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HJALTALIN
Sleepdrunk Seasons

2 settembre 2009

Per uno strano scherzo del destino (ma soprattutto della tecnologia) mi trovo sospeso in una bolla spazio-temporale, e le possibilità di uscirne sono davvero molto poche. Peccato perché in fondo il 2009 mi piaceva, ma purtroppo non posso farci nulla. Non è colpa mia. In questa bolla spazio-temporale corre l’anno 2008, la realtà è quella di allora e bisogna adattarsi – senza se e senza ma.

E allora adattiamoci ed ascoltiamo un disco deliziosamente fuori dallo spazio e dal tempo come “Sleepdrunk Seasons” degli islandesi Hjaltalin, un disco appena uscito in Europa (per la cronaca: nella bolla spazio-temporale in cui mi trovo mio malgrado a vivere corre l’anno 2008 ed il disco è uscito in Islanda nel 2007, lo scarto forse è dovuto alla differenza di latitudine o molto più probabilmente alle logiche di mercato) eppure così retrò. Un disco del genere avrebbe potuto uscire nel 1967, nel 1977, 1987 o nel 2007 (come effettivamente è avvenuto) ed avrebbe comunque avuto senso compiuto.

E chi sono gli Hjaltalin? L’ennesima band islandese che suona musica depressiva ma pur sempre particolarmente apprezzabile? No. Chi pensa di aver finalmente trovato i nuovi Sigur Ròs sbaglia, perché gli Hjaltalin suonano altro e lo fanno con gran classe, molte cose da dire e prodigioso eclettismo. Arioso e solare pop, figlio della scuola di Canterbury come di Sufjan Stevens oppure della scuola canadese capitanata da Arcade Fire, Broken Social Scene, Most Serene Republic e compagnia bella, musica in grado di rendere più felice la tua giornata, un caleidoscopio di invenzioni e continui ribaltamenti di fronte che ti lasciano sbalordito. Qui la fanciullezza regna sovrana, ed un disco come “Sleepdrunk Seasons” è in fondo un piccolo miracolo. Tracce come “The Trees Don’t Like The Smoke” (se Elton John non fosse artisticamente morto ma avesse ancora voglia di stupire oggi suonerebbe così), “Debussy” (gli Arcade Fire alla deriva nei mari del nord insieme ad un carico di liquori assortiti) e “Traffic Music” (come dei Soft Machine meno fissati con il jazz e più con il pop di stretta derivazione beatlesiana) stanno lì a certificare il valore di questi sette pazzi islandesi.

A questo punto rimango in spasmodica attesa del nuovo album di prossima pubblicazione. Spero di uscire dalla bolla spazio temporale per poterlo ascoltare, continuando a rimanere nel 2008 è un pochino difficile riuscire ad ascoltare un disco che uscirà nel 2009. Staremo vedere come va a finire, io non perdo la fiducia.

Sleepdrunk Seasons
[ Kimi - 2008 ]
Similar Artist: Arcade Fire, Soft Machine, Sufjan Stevens, Hidden Cameras
Rating:
1.Sleepdrunk Seasons II
2.Traffic Music
3.The Boy Next Door
4.Goodbye July / Margt að ugga
5.Kveldúlfur
6.Debussy
7.Selur
8.Sleepdrunk Seasons I
9.The Trees Don’t Like the Smoke
10.I Lie
11.Trailer Music

 

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