REGINA SPEKTOR
Far
| Tweet |
|

Quanto è dolce Regina Spektor con quella voce da fanciulla e, allo stesso tempo, matura. Raffinata, impacciata, sfacciata, Regina Spektor ha una voce affascinante e raffinata e ci regala, con “Far”, una manciata di canzoni pop che, di certo, non spiccano per originalità ma che hanno un’ anima e dei testi importanti.
Regina Spektor, l’Amelie Poulain della musica, racconta, con delicatezza e magia, storie fantastiche, sognanti, colorate.
“Laughing With” è il brano che preferisco dell’intero lotto.
Se vi aspettate la Spektor riottosa, ancora adolescente, o la provocatrice di “Soviet Kitsch”, siete completamente fuori strada.
Qui c’è pop iperprodotto (addirittura la Spektor si è servita di quattro produttori), super-arrangiato, orecchiabile nonché un modesto tentativo di conservare i fan della prima ora raccattando, allo stesso tempo, nuovi adepti.
La mia non è affatto una critica, è importante andare al di là del cosiddetto ‘pubblico di nicchia’ e Regina forse l’ha fatto giocando le carte migliori che aveva. Si sta mettendo alla prova, sperimentando in ambito pop (ascoltate attentamente “Human Of The Year”, non è semplice pop leggero), e “Far”, pur non essendo un capolavoro, è il suo lavoro di transizione, più disteso e più ruffiano rispetto ai precedenti.
Regina Spektor vorrebbe osare, sfruttando le potenzialità della sua voce, ma poi si tira indietro e percorre terreni più praticabili.
Solo in “Human Of The Year”, il suo inno spirituale tra Bach e Buckley, rischia qualcosina in più ma, per il resto, “Far” è solamente un album gradevole, che aveva tutte le potenzialità per essere il capolavoro di Regina Spektor e che, purtroppo, verrà ricordato solamente per essere un discreto album pop, dalle melodie intense.
2. Eet
3. Blue Lips
4. Folding Chair
5. Machine
6. Laughing With
7. Human of the Year
8. Two Birds
9. Dance Anthem of the 80s
10. Genius Next Door
11. Wallet
12. One More Time with Feeling
13. Man of a Thousand Face
REGINA SPEKTOR su IndieForBunnies:
Articoli Correlati:






12 agosto 2009 @ 13:44
Boh, non so, io lo sto divorando e adorando. Non riesco a rimanere impassibile ascoltando canzoni come Eet, Blue Lips, Man of a Thousand Faces, Laughing With… per non parlare di Machine e Human of the Year, che ricordano un po’ la particolarità dei giochi con la voce dei primi album. E Genius Next Door, da lacrime…
Insomma, per me un ottimo album!
4 settembre 2009 @ 19:08
Beh, mi trovo daccordo con Matteo. Sono solo al primo superficiale ascolto, ma lo trovo molto piacevole! In particolare, sto apprezzando Laughing with, Blue Lips e Genius next door… Il mio giudizio è positivo!