site
MySpace
Hard For Justice [ Get Physical – 2009 ]
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Similar Artist: Goblin, Kraftwerk, Giorgio Moroder
Rating:
1. An Index of Corporate Art
2. Knights of Vipco
3. Threnody fort he Victims of Lucio Fulci
4. European Male
5. Streets of Fury
6. S.T.R.Y.K.E.R
7. Objects & Purpose
8. Unbelievable Computer of Love
Tracklist
 

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