THE DEAD WEATHER
Horehound

 
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27 luglio 2009
 

Caro Jack,
sono uno dei tanti che appena ha visto ”Horehound” in streaming è corso come un imbecille ad ascoltarlo.
Come ben immaginerai sono rimasto stupito, ho gridato al miracolo, felice come una pasqua pensavo già di inserirlo tra la mia top five di questo anno.
La formazione che hai messo su è di tutto rispetto, molto buona la scelta di metterti alla batteria, probabilmente alla chitarra avresti rubato la scena agli altri tre, e comunque la tua sessione ritmica è di tutto rispetto, potente, a volte scoordinata, ma fa la sua porca figura. Alla voce non potevi fare scelta migliore, Alison Mosshart ha trovato finalmente il teatrino dove sfoderare tutte le sue capacità con risultati completamente soddisfacenti, poi lei è un animale da palco, rock’n’roll fino all’ultima goccia, e credo che ogni maschietto a vederla se la vorrebbe portare a letto, e probabilmente anche una parte del gentil sesso ha osato fantasticare su di lei.
Alla chitarra e al synth spunta la potenza dei Queens Of The Stoneage, mentre al basso c’è il tuo occhialuto fidato che ti accompagna anche nei Raconteurs.

Insomma definirlo super gruppo potrebbe persino essere riduttivo, e questo super gruppo ha sfoderato tutte le sue capacità in ”Horehound”.
Si passa da un blues calmo di ”60 Feet Tall” al rock acido di ”Hang You From The Heavens”, all’inaspettato funky-raggae di ”I Cut Like A Buffalo”, per striminzirci in ”Treat Me Like Your Mother”, bella cazzuta e spessa con gli incroci vocali finali da sclero.
”New Pony” butta giù i muri, e in ”Bone House” inizia a emergere lo spirito rock ubriacato con un po’ di elettronica che ha marcato considerevolmente l’ultimo lavoro dei Queens Of The Stoneage, la strumentale ”3 Birds” segue più o meno la stessa linea ma con qualche variante.
Insomma credo che un bel po’ di artisti ti avrebbero fottuto i demo perché questa è roba assassina, ma ormai sei nelle vesti di Jack The Ripper da un bel po’ di anni, e immancabilmente ogni anno mieti varie vittime, sia con i Raconteurs, sia con i White Stripes, questa è la volta dei Dead Weather.

Ti scrivo perché dopo l’emozione iniziale che mi ha dato questo disco, ho una domanda che mi frulla continuamente in testa: qual’è il tuo obiettivo Jack?
Insomma, ogni anno te ne vieni fuori con un disco, tutti di alto livello per carità, questo non lo voglio mettere in dubbio, ci sarà pure un motivo se ti è stato affibbiato l’ appellativo di Golden Boy; ma inizio a pensare che tu sia alla ricerca del disco della consacrazione, insomma quello che occuperà una facciata intera di quei manuali della storia del rock, e purtroppo ogni anno, a ogni lp che butti fuori manca il famoso qualcosa in più che lo faccia esplodere, che ci faccia gridare al miracolo anche una settimana dopo che l’abbiamo ascoltato, e non solo ai primi ascolti.
Magari mi sbaglio, il tuo è semplice divertimento, o una terribile dipendenza dal far musica; non ho la minima idea di ciò che ci riserverai per il futuro, sei un tipo un po’ troppo imprevedibile, le tue uscite hanno sempre un tocco magico, ma se continuano con questa cadenza finirai per perderlo, diventando un po’ noioso; o magari arriverà questo capolavoro tanto atteso, speriamo.

Un tuo fan.

Cover Album

Horehound
[ WEA – 2009 ]
Similar Artist: White Stripes, QOTSA, The Raconteurs, The Kills
Rating:
1. 60 Feet Tall
2. Hang You From The Heavens
3. I Cut Like A Buffalo
4. So Far From Your Weapon
5. Treat Me Like Your Mother
6. Rocking Horse
7. New Pony
8. Bone House
9. 3 Birds
10. No Hassle Night
11. Will There Be Enough Water?
Tracklist
 
 

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