MARTYN
Great Lenghts

 
Tags:
 
17 Agosto 2009
 

Già qualche tempo fa vi abbiamo parlato da questo spazio del movimento dubstep, idealmente geolocalizzato nella sponda Sud del Tamigi, a Londra.
Nell’era dei GPS però, spesso ignoriamo il fatto che anche altrove c’è chi possa raccogliere quel messaggio e riproporlo, magari con sfumature diverse. In Olanda ad esempio è stato raccolto da Dave Huismans in arte 2562 ed ora da Martyn, al secolo Matijn Deykers.
Come il connazionale, anche Martyn ha usato il suo CAP per etichettare la sua casa di produzione, 3024.
Cresciuto tra Eindhoven e Rotterdam, ora vive negli Stati Uniti in un sobborgo del celebre District of Columbia.
Come Burial e Kode9 nasce da una base drum&bass per sfociare nelle sonorità tipiche sud londinesi.

Il disco “Great Lengths” ha un gusto strano, meno omologato nella categoria dubstep rispetto agli artisti simili. C’è un che di antico che spunta fin dalla prima traccia, “The Only Choice”, che sa di Art Of Noise con quel campanellino a-là “Moments In Love” e quel modo di giocare con le voci campionate che ricorda il Max Headroom di “Paranoimia”.
E poi una maggiore varietà di suoni e ritmiche, spesso sotto i 140 BPM canonici. Il disco accelera e decelera magistralmente ed apre lo spettro delle sonorità sintetiche, facendo rapidi rewind e forward con la clessidra del tempo, pescando da LTJ Bukem ai Kraftwerk, da Ronie Size a Klaus Schulze. Appare solare ed estroverso. “Right?!Star” è tenuta insieme da una linea di basso ultrapotente che conduce mentre la struggente “These Words” che ha D-Bridge come guest vocalist sembra chiudere una prima ipotetica metà del disco.
“Bridge” e “Elden St.” suonano molto più cupe e sembrano dare all’ascoltatore nella seconda metà dell’opera, una visione più crepuscolare del mondo, sfociando nell’etnico con “Is This Insanity?” che ha come guest Spaceape, che ricorda il sound di Dusk & Blackdown.

La dubstep quindi si evolve, spazia, apre a nuovi orizzonti. Accoglie nel suo spettro sonico sfumature impensabili ed inevitabilmente ci spinge verso nuovi orizzonti.
E sembra aver trovato in questo “Great Lengths” la giusta lunghezza d’onda.

INCOMPRIMIBILE

Cover Album

  • MySpace
  • BUY HERE
Great Lenghts
[ 3024 – 2009 ]
Similar Artist: Burial, 2562, Kode9, LTJ Bukem, Dusk & Blackdown
Rating:
1. The Only Choice
2. krdl-t-grv
3. right?star!
4. Seventy Four
5. Little Things
6. Vancouver
7. These Words
8. Bridge
9. Elden St.
10. Far Away
11. Hear Me
12. Is This Insanity?
13. Brilliant Orange
14. Natural Selection
Tracklist
 
 

Vundabar – Either Light

Vundabar. Wonderful per l’altra evoluzione della lingua anglosassone. Brandon Hagen e Drew McDonald  si conoscono dai tempi del ...

Danzig – Danzig Sings Elvis

Il pluriannunciato e lungamente atteso omaggio di Glenn Danzig a Elvis Presley è finalmente qui. Non se ne sta parlando un granché bene ma ...

Rose City Band – Summerlong

L’anno scorso un po’ in sordina è uscito il primo omonimo album del progetto Rose City Band, nome dietro cui si nascondeva e si ...

Happyness – Floatr

Preceduto dai singoli “Vegetable”, “Seeing Eye Do”, “Ouch (yup)” e “title track” con ...

Darman – Necessità interiore

Arriva il nuovo disco di Darman intitolato “Necessità interiore”, un mix di cantautorato rock ed innovazione che passa pure da qualcosa ...