YEAH YEAH YEAHS
It’s A Blitz
Genere: alt-rock
| Tweet |
|

Correndo in un bosco addormentato dalla primavera svogliata, il mio lettore, nella sua modalità casuale, all’improvviso mi propone un brano strano: sembrano i New Order ma a cantare è Karen ‘O, con quel suo modo unico di attorcigliare la voce su se stessa con una sensualità rara.
Mi fermo e guardo: Yeah Yeah Yeahs, “Zero”.
Lo stupore è ovviamente grande nel sentire una band garage che punta decisamente agli alternative dancefloors, ricordando i primi Killers.
A questo punto il mondo potrebbe dividersi in due: da una parte il partito degli ‘eranomeglioprimisti’ e dall’altra gli irriducibili “cambiamentisti”.
Ma ascoltando bene il disco, ripetutamente se ne colgono le sfumature e si capisce che il prodotto è di spessore.
Nessun suono è fuori posto, frutto di un ottimo lavoro di produzione affidato ad un vecchio drago di nome Nick Launay (Nick Cave, Arcade Fire, Talking Heads) assieme a Dave Sitek dei TV On The Radio.
Dalla perfetta “Zero”, una techno-rock ballad, il disco propone una magica “Head Will Roll” dove Karen ‘O ci incanta con degli urletti ritmati che si insinuano nella nostra memoria in maniera quasi indelebile.
Quando ormai il sudore scorre sulla nostra pelle, ecco che il disco rallenta con una struggente “Skeleton” che sembra proseguire anche nel brano dopo “Dull Life” che, dopo un inizio addormentato, ci riporta ai suoni cui gli Yeah Yeah Yeahs ci avevano abituati.
Poi un’altra pausa (“Runaway”) prima del finale: “Dragon Queen” sa di mid-eighties disco, poi il ritmo cala verso un finale quasi addormentato da una perfetta “Champagne Supernovesca” ballata dal titolo “Little Shadow”.
Chi comprerà la versione De Luxe avrà ancora alcune perle acustiche da assaporare.
Una volta ascoltato fino in fondo più volte questo disco mi schiero decisamente (ed inaspettatamente) dalla parte dei ‘cambiamentisti’: parliamoci chiaro, il genere garage rischia a lungo andare di sfociare nella mera autocelebrazione e quindi gli Yeah Yeah Yeahs hanno fatto bene a cambiare.
Se poi il cambiamento è di questo livello non resta che togliersi il cappello e inchinarsi.
INDESCRIVIBILE
2. Heads Will Roll
3. Soft Shock
4. Skeletons
5. Dull Life
6. Shame And Fortune
7. Runaway
8. Dragon Queen
9. Hysteric
10. Little Shadow
YEAH YEAH YEAHS su IndieForBunnies:
Recensione “SHOW YOUR BONES”
Articoli Correlati:







5 maggio 2009 @ 02:23
Ci ho meso un pò a farmelo piacere,ma dopo mesi si è conquistato posizioni e adesso è in heavy rotation.dal vivo poi spaccano come sempre.Un bell’esempio di come cambiare i connotati rischiando molto.
5 maggio 2009 @ 10:55
Non riesce proprio a piacermi, ’sto disco: sarà che sono allergico alle cose sovraprodotte in questo senso…
5 maggio 2009 @ 12:09
Ottimo disco…
8 maggio 2009 @ 10:34
Ottimo disco! Come rinnovarsi senza scadere.
8 maggio 2009 @ 15:02
al primo impatto con zero non ero molto soddisfatto…maggiori ascolti lo stesso non hanno fatto effetto…
8 maggio 2009 @ 15:06
yeah!
eh, però mi manca la schizofrenia di fever to tell, o i singoloni di show your bones…
9 maggio 2009 @ 09:10
sarà… io sono parecchio deluso.
9 maggio 2009 @ 10:09
anche a me non piace per niente, senza capo ne coda e overproduced
9 maggio 2009 @ 15:08
Ecco, iniziavo a credere di essere dissennato, visto che proprio non riesco ad apprezzare il disco in questione.
9 maggio 2009 @ 23:35
Vi dirò, al primo impatto sono rimasto perplesso anch’io. Poi mi sono detto che avevano avuto molto coraggio ed andavano premiati. In fin dei conti dopo l’uscita di Is Is EP mi sembravano arivati al capolinea.
10 maggio 2009 @ 16:45
Abbiate fede..
14 giugno 2009 @ 16:14
E’ un disco pessimo. senza se e senza ma.
7 luglio 2009 @ 17:32
bravo alessandro, disco vergognoso per un gruppo di tale fattura