GAZEBO PENGUINS
The Name Is Not The Named

Primo full-lenght per i tre pinguini dopo l’ep ”Penguinvasion”.
Il titolo recita ”The Name Is Not The Named”, frase del polacco Korzybski, e a me già torna in mente l’esame di logica, a scoppio ritardato quello d’ epistemologia; sillogismi, deduzioni, terzo escluso…insomma pura filosofia raccolta in formule statiche, roba pesante che toglie la gioia del pensiero più acuto, dell’intuizione geniale. E allora ribaltiamo tutto, il nome non è la cosa designata dal nome, tu non sei tu, quello che indichi non è quello che vedi, quindi fregatene inserisci il cd nello stereo e buttati giù dal balcone.
Tanto la musica che sentirai non è musica, e quelle non sono canzoni, e questa recensione non è una recensione.
Tutto quello che c’è di vero è energia post-punk pompata a manetta, amore incontrastato anche se tu sei sulla strada in una pozza di sangue (ma ormai dovresti sapere che quello non è sangue), chitarrone scazzate che girano e rigirano creando pathos e atmosfere, lo sballato in astinenza di adrenalina pura che impenna sul motore, la vecchietta che bastona il maleducato di turno perché si è rotta i coglioni dei classici schemi e scopre che la vecchiaia è solo un illusione.
E dalla tua finestra le casse continuano a pompare, ritmi veloci, ossessivi, disperatamente sparati nella degna di nota ”Babo Vs Mollica At The Gate”, da citare anche ”Mary Mongò Used To Call Me Igino” leggermente più rilassata. Mentre i primi secondi di ”Maybe In December” fanno pensare a un entrata iper pompata di una band metal, i pinguini si ingegnano e portano in porto un crescendo che segna un altro episodio a cui strizzare l’occhio; insomma un lavoro basato sull’energia del power-trio che cerca di scombussolarti la giornata, rovesciarti la mente e spaccarti i timpani, ma sempre con la riserva del dubbio che quelli non siano timpani, e che tu non sia una persona. Tutto pare un inganno, una bleffa, un’allucinazione.
Sono loro i nostri illusionisti.
2. Babo Vs Mollica At The Gates
3. Harsh Realm
4. Mary Mongò Used To Call Me Igino
5. Banjochitarra
6. Maybe In December
7. Back In Blake
8. Robert Mitchum Stole My Girlfriend On The Battigia
9. All The Pregnants Are In Love
10. Wallabee
11. There’s Never Goodbye For Motorpsycho’s Fans






25 Maggio 2009 @ 19:00
[...] Indieforbunnies ci recensisce così. [...]
27 Maggio 2009 @ 01:23
non ci credo che sono italiani, voglio
le prove
[miglior disco italico dell'anno, per la sottoscritta.]
27 Maggio 2009 @ 17:39
miglior disco dell’anno?
allora ci ritorno.
11 Ottobre 2009 @ 13:56
[...] […] “The Name Is Not The Named” […] roba pesante che toglie la gioia […] quindi fregatene […] e buttati giù dal balcone. Tanto la musica che sentirai non è […] una […] vecchietta che bastona […] i coglioni […] di una band metal […] a cui strizzare l’occhio; insomma un lavoro […] che cerca di […] spaccarti i timpani, ma sempre con la riserva del dubbio che […] tu non sia una persona. [Indieforbunnies] [...]