CAPITAL
Days And Nights Of Love And War [EP]

 
 
5 Giugno 2009
 

L’Ep di esordio dei Capital da Eastbourne, Uk, potrebbe soddisfare, ad esempio, chi ha ritenuto troppo troppo ‘finto’ l’album “To Lose My Life” dei tanto vituperati (da certa critica) White Lies. Le sei canzoni che compongono questo “Days And Nights Of Love And War” parlano dunque la lingua della wave più romantica ed epica, però, è bene sottolinearlo, senza ricorrere alla copiatura calligrafica degli stili di certi ormai leggendari numi tutelari ottantiani ma offrendo qualcosa di fresco e mai noioso. La musica dei Capital è sì enfatica, sì drammatica, ma mai troppo cupa e d’altra parte però mai troppo leggera. Interessanti in particolare le parti di tastiera, che creano calde atmosfere dall’alto impatto emotivo, e l’atipica (per il genere) voce del cantante Nick Webb che invece di essere profonda e severa, appare assai fragile, anzi a volte quasi fanciullesca, senza però risultare mai stucchevole.

“Ruin” è la traccia più tesa di tutte, grazie a un bel groove massiccio e penetrante e alle tragicamente magniloquenti trame tastieristiche. Insomma si tratta della wave “eroica” più classica. “Broken Glass” vira verso toni decisamente più morbidi (eppure il passaggio tra i due pezzi appare naturalissimo), e ancora di più nella sua seconda parte dove gli inglesi si trasformano in una aggraziata band di elettropop leggiadro.

“Earphones” e “Hey There” sono anch’esse canzoni tremanti e delicate in cui forse i Capital non mostrano il meglio di quello che sarebbero in grado di fare, mentre il discorso cambia radicalmente con “Public Square” e la conclusiva “Easier To Leave”, poderose ed enfatiche (giusto il ritornello della seconda è un po’ fiacco).

Rimaniamo in trepidante attesa del loro primo long playing per poter capire veramente chi sono i Capital e dove vogliono andare.

Cover Album
MySpace
Days And Nights Of Love And War (EP) [ Fierce Panda – 2009 ]
BUY HERE
Similar Artist: The Sound, U2, Echo & The Bunnymen
Rating:
1. Ruin
2. Broken Glass
3. Earphones
4. Hey there
5. Public Square
6. Easier To Leave
Tracklist
 
 

Braids – Shadow Offering

Inizia con la dichiarazione di un amore fugace contenuta nell’opening track “Here 4 U” il quarto album in studio della ...

Cloud Nothings – The Black ...

Era ottobre 2018 quando i Cloud Nothings avevano pubblicato, via Wichita Recordings, il loro quinto LP, “Last Building Burning”: ora la ...

The Beths – Jump Rope Gazers

Diamo il bentornato ai simpatici Beths di Auckland che danno un seguito al piacevolissimo esordio di due anni fa. Il quartetto cambia un ...

Khruangbin – Mordechai

Tornano i mariachi del groove texani dopo l’ottimo “Con Todo El Mundo”, e lo fanno dimostrano un invidiabile stato di ...

Sault – Untitled (Black is)

In un mondo di sovraesposizione mediatica i Sault si fanno notare per la loro misteriosa identità: arrivati al terzo album, di cui due ...