Caso – Dieci Tracce
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Le strade di Bergamo in sella ad un motorino, il vento sul viso e le mani in tasca; l’austera facciata dell’Unione Industriali; l’autobus delle sette e dieci di mattina e una pensilina deserta; il bancone di un bar, a guarnire cappuccini e spillare birre belghe.
Una chitarra acustica ora pizzicata, ora percossa, e una voce che se ne frega delle stonature e racconta senza prendere fiato dieci piccole storie di quotidiana alienazione: storie di quelli che non sanno mai aspettare e ancor prima di saper suonare eccoli con le loro pessime canzoni che nessuno canterà mai a memoria. Eccolo, tutto in questi pochi versi, il mondo di Andrea Casali, in arte Caso. Sono queste le immagini che popolano le sue “Dieci Tracce”: storie di outsider, storie di periferie, storie di oridinaria provincia italica. Un immaginario memore del tardoadolescenziale Alex di brizziana memoria come della noia sartriana, dei trascorsi punk dietro i tamburi della sua precedente esperienza, della lectio cantautoriale italiana e delle luci delle centrali elettriche ferraresi. Perché, ed è impossibile non parlarne, appaiono (troppo?) marcate le similarità – volontarie o involontarie che siano – con il Vasco Brondi del demo preCanalizzazione, tanto nella scelta minimale della veste sonora (anche se qui figurano camei di trombe e tastiere) quanto, soprattutto, per quel che concerne i testi costruiti su una poetica neorealista post-industriale (a dire il vero qui meno visionaria ed allucinata). Ed allora ecco che i posticipi dell’alba in payTV bergamaschi sono figli delle cene a lume di televisore milanesi, così come le gru nei cieli di questa città che svettano alte sui tetti come croci richiamano alla mente certe gigantesche scritte COOP che vegliavano quelle notti emiliane. Come aveva già detto qualcuno in tempi non sospetti, il rischio ora è che [...] le major setaccino fienili e container alla ricerca di cloni di Vasco… (Enrico Veronese, Blow Up #128)
Al di là dei facili paragoni pezzi come “Prova di durezza Brinell” o “Inno generazionale di noi sfigati”, o ancora “Anche domani” (…mentre mi chiedo a cosa serva possedere una casa, una macchina, un lavoro sicuro che duri cent’anni se la mia vita può finire anche domani) dischiudono una spiccata sensibilità nel tratteggiare con poche parole piccoli spaccati di vita ed emozionare con un pugno di parole, lasciando ben presagire in prospettiva futura. Se Caso saprà guardare costruttivamente a quanto fatto fin ora e trovare una dimensione più personale (magari partendo dal lavoro sugli arrangiamenti), queste “Dieci Tracce” potranno essere allora un buon trampolino di lancio.
2. Cosa ti aspetti
3. Inno Generazionale Di Noi Sfigati
4. Previsioni Del Tempo
5. Fino A Qui
6. Quaranta E’ Un Numero Grandissimo
7. In Cima Alla Città
8. Anche Domani
9. Sperando In Uno Sciopero Dei Casellanti
10. Le Gru
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